VITERBO - Risorgere dalle ceneri, cancellare l'immagine di agraria che va a fuoco e guardare al domani: la città offre il primo abbraccio all'Università della Tuscia attraverso l'iniziativa di Calici Diffusi, che unisce ristoratori, aziende enologiche, agronomi ed aziende agricole della Tuscia viterbese.
Insieme, mentre organizzano l'evento in programma dal 16 al 18 luglio, hanno pensato ad impegnarsi in primo piano per una realtà didattica che in 46 anni ha cambiato il territorio influendo tantissimo e in bene, come precisa Paolo Bianchini, intervenuto a nome di tutti: "Chi lavora nel settore enogastronomico conosce il valore della Facoltà di agraria e la sua conoscenza portata in decenni di storia, che ha poi arricchito il territorio attraverso la formazione di professionisti e la creazioni di aziende".

Per stare vicino, anzi per restituire quanto ricevuto hanno avviato una campagna fondi, che in poche ore ha già superato i 6 mila euro (clicca qui per donare https://www.gofundme.com/f/non-sarai-mai-sola-unitus).

Bianchini ha ringraziato tutte le associazioni cittadine che hanno aderito, specie agricole e artigianali, la camera di commercio, i tanti sindaci presenti, e ha confermato la vicinanza della madrina, Simona Ventura, che domani sarà in diretta su Canale5 come opinionista de L'isola dei famosi, da cui sarebbe bellissimo ascoltare un suo appello, aggiungiamo noi. Tanti i personaggi "di casa" che hanno mostrato vicinanza, da Leonardo Bonucci, che ha gia fatto una storia con la locandina della raccolta fondi linkata a go found me, e ancora Alice Sabatini, non presente solo perché all'estero per una sfilata, e Angelo Peruzzi. "Siamo il cuore della Tuscia e lo siamo dell'università, che risorgerà a breve" ha concluso Bianchini.

E' il rettore Stefano Ubertini a confermare che quel "breve" può essere letto come presente: "Abbiamo perso un edificio ma l'università è attiva, presto avremo piu di quanto perduto. Siamo già operativi per esami, quindi nessun problema creato agli studenti, che invito a venirci a trovare per le iscrizioni, e nemmeno per i ricercatori, almeno quelli che hanno trovato ospitalità in altri nostri laboratori".

Non si è fermata quindi la didattica, e il rettore ci tiene a ringraziare ancora i vigili del fuoco, la protezione civile e tutte le istituzioni che hanno operato con velocità e competenza: "Mi hanno fatto superare le tre ore piu brutte della mia vita. Abbiamo perso ricerche, purtroppo, e apparecchiature, ma sono cose e possono essere ricomprate, quello che conta è che le persone siano salve. Grazie per questo abbraccio e anche per quello che abbiamo ricevuto da tante università, sia italiane che estere".

Al suo fianco tre colleghi, con cui ha condiviso quei momenti complicati, come Simone Severini, direttore del Dipartimento di Scienze Agrarie e Forestali: "La comunità sta dando una grande risposta ma io non posso non pensare alla perdita di anni di lavoro e stiamo cercando soluzioni" o il direttore del dipartimento Innovazione nei Sistemi Biologici Agroalimentari e Forestali, Maurizio Petruccioli: "Questa situazione ci ha provato ma stiamo lavorando per ripartire faccendo completare gli studi agli studenti senza alcun trauma. Ai futuri studenti dico che siamo in grado di produrre educazione universitaria senza stop, per la ricerca stiamo risolvendo, partendo dalla condivisione dei laboratori, per portare avanti le attività di ricerca".

Infine il prorettore Alvaro Marucci: "Questo evento ci ha uniti e durerà nel tempo, portando benefici. Essere diffusi sul territorio ci ha pernesso di salvare tanto, come nel centro ricerche di Rieti che presto sarà protagonista, perdendo solo un edificio".

"Non sarai mai sola" è lo slogan scelto, che è stato anche fissato con lo scotch sulla pavimentazione di piazza San Lorenzo dagli studenti dell'accademia di belle arti, e tutti i protagonisti, dall'Università ai ristoratori, dai produttori agricoli ai sindaci, insieme ai consiglieri regionali Zelli e Panunzi e tanti comunali, si sono raccolti sulla scalinata di Palazzo Papale, simbolo di unione cittadina, per una foto.
Teresa Pierini e Anselmo Cianchi
