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Cinquant'anni fa la prima puntata del Pinocchio di Comencini: i luoghi del set nel cuore di Farnese

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FARNESE - Otto aprile 1972: cinquant'anni fa andava in onda la prima puntata dello straordinario sceneggiato (si chiamavano così una volta) di Comencini: "Le avventure di Pinocchio", tratto dalla bellissima e ancora attuale opera di Collodi. Tutta quella puntata e una buona parte della seconda erano state girate qualche mese prima a Farnese.

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E' il giorno dell'omaggio, doveroso, a questo incantato angolo di Tuscia e lo facciamo con la passione di chi da sempre la dedica a quella terra: la guida Vera Risi, attingendo dai sui racconti e dalle foto scattate questa estate, proprio durante una visita guidata.

E' lei a raccontare la storia dello storico Pinocchio, cinque puntate trasmesse nel 1972: "Comencini rimase colpito dalla continuità tra naturale e costruito, trovò in Farnese un borgo intatto, nato nell'epoca etrusca, restato umile e rurale". Infatti in una mattonella del borgo è riportata una frase del regista: "Le stalle di Farnese sono cubi di tufo a schiera, degradanti lungo una strada in discea: forme geometriche perfette".

Il paese da tempo sta dedicando la sua immagine a quel pezzo di storia televisiva, infatti lungo la strada è impossibile non notare l'affresco di Francesco Meloni. artista sardo ma ormai farnesiano d'adozione, che illustra Geppetto e Pinocchio contornati dalla farnia con il paese sotto e la chiesa del Santissimo Salvatore (in apertura), ritratti con i volti di Nino Manfredi e di Andrea Balestri.

L'opera è la porta d'accesso di una parte del borgo praticamente abbandonata, che cinquant'anni fa diventò il set della prima puntata, basta ricordare Pinocchio diventato bambino che corre scalzo lungo la salita, ed oggi è un museo a cielo aperto, grazie al progetto Archiva, uno studio di architetti donne, che hanno scelto di dipingere le porte e le saracinesche dei locali, per ricordare e fissare per sempre quel momento.

Mano a mano tutte le porte sono state dipinte, anche grazie da un concorso artistico che ha visto dominare i "Pittori anonimi del trullo", seguiti da quello dedicato a Manfredi, scelto per la dolcezza e la capacità di un padre nel parlare con un burattino, e terzo classificato Saverio, un bimbo di Farnese, che ha optato per un pinocchio ancora di legno.

E' ancora Vera a ricordare la grandezza dell'opera: "E' un film straordinario, nato dalla mente di Luigi Comencini, che ha affiancato alle immagini la grande musica di Fiorenzo Carpi, capace di trasformare una storia fiabesca in qualcosa di reale, andata di pari passo con la genialità di trasformare in bimbo un burattino, per farlo poi tornare di legno se commette le sue solite marachelle".

La visita a Farnese non si conclude nel viale principale del set, ma coinvolge anche il paese, dove sono state girate altre due scene simbolo, quella del carcere dove viene portato il povero Geppetto, sempre per colpa del "figlio" birichino, girato nel piano terra della Rocca Farnese e nel grazioso cortile, e quella del lavatoio, dove Pinocchio corre e si nasconde sotto le ampie gonne delle signore intente a lavare i panni.

Oggi quel lavatoio non c'è più, era quasi distrutto ed è stato recuperato nelle mura esterne, per crearne un centro culturale. Con un pizzico di immaginazione si possono ancora ascoltare i due Carabinieri intenti a richiamarlo e soprattutto ad arrestare Geppetto. Pochi metri più avanti, leggermente in salita, un altro momento indimenticabile, quello della secchiata d'acqua tirata in testa al povero Pinocchio mentre chiede un tozzo di pane. E ancora un'altra scena importantissima, la scuola, dove il piccolo Pinocchio non entrerà mai, lasciando il povero Geppetto intirizzito dal freddo, perché aveva venduto la giacca per comprare un abbecedario, ad attenderlo inutilmente fuori.

Un'ultima sosta di quella bellissima visita di Vera Risi fu nello studio dell'artista Francesco Meloni, in centro paese, che racconta l'affresco realizzato appena fuori: "Un mese di lavoro, nel giugno del 2021, un primo passo per altri lavori che arriveranno, sempre dedicati al film Pinocchio. In studio, invece, espongo le mie opere, ispirate a Caravaggio, di cui amo il gioco delle luci.

Ho anche realizzato la Deposizione dalla croce prendendomi qualche licenza artistica, infatti tra le donne ho ripreso il volto di Michelle Hunziker, rendendo partecipe a questa opera moderna. Ritraggo sempre donne, per me sono l'essere più bello da amare, la donna e la sua indole è sempre protagonista, per me è divina".

Le riprese di Comencini proseguirono poi sul lago di Martignano (la casetta della Fata Turchina) e a Tarquinia, alle Saline (il Paese dei Balocchi con Pinocchio insieme a Lucignolo).

Teresa Pierini - Anselmo Cianchi