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Sulla via Francigena con le "scarpe del pellegrino", artigianali e sostenibili: un nuovo vanto vetrallese

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VETRALLA - Per diventare grandi bisogna imparare, e ben lo sa Leonardo Giuliani, che prima di creare la Lgs  e i prodotti innovativi nel design e nella struttura, segue l'insegnamento di nonno Fiore, anche per le sua ultima creazione, le due scarpe del pellegrino, una classica in pelle con il logo del Comune di Vetralla, l'altra interamente realizzata con le mascherine Ffp2, anche utilizzate, e opportunamente lavate. 

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"Metto in pratica quello che ho imparato da nonno Fiore, che aveva il negozio a Viterbo, in via Vicenza. A 10 anni arrivavo al mattino, pulivo e preparavo, dopo mezz'ora arrivava nonno e mi ricordava di partire dal recupero dei chiodi, tutti da addrizzare. Pensando a quel gesto, al recupero ho ideato le scarpe con le mascherine ffp2".

Lo racconta così. aspettando le autorità nel giorno della presentazione delle scarpe, che saranno indossate dal sindaco Aquilani e da Massimo Tedeschi, presidente dell’Associazione Europea delle Vie Francigene, e soprattutto provate nel breve tratto a piedi dal palazzo comunale a Foro Cassio.

"L'idea della scarpa del pellegrino si realizza grazie al Comune - ha precisato l'assessore Daniela Venanzi - e viste le difficoltà finanziarie in cui versano sempre gli enti è bello annunciare che per le casse cittadine saranno addirittura una risorsa, con la donazione di 10 uero per ogni scarpa venduta da Giuliani".

Una giornata importante per Vetralla, che decide di puntare sull'importante indotto della via Francigena, come fece nel 2001 decidendo di essere tra gli enti costitutivi dell’Associazione Europea delle Vie Francigene, due enti rappresentati, ieri come oggi, da Aquilani e Tedeschi.

"La Francigena è un percorso di spiritualità dal grande valore storico e paesaggistico - precisa Aquilani - con quella che io chiamo la 'solitudine ragionata'. Onorato del lavoro fatto in questi 22 anni, coinvolgendo tutti i territori senza pensare alle divisioni politiche. La Francigena vanta 2000 chilometri italiani, sui 3000 totali, considerando anche il tratto a Sud, vero Roma. Questa è una ripartenza e speriamo che il nostro tratto diventi eccellente, grazie ai volontari che si stanno impegnando tanto, ci fosse più educazione tra le persone sarebbe meglio, speriamo ci sia la giusta sensibilizzazione. Complimenti a Leonardo che ha raccolto la sfida".

Tedeschi, appena rieletto presidente a Canterbury, ricorda la grande famiglia della via Francigena, nata da 34 fondatori a Fidenza, oggi con 150 comuni coinvolti, tutti lungimiranti. "Siamo un'associazione di enti, nata per promuovere il pellegrinaggio laico con riscoperta storica della Francigena, itinerario culturale del Consiglio d'Europa. In questi 20 anni abbiamo fatto conoscere la via, oggi è sicuramente più nota, puntando anche sull'aspetto economico, creando un flusso di gente che passasse nei nostri piccoli centri. Trenta mila pellegrini non sono pochi ma è ancora tanta la potenzialità. Abbiamo ideali diversi tra i vari comuni, ma non abbiamo colore politico, lo spirito di ciascuno è di proseguire nella strada fatta prima, nessuno deve fermare in progetto perché fatto da altri in precedenza, altrimenti si danneggia il territorio".

Tedeschi ha annunciato che è stato avviato il percorso per il riconoscimento UNESCO.

