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Bagno di folla per Salvini a Tarquinia: "Qui meglio soli (politicamente) che male accompagnati"

In Provincia
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TARQUINIA - Bagno di folla era previsto e bagno di folla è stato: Salvini recupera in corsa e dopo aver saltato la piazza di Civita Castellana per i ritardi accumulati in mattinata, si riprende il titolo di Capitano dal palco sul lungomare, dopo il taglio del nastro della Fiera dell'agricoltura.

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Tarquinia Lido è un appuntamento imperdibile per migliaia di persone ogni anno, e il serpentone di auto, che dal mattino collega ininterrottamente città e lido, lo dimostra.

Quest'anno però l'appuntamento diventa anche elettorale e il taglio del nastro della Fiera dell'agricoltura è vera e propria campagna, con il ministro che sveste la classica camicia bianca per una maglia griffata Giulivi e lascia un po' a margine il commissario prefettizio. Ma tant'è, in guerra e in amore tutto è lecito e questa, per molti, è davvero una battaglia.

Nell'attesa del ministro Salvini, trattenuto oltre misura nelle due tappe mattutine a Tivoli e a Palestrina e poi a tavola con i simpatizzanti di Civita Castellana, altro paese al voto amministrativo, la gente si raduna in via dei Tritoni. I supporter verdi (ormai tendendi all'azzurro) sono da tempo sotto il palco, per sventolare le bandiere e qualche tricolore, mentre lo staff di Giulivi si prepara per l'arrivo del ministro.

Nastro tricolore pronto, maglia bianca e felpa azzurra a disposizione, entrambe con scritto Tarquinia,  e uno sguardo verso la via in attesa delle auto della polizia, che iniziano ad arrivare con il Prefetto e il Questore, seguiti dal gruppo di leghisti proveniente da Civita, capitanati dal senatore Fusco e con la consueta nutrita truppa viterbese.

Si ingrossa così la presenza delle autorità, dove dall'inizio è già l'onorevole e sottosegretario Durigon e l'economista Rinaldi, che si intrattiene con Giulivi dettando la ricetta: "Tarquinia ha più storia di Roma, qui per vivere bene basta il turismo, quello storico l'inverno, quello marino d'estate. La città è una bomboniera, non serve altro". Sicuro Giulivi, e ogni cittadino della Tuscia, ne è ben cosciente.

Arriva il ministro Salvini, scende dall'auto e sceglie la maglietta bianca, troppo caldo per la felpa che oggi torna nell'armadio. Saluta il commissario prefettizio e si avvia al nastro da tagliare.

E' il momento della benedizione, che Salvini segue con raccoglimento, e poi si getta tra la folla.

Salta il percorso libero lasciato dalla polizia per immergersi tra la gente, arrivando a fatica sul palco, dove lo attendono già Giulivi, Fusco e tutti i candidati delle tre liste organizzate da Lega Tarquinia.

Mentre salutano Fusco e Giulivi, il ministro sfodera il cellulare (un must l'auto-cover con scritto "Io sto con Salvini") e scatta qualche immagine della folla davanti a sè. Migliaia di persone, addirittura 15mila secondo gli organizzatori.

Inizia l'intervento del leader della Lega, prettamente nazionale, che parte dall'agricoltura e dalla necessità di mangiare italiano, invitando quindi al voto per le europee, dedicando un passaggio a Giulivi: "E poi abbiamo bisogno di sindaci in grado di fare regole che mettano prima gli italiani in difficoltà e poi gli altri. Vi ringrazio per questi 300 metri fatti insieme - precisa Salvini - mi piacerebbe sapere se Renzi ha mai avuto questo". Torna così alla politica nazionale, criticando i sindacati, che "nel Primo maggio sono in piazza, ma dov'erano quando venivano approvate la Fornero il il Jobs act?". Poi elenca i provvedimenti governativi, dagli sbarchi ridotti del 93% alla legge sulla legittima difesa, cita i casi di cronaca, partendo dall'ultimo di Monterotondo "ai fenomeni di sinistra che dicono che avrebbe potuto fare a meno di sparare - aggiunge - io dico che se entri in casa mia io mi muovo prima, per difendere i miei figli" e poi torna sulla giustizia, reclamando una riforma che la renda certa, con responsabilità ai giudici, per evitare casi come quello di Marco Vannini. "Arriva un'altra inchiesta per un barcone sequestrato, sappiate che io continuo, con questa politica abbiamo dimezzato il numero dei morti in mare. E a chi mi parla di droga dico solo: galera agli spacciatori e ancora - andando sul caso appena avvenuto a Viterbo - castrazione chimica a pedofili e stupratori, perché se sei malato devi essere curato. A questi pervertiti, oltre alla riabilitazione, serve anche una cura".

Annuncia il ritorno dell'educazione civica a scuola e le telecamere a protezione dei bambini, "anche se alle superiori bisognerebbe difendere i professori picchiati dagli studenti e da genitori imbecilli. Penso sempre che un po' di militare faccia bene a questi, troverò il modo di riuscirci" .

E chiude riavvicinandosi a Giulivi, consolandolo: "A volte se la compagnia è dubbia... meglio soli che male accompagnati. Noi abbiamo una sola faccia e non andiamo qua e là per le poltrone. Grazie per l'affetto che ci date, i governatori della Lega sono i più amati d'Italia, spero presto in un Presidente della Lega nel Lazio e magari a Roma... un sindaco che si occupi di strade, topi e verde".

Con la politica nazionale, argomento valido e ormai apprezzato in ogni piazza, saluta e si prepara per il rito del selfie, si fa spazio sul palco e si offre col sorriso alla fila "rigorosamente da destra" che lo raggiunge per uno scatto veloce. Poi verso la Capitale, per i due ultimi comizi del giorno, a Civitavecchia e Ostia.

Teresa Pierini