BASSANO ROMANO - Il presunto omicida di Villa Pamphili ha tentato di avvicinarsi anche alla Tuscia e per fortuna Elisa Resegotti, titolare del Giardino botanico di Pianamola a Bassano Romano, non gli ha nemmeno risposto.
A confermarlo la stessa imprenditrice al giornalista di Libero Quotidiano che oggi ha pubblicato, come tanti altri giornali, la serie infinita di alias con cui si muoveva soprattutto in Italia, tutti presenti sui social.
Il cittadino americano di 46 anni è stato fermato sull’isola greca di Skiathos, accusato di aver ucciso la bimba di sei mesi, il cui corpo è stato trovato a pochi metri da quello della madre a Villa Pamphili a Roma lo scorso 7 giugno (foto da Chi l'ha visto).
Da Ford Rexal, quando si presentava come responsabile di produzioni cinematografiche, a Matteo Capozzi, nome che utilizzava per affittare barche per muoversi tra Malta e la Sicilia, mentre la vera identità sarebbe stata Francis Kaufmann, un uomo americano che la famiglia avrebbe preferito tenere lontano da casa, inviando un benefit di 5 mila euro al mese.
Si è mosso sempre senza troppa attenzione ed ora le segnalazioni si moltiplicano.
Tra queste proprio Elisa che conferma di essere stata contattata, senza capire se, con il suo messaggio, fosse interessato a lavorare al Giardino botanico di Pianamola oppure per avere informazioni in merito ai suoi pregressi impegni svolti nella produzione cinematografica, come conferma sempre a Libero: "Mi ha chiesto se poteva collaborare con me. Ad ogni modo io non gli ho mai risposto".
Per fortuna viene da aggiungere, vista la vicinanