TARQUINIA - Patrizio Ratto ad America's Got Talent. La cosa doppiamente straordinaria che quello che noi conosciamo come ballerino che ha partecipato ad Amici, nel programma americano si è esibito come pianista classico. L'anima di Raptor, però, non riesce a stare chiusa troppo tempo in uno smoking, ed è questa la sorpresa che farà impazzire pubblico e giudici.
Dolcissima la confessione di presentazione: "Da piccolo ero molto timido, mia madre mi mise davanti ad un pianoforte e mi innamorai di questo strumento - sottolinea Patrizio, ovviamente in inglese -. Mi ispiro alle composizioni classiche prendendo come riferimento Beethoven. Quando ascolto la sua musica avverto l'emozione, posso essere arrabbiato, felice o tranquillo, entro in quel mondo ed è tutto per me".
Entrando sul palco confessa un pizzico di nervosismo, ma ha sempre saputo che questa era la sua opportunità per mostrare all'America la sua musica, la sua passione e se stesso. La guiria chiede se porta qualcosa di originale e lui risponde no, avviando uno dei più classici, il brano di Beethoven "Per Elisa". Serissimo si siete sul banchetto, e le facce dei giudici sembrano dire "Ecco, il solito". Tra il pubblico, nonostante la bravura, parte anche uno sbadiglio.
Un disastro annunciato? No, proprio no: dietro a quel pianista classico c'è Patrizio Raptor, e noi lo sappiamo. I giudici, il presentatore e il pubblico lo hanno scoperto ai primi sussulti del suo fisico da ballerino, che esce con prepotenza, un calcio al banchetto e via la giacca, sempre sulle note, stavolta elettroniche, di Beethoven. Il "nostro robot" conquista il palco, con il suo hip hop fantastico presenta le sue movenze, con quella enorme capacità espressiva che entusiasma lo studio di America's Got Talent.
Alla fine è standing ovation, il pubblico è in piedi, come la guiria che assegna 4 "Si" e si inchina al ballerino tarquiniese.
Anche l'America si inchina a Raptor.
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Teresa Pierini
