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Incendio Agraria, il giorno dopo: la visita del ministro Bernini e il via vai triste di studenti e dipendenti

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VITERBO - Il giorno dopo, tradizionalmente, è il più difficile. Lo è stato anche per il Dipartimento di Agraria, dove, superato il dramma dell'incendio e lieti che non ci siano state vittime (Incendio Agraria, la nota dei VVFF: sul tetto in corso lavori, al momento nessuna persona risulta coinvolta), è giunto il momento del bilancio.

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E ad occhio sembra disastroso, pare almeno 10 milioni di euro di danni. Anche per questo la visita del ministro dell'Università Anna Maria Bernini assume un significato importante. L'esponente forzista ha prima visitato Santa Maria in Gradi, dove l'attendeva il rettore Ubertini, insieme al prefetto Capo, al consigliere regionale Sabatini, al presidente della Provincia Romoli e al sindaco Frontini. 

"Desidero rinnovare anche oggi il mio ringraziamento personale e di tutta l'Università della Tuscia – ha dichiarato il Rettore, Stefano Ubertini - alla ministra Bernini per la sensibilità istituzionale e per le manifestazioni di vicinanza che ha avuto modo di delineare nel corso del nostro incontro. La ministra ha voluto recarsi personalmente sul posto e verificare, grazie anche alla collaborazione del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco, l'entità dei danni che l'incendio ha causato. Infine – ha concluso il Rettore Ubertini – debbo anche sottolineare la concretezza di questa visita che lascia segnali e semi di speranza in quanto la ministra ha confermato tutto il supporto materiale del MUR per consentire all'Unitus di ripartire quanto prima. Ripartiamo con la tristezza nel cuore ma con la consapevolezza che questa esperienza difficile ci renderà ancora più forti".

La visita è poi proseguita al Riello, davanti a quello che resta del dipartimento di Agraria, specie nel blocco il cui solaio è andato a fuoco, crollando in più punti e distruggendo l'intero secondo piano. 

Casco in testa, il ministro Bernini è salita sull'elevatore dei Vigili del fuoco per guardare da fuori la situazione. Si è prima soffermata davanti le finestre incenerite del secondo piano e poi ha superato il livello del tetto. Scendendo ha provato a portare ottimismo: "Siamo contenti, è stato importante l'intervento tempestivo dei Vigili del fuoco, che hanno salvato quello che non si sarebbe salvato. Il tetto denuncia come il fuoco sia partito e alcune parti sono salve. Noi, Governo, con la Regione ci siamo. Ho un fondo specifico per l'edilizia che metterò a disposizione dell'Università della Tuscia per fare quanto serve, il più velocemente possibile. Una parte è recuperabile, una è salva e la biblioteca è intonsa. Questo è il primo giorno - ha concluso Anna Maria Bernini - non si possono prevedere tempi, arriveranno i tecnici e faranno le stime, noi daremo il via prima possibile, perché l'università non si ferma mai". 

Tira un primo sospiro di sollievo anche il rettore, innanzitutto perché non ci sono state vittime o feriti, ma anche per la prova superata dell'evacuazione, che ha coinvolto studenti e personale, tutti fuori dell'edificio in modo veloce, ordinato e tempestivo.

La giornata era iniziata presto per gli uomini della Polizia che seguono la parte giudiziaria per conto della dottoressa Conti, un lavoro infinito, necessario per comprendere la dinamica. Arrivati anche i periti dell'assicurazione e i tecnici dell'impresa appaltante, per un primo sopralluogo.

A turno spazio a studenti, che dovevano recuperare effetti personali lasciati nelle aule, e ai dipendenti, tutti coinvolti nel triste rito di controllare il proprio ufficio, valutarne la condizione e portare via, se salvi, i propri ricordi, come i quadri con la propria laurea, foto dalla scrivania e quello che si è salvato del lavoro.

Tra questi Alfredo Fabi, tecnico Dafne, che ha raccontato la dolorosa esperienza: "Ho verificato le apparecchiature in uso al momento, non sembrano rovinate ma hanno preso molta acqua, e andranno tolte prima possibile per salvarle. Siamo una grande famiglia, vedere colleghi che hanno perso tutto, affranti, con la testa tra le mani è dura. Non ho perso nulla del mio lavoro sugli insetti, il computer sembra in buono stato anche se non l'ho acceso, la fortuna è che ho una copia del lavoro sul portatile che, per abitudine portavo a casa ogni sera, ed è tutto salvo. Scende ancora acqua dal soffitto ma credo che almeno l'hard disk del pc sia recuperabile, il microscopio è protetto, come faccio ogni sera, da una copertura, spero faccia il suo dovere anche se non è impermeabile. Il piano secondo ha laboratori e uffici distrutti, insieme a libri, documenti, server e apparecchiature, non ci sono stato ma i colleghi hanno raccontato quanto sia drammatico".

Parlando con altri si parla di ricerche decennali andate perse, una tra le tante quella sulla cipinide del castagno, che ha flagellato la Tuscia e ha visto l'Unitus sempre in prima fila per salvarli, ma anche di piccoli miracoli, come alcune piante, protette da teche, restate, a prima vista, in perfetto stato. Una luce di speranza.

La città si è stretta al suo ateneo, dimostrando un affetto infinito, l'ultimo gesto è il passaparola che sta girano sulle chat WA, dove si ricorda che si può donare il 5x1000 all'Universita della Tuscia attraverso il 730 e la dichiarazione dei redditi, indicando il codice fiscale 80029030568.

80029030568

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Università della Tuscia: il 5x1000 destinato alle borse di studio
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Teresa Pierini e Anselmo Cianchi