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Marco Parroccini: "Doppio tampone, sono negativo e non ho contagiato nessuno. Ricordiamo di usare i dispositivi di sicurezza"

In Provincia
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CIVITA CASTELLANA - Marco Parroccini chiude la sua parantesi coronavirus: superati i due tamponi negativi, dopo la positività riscontrata a metà agosto, con comunicazione ufficiale della Asl Viterbo, insieme ad altri 4 (anonimi) che possono archiviare l'esperienza.

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Rimarrà però il segno di questo passaggio, per quanto accaduto in paese, anche se giustamente oggi Marco non vuole parlare delle cose brutte: "Ho saputo ieri di essere negativo e non voglio tornare sulle polemiche sulla fuga di notizie del 14 agosto, c'è un iter giudiziario che farà la sua parte".

E' giusto parlarne però, specie dopo che tutto questo è diventato di dominio pubblico, rafforzato da un post sui social in cui Marco, arrabbiato provava comunque a calmare gli animi (leggi qui l'articolo). Sono trascorsi 15 giorni, il periodo canonico che ormai ogni cittadino del mondo conosce, quello che divide in due il tempo tra positività e negavitià, specie negli asintomatici, e permette spesso di tirare il fiato, dopo due tamponi negativi.

E ne parla Marco, con serenità e fermezza: "Comprendo l'apprensione del paese, lo spavento di chi ha saputo di un caso a Civita, se non sbaglio il secondo qui, non condanno le chiacchiere e il timore dei miei concittadini. E' stato sbagliato far uscire dati sensibili e io mi sono arrabbiato per questo. La paura del momento è comprensibile e capisco anche la voglia di sapere chi è positivo, per proteggersi. Non è perdonabile però un Ente che dovrebbe tutelare i cittadini non è stato in grado di farlo, forse non è sufficiente il controllo sui dipendenti e alla fine il comportamento di qualcuno mi ha messo in difficoltà. Questo ha innescato un ciclo di panico tra la gente, con qualcuno che poi è andato oltre alla realtà. Il positivo ero e sono stato sempre solo io - sottolinea pensando al recente passato - mentre le voci sono girate anche sui miei familiari che non erano nemmeno a Civita Castellana, i mei genitori addirittura erano nelle Marche e qui dicevano che stavano in Sardegna".

C'è ancora amarezza per tanta cattiveria, quando in questo momento, dai racconti di chi ci è passato, serve davvevo tutt'altro, come conferma pensando al futuro: "Voglio trasmettere un messaggio di conforto a chi sta ancora male, e sono molte persone: se ne esce e dobbiamo farlo tutti insieme. Dobbiamo usare i dispositivi di sicurezza, usandoli tutti possiamo farcela, specie la mascherina, e non è giusto che alcuni non rispettino queste regole. Chi sta male non ha colpa, la malattia non è una colpa, in questi momenti è giusto avere vicino che ti sostiene e non certo chi ti accusa".

La mascherina torna protagonista, ed è normale chiedersi se Parroccini e le persone a lui vicine l'abbiano o meno usata: "Ero a Madrid per questioni lavorative e ho fatto un salto a San Sebastian un giorno e mezzo, frequentando solo spiaggia e ristorante, dove tutti portano la mascherina. Non posso capire il momento esatto del contagio, ma nessuna delle persone incontrate è risultata positivo, forse è accaduto durante i trasferimenti".

Dall'inizio alla fine, il racconto di Marco si conclude con questi 15 giorni, vissuti in casa in attesa della notizia più bella: "Tutto è iniziato al mio ritorno dalla Spagna, l'11 agosto. Il giorno seguente l'ordinanza della Regione invitava al tampone chi fosse tornato da alcuni luoghi, io volontariamente sono andato al drive-in di Belcolle, nel frattempo ho adottato tutte le misure di sicurezza, sia usando sempre la mascherina che evitando l'incontro con altri. Lo dimostra il fatto che i miei due fratelli, che vivono con me, non hanno contratto il virus. Ieri il secondo tampone risultato negativo, e finalmente l'abbraccio con i mie genitori, che ho rivisto e che oggi tornano a casa, essendosi cautelati dal ritorno dalle Marche ed evitando di farlo prima".

Si conclude così un'esperienza diretta col virus, che ha creato molti meno danni della superficialità umana, fortunamente stoppata dal comportamento di Marco Parroccini, che ha dimostrato maturità e intelligenza, isolando per sempre non solo il virus ma soprattutto chiacchiere e supportando chi sta ancora vivendo a contatto con la malattia.

Teresa Pierini