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Centri termali (controllati) chiusi, pozze libere aperte: e la protezione dal Covid 19?

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VITERBO - L'assurdità dell'ultimo DPCM del 25 ottobre è tutta in queste foto: si chiudono piscine e terme (e palestre, teatri, sale concerti, ristoranti, bar... ) ma si lascia libero e incontrollato l'accesso alle pozze termali gratuite.

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Partiamo da un presupposto, non abbiamo la minima intenzione di demonizzare le terme libere, anzi, riteniamo assolutamente giusto e incredibilmente democratico che ci sia questa possibilità in città. Quello che non possiamo comprendere è la motivazione per cui si debba bloccare l'accesso alle strutture termali con biglietto, dove è richiesto e garantito il controllo degli accessi, a maggiore tutela del fruitore finale, mentre non c'è una minima regola nelle pozze.

Abbiamo avuto modo di vedere come era stato fatto il massimo, nelle strutture viterbesi e in quelle associative, per garantire la sicurezza, partendo dall'accesso con termo scanner, passando per il distanziamento tra le persone, l'obbligo della mascherina tranne in acqua, la sanificazione continua realizzata dal personale: tutte regole a cui gli imprenditori viterbesi si erano adeguati per il benessere dei clienti. E lo stesso vale per le piscine dove praticare sanissimo sport.

Niente, non è bastato. Chiusi.

Poi però, oggi, chiunque sia passato nei pressi della Tuscanese avrà notato un  bel via vai di persone, auto, camper in sosta. Le terme libere sono libere davvero, senza controlli. Forse in questo caso il virus non arriva?

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Ripetiamo, nessuno chiede la chiusura, anzi, chiediamo a gran voce l'apertura delle strutture termali per permettere a chi voglia di scegliere di poterlo fare, come sempre, tra le libere e quelle a pagamento. Per rispetto degli investimenti fatti dagli imprenditori e dell'impegno messo dalle associazioni che gestiscono alcune strutture, quali ad esempio il Bagnaccio, anch'esso chiuso.

Se si parla della salute delle persone la regola dovrebbe essere valida a prescindere dal biglietto, e una persona dovrebbe avere il diritto di scegliere tra un luogo controllato e uno libero, senza limitazione.

Poi c'è l'ulteriore curiosità: in Toscana e in Emilia Romagna le terme sono aperte, tutte, e in questi giorni stanno facendo una campagra promozionale incredibile. E nel Lazio? Chiuse.

Viterbo città termale che senso avrebbe quindi? Qualcuno ce lo spieghi perché davvero non lo abbiamo capito.

Teresa Pierini