E' il momento di presentare le scarpe, nate dall'amore per la terra e la natura del dottor Giuliani: "Ho da poco discusso la mia tesi 'Psiche corpo e anima', che diventerà un libro e cerco di rispettare l'idea del riciclo in ogni cosa che faccio, anche nella scatola di legno che racchiude le scarpe. Per passione ho anche recuperato un vitigno etrusco e ogni anno frutta uva per 200 bottiglie di vino, un regalo da condividere con gli amici. Sono legato a questo territorio perché Vetralla ci fa vivere la nostra dimensione - ha precisato - e dobbiamo esserne orgogliosi, per questo sul depliant della scarpa c'è un qrcode che porta al sito del comune, dove nascerà la pagina della Francigena a disposizoine degli imprenditori che vorranno esserci.

Arrivando alle scarpe - ha concluso - i modelli sono due, entrambi fatti a mano, la classica del pellegrino, in pelle, con soletta differenziata per dare la giusta spinta, lasciando la caviglia libera. Il depliant spiega tutte le potenzialità e ci sono anche indicazioni sulla giusta alimentazione, grazie al biologo nutrizionista Danilo Bacciani. E non poteva mancare la poesia di Sandrino, dedicata alla Francigena. Poi c'è la scarpa nata dal riclico delle Ffp2, usate e lavate, con una gomma naturale come soletta. Un progetto che ha attirato l'attenzione di Al Gore, e l'11 luglio saremo da lui per presentarla. Sono impermeabili e traspiranti, nel luogo giusto, quindi in alto, perché il caldo sale e una scarpa deve essere traspirante sopra. Questo è un progetto diverso, non si tratta di vendere ma di realizzare qualcosa di speciale".

Non basta la presentazione, la scarpa deve essere provata, e sono pronti i due "camminatori speciali" Aquilani e Tedeschi, il primo indossa la scarpa da riciclo, il secondo quella in pelle. Il tempo di una foto di rito e si parte, guidati da Andrea Natali.

Il percorso non è lunghissimo ma è l'occasione per mostrare e spiegare, ancora una volta, quando si stia facendo a Vetralla per la via Francigena, dal murales di benvenuto che accoglie i pellegrini, al museo della tradizione popolare, strappato all'incuria, che ha trasformato delle grotte usate come discariche abusive in vetrine piene di storia e tradizione locale, un progetto ancora in corso di realizzazione.

Passo dopo passo, comodo per loro stessa ammissione per i due testatori, si arriva a Foro Cassio, dove il Podere la Branda ha preparato un gustoso aperitivo, insieme ad altre realtà del territorio, sia alimentari che artigianali, tutti pronti a raccogliere la sfida di Vetralla città incantata.

Hanno raccolto l'invito la pizzeria La Torre, Viterterra, Checco Lallo, Ferrara Profumeria ed Erica Moncini.

All'interno di Foro Cassio, prima della spiegazione del narratore di comunità Natali, le note al violino di Paolo Marchi, con un repertorio conosciuto e sempre apprezzatissimo e le utlime parole dei due protaognisti di giornata.

Sandrino legge una sua poesia dedicata al pellegrino sulla Francigena mentre Tedeschi ricorda Sigerico: "Non credo che avrebbe mai immaginato che a distanza di secoli saremmo stati qui, rinnovando il rito del suo passaggio, ma sono le buone idee che si tramandano. Il museo popolare ammirato lungo la via è la testimonianza più bella dello sviluppo della Francigena.

Accogliete sempre con gentilezza il flusso di pellegrini in percorso, sono 70 le diverse nazionalità che lo fanno. Stamani ho saputo che il b&b della signora Colette, nel nord della Francia, ha accolto il primo pellegrino sudcoreano, - conclude il presidente - sono persone che cercano informazioni culturali e turistiche dei luoghi e le diffondono subito, attraverso i social, con cui raccontano e documentano quello che hanno visto e come sono stati, creando il passaparola".

Un concetto chiaro all'amministrazione comunale, molto attiva sul piano culturale e turistico, grazie al frizzante lavoro dell'assessore Venanzi.

Teresa Pierini