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Roberto Tatti: cuore ronciglionese che da Shanghai dona 20mila mascherine chirurgiche

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RONCIGLIONE - Ventimila mascherine chirurgiche donate ai concittadini da Roberto Tatti, che da Shanghai ha voluto compiere un gesto di vicinanza e solidarietà verso il suo paese d'origine.

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Il ringraziamento pubblico questa mattina, direttamente dal sindaco Mengoni, che ha scritto sui social: "Vogliamo ringraziare il nostro concittadino Roberto Tatti per aver donato 20 mila mascherine al Comune di Ronciglione (12 mila sono già arrivate mentre altre 8 mila sono in arrivo). Stiamo organizzando la distribuzione a tutti i cittadini e ne daremo informazione non appena stabilite le modalità. Grazie a tutti coloro, privati e aziende, che con gesti di solidarietà stanno aiutando la nostra comunità ad affrontare questo difficile momento, dimostrando unione e vicinanza".

Ma chi è Roberto? Un ragazzo che gira il mondo con Ronciglione nel cuore, che torna a visitare per le feste, raggiungendo i parenti. Lo abbiamo intervistato.

Da quanto tempo vive fuori dall'Italia?

"Sono 10 anni che vivo all'estero. Torno a Ronciglione solamente per il periodo natalizio, per stare con la mia famiglia e rivedere gli amici più stretti".

Come ha vissuto la fase di emergenza?

"Appena scoppiata l'emergenza in Cina mi trovavo a Shanghai, e vivevo con le giuste precauzioni, ma mai costretto a non uscire di casa. Poi, nel mese di febbraio, ho viaggiato per motivi di lavoro a Tokyo e New York. Rientrato in Cina a metà marzo, a quel punto, sono stato costretto ad una quarantena forzata domiciliare, di 14 giorni, in cui era assolutamente vietato il contatto con altre persone e la libera uscita dalla propria abitazione".

Quindi ha vissuto un vero e proprio isolamento?

"Tornando da New York, che dal 15 marzo era nella lista nera mondiale ad alto rischio di contagio, non era possibile altrimenti. All'aereoporto di Shanghai, una volta arrivato, mi è stato effettuato il test al Covid 19 ed è iniziata la quarantena, per avere certezza di non essere stato contagiato. Medici e poliziotti si sono coordinati alla perfezione per far sì che il mio stato di salute fosse nella norma, con misurazione della temperatura due volte al giorno e telecamere poste al di fuori della mia abitazione".

E finalmente, passata la quarantena è finito tutto...

"Dopo il nuovo test, una volta ricevuto il referto di negatività, sono stato trasportato da un autobus privato della polizia fuori la mia abitazione, tutto a loro spese. Non mi è assolutamente dispiaciuto questo trattamento, anzi ora da fuori posso stare tranquillo, mi sono sentito al sicuro. Qui a Shanghai la vita è tornata alla normalità già da un mese".

Come ha deciso di pensare alla sua Ronciglione?

"Intanto ho imparato che l'utilizzo delle mascherine ha contribuito tantissimo a rallentare l'epidemia, proprio qui in Cina.
Per questo ho voluto fare un piccolo gesto di solidarietà per il paese dove sono cresciuto, sono indispensabili ed ho trovato giusto farlo".

Complimenti a Roberto, che ha pensato al suo paese natale, speriamo che presto tutti potranno avere la dotazione minima per difendersi e difendere gli altri dal virus e riprendere, mano a mano, una vita sempre più vicina a quella normale.

Teresa Pierini