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La scheda elettorale delle amministrative per il Comune di Viterbo: guida al voto

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VITERBO - Otto sindaci in gara, ormai lo sappiamo, un'infinità di candidati consiglieri in altrettante liste. Così si presenterà la scheda elettorale, di colore azzurro, il 12 giugno 2022 per eleggere il sindaco e il consiglio comunale di Viterbo. Insieme saranno consegnate anche 5 schede per il referendum, a cui dedicheremo un articolo a parte.

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Partiamo dalla scheda delle comunali viterbesi, la trovate pubblicata sotto.

Si compone di due parti distinte, anche se graficamente è tutto riportato nella stessa.

Ogni candidato sindaco ha il suo rettangolo, con riportato il nome, esattamente sopra la lista o le liste che lo appoggiano. L'indicazione più giusta è barrare con una croce il nome del candidato sindaco preferito, così si assegna il voto maggioritario che vale per la conquista di Palazzo dei Priori.

Sotto il rettangolo del sindaco c'è il riquadro delle liste, uno o più di una. L'elettore può scegliere una di quelle liste, apponendo una croce sulla stessa, e scrivere nelle righe accanto fino a due candidati consiglieri, purché siano di sesso diverso, quindi un uomo e una donna. Attenzione a non scrivere candidati di liste diverse, entrambi devono appartenere alla stessa e non allo schieramento, ma proprio la lista composta di un massimo di 32 candidati.

In questo modo, crociando il candidato sindaco si è votato per un rappresentante allo scranno più alto e una o due persone della sua squadra.

Esiste però anche il voto disgiunto, che predeve una scelta diversa tra il candidato sindaco e un componente del consiglio che non sia della sua squadra.

Per dare il voto disgiunto è fondamentale crociare il rettangolo del candidato sindaco prescelto, in questo modo il voto maggioritario sarà espresso e l'elettore avrà indicato chi vuole a capo dei Palazzo dei priori, attribuendogli così il diritto alla maggioranza. Per quanto riguarda il voto politico del consiglio, però, con il voto disgiunto si puù scegliere uno di due consiglieri di una qualsiasi delle altre coalizioni o liste, crociando la preferita e inserendo, eventualmente, uno o due nomi di consiglieri in essa candidati, sempre di sesso diverso, uno maschio e uno femmina, della stessa lista.

In questo secondo modo, il voto disgiunto, si è scelto di dare una preferenza ad un candidato sindaco e una diversa composizione in consiglio comunale.

I voti che si possono esprimere quindi sulla scheda sono due, una per il sindaco e una per una sola lista, con l'indicazione di massimo due candidati consiglieri di diverso genere. In caso di preferenza unica, ovviamente, non c'è distinzione di genere, può essere donna o uomo.

Può anche essere votato esclusivamente il candidato sindaco, utilizzando il rettangolo che riporta il nome, attribuendo così il solo voto maggioritario. Votando invece una lista, che ci sia o meno indicazione dei candidati consiglieri, senza altra indicazione sul sindaco, il voto maggioritario andrà al candidato sindaco della lista votata.

T. P.