BOLOGNA - Antonella Oliva è una nostra collega, una giornalista che ha mosso i primi passi professionali a Viterbo e poi ha scelto Bologna per vivere e ricostruire la sua attività. Per uno strano scherzo del destino è stata testimone quasi diretta della tragedia avvenuta lunedì, lavorando nell'isolato confinante l'autostrada, diventata, di colpo, un inferno, con un bollettino di guerra tra morti, feriti e un tratto di strada devastato.
Questa la sua testimonianza: "Oggi ho appreso che l'autocisterna che ha causato la forte deflagrazione a Borgo Panigale, prima di prendere fuoco, si è spaccata a metà. Se non fosse successo sarebbe esplosa come una vera e propria bomba “sganciata” da un aereo militare in volo. Il quartiere sarebbe stato raso al suolo. L'intero quartiere.
In un nano secondo ho riavvolto la pellicola di quel giorno - scrive Antonella Oliva -: mi trovavo a camminare serenamente vicino a un parco mentre stavo parlando al telefono con il mio fidanzato.
All'improvviso un boato assordante; ho avuto le orecchie tappate per mezz'ora. I miei occhi hanno assistito ai miei colleghi terrorizzati, persone in strada piangere e sirene delle autoambulanze 'lamentarsi' per ore.
Mi sono bastati pochi secondi per prendere coscienza di quanto siamo piccoli e insignificanti davanti alla casualità della vita e alla sua imprevedibilità. Mi è bastato meno di un secondo per capire quanto sia stata fortunata a trovarmi al posto giusto, nel momento giusto.
Per me e per le persone a me vicine, quel giorno, la variabile temporale si è incastrata perfettamente con quella spaziale. Sono momenti che non si dimenticano".
