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L'opposizione: "L'Efebo torna a casa definitivamente ma il duo Sgarbi/Di Mauro dimentica il passato e i protagonisti: Cianti ed Emanuele"

In Provincia
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SUTRI - L’Efebo di Sutri, la statua in bronzo di circa 80 centimetri risalente al primo periodo imperiale ritrovata nel 1912 in un campo nei pressi della cittadina della bassa Tuscia, torna definitivamente a casa: il ministero ha concesso la custodia al Comune sutrino "sine die".

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Questo l'annuncio trionfante del sindaco Sgarbi, ma per fare un po' di storia risaliamo al 2016, quando l'Adnkronos così riportava la notizia della concessione, all'inizio per due anni: "L’Efebo di Sutri è tornato a casa. È stata inaugurata, nel Museo del Patrimonium della cittadina laziale, una mostra che vede come assoluta protagonista la statua di bronzo, alta poco meno di un metro, rinvenuta in un terreno nelle vicinanze di Sutri, a lungo conservata nel caveau di Palazzo Massimo a Roma. All'evento hanno partecipato Francesco Rutelli, che tra i primi si era attivato quattro anni fa per consentire all’Efebo di lasciare il Museo Nazionale Romano e di far ritorno a Sutri, il sottosegretario uscente ai beni e alle attività culturali Antimo Cesaro e Emmanuele Emanuele, il mecenate che più di tutti si è speso per ottenere la restituzione dell’opera.
All’inaugurazione hanno preso parte, tra gli altri, anche il sindaco di Sutri, Guido Cianti e l’assessore alla cultura, Ercole Fabrizi. "Mi impegnerò - ha detto Emanuele - a fare in modo che questo capolavoro da Sutri non si muova più, perché rimanga e dia gloria a questa meravigliosa città di cui è pregevole testimonianza. Vorrei far diventare Sutri la nuova Spoleto, perché ci sono indubbiamente i presupposti per farlo", ha concluso all'agenzia di stampa.

Da allora è passato del tempo, Vittorio Sgarbi è diventato sindaco e ha concluso i lavori per aprire come sede museale "Palazzo Doebbing", sempre con il supporto del professor Emmanuele Emanuele, allora fondamentale per l'opera culturale del Comune, come più volte dichiarato pubblicamente dal primo cittadino, e successivamente scomparso dalle citazioni e dai complimenti.

Per questo intervengono i consiglieri d'opposizione del gruppo misto, che provano a ricordare tutta la storia dell'Efebo: "Ovviamente, non possiamo che essere lieti di quest’avvenimento che per la nostra città rappresenta un successo molto importante in termini di immagine e, in prospettiva, anche in chiave turistica. Dunque, ben venga il ritorno a casa dell’opera nella nostra terra.

Quello che non possiamo, invece, accettare è il tono trionfalistico usato dal primo cittadino quando rivendica meriti non del tutto suoi. Sgarbi, infatti, dimentica di citare chi per primo si è speso per questo ritorno eccellente: l’amministrazione Cianti e tutto il Consiglio comunale (compresi Fratelli d’Italia e il Partito Democratico che oggi, ancora in maggioranza, sembrano essersi dimenticati del 'passato') che fin da subito appoggiò la proposta dell’allora assessore alla Cultura, Ercole Fabrizi: è stato lui per primo ad avere la straordinaria intuizione di mettere in moto l’iniziativa, che oggi arriva finalmente a compimento. Questo, caro sindaco e caro vicesindaco, per onestà intellettuale.

Così come, nello stesso articolo, viene omesso -volutamente?- il ruolo giocato dal professore Emanuele Emmanuele, amante di Sutri, che si è speso in prima persona per ottenere il ritorno dell’Efebo nella nostra città.

Tocca a noi, dunque, fare un plauso a tutti coloro che fin dall’inizio si sono spesi per far ritornare l’Efebo a Sutri.
Il sindaco Sgarbi raggiunge l’apoteosi dell’enfasi retorica quando, dopo aver sottolineato che la statua è stata affidata al Comune sine die perché qui venga custodita, protetta e ammirata, annuncia che la collocazione dell’opera 'appena all’ingresso del palazzo Doebbing è ideale...' Peccato che, ad oggi, Palazzo Doebbing sia chiuso e, dunque, l’opera non sia visibile né agli occhi dei sutrini né a quelli di appassionati e turisti che ci auguriamo presto di vedere di nuovo nella nostra città.

Chiuso, come chiusi sono anche il complesso dell’Anfiteatro e del Parco archeologico e la Chiesa di San Francesco. Ma, intanto, il nostro sindaco - da remoto - continua a invitare tutti alla ripartenza e a venire a Sutri per scoprire i suoi tesori d’arte. E i gioielli di Sutri rimangono così nascosti. Il duo Sgarbi-Di Mauro, ormai uniti da un’alleanza inscindibile, invece di rilanciare la cultura e il turismo a parole, sarebbe ora che mettessero in campo azioni concrete. E, a proposito di turismo - concludono dall'opposizione - è da sottolineare come in questa fase post emergenziale, in cui tanto si parla di ripresa, il Comune abbia dimenticato di dialogare con i commercianti, anima economica della nostra realtà.
La ripartenza delle attività commerciali parte proprio dal turismo: beneficio dell’intera comunità. Caro sindaco…non ci siamo!"

T. P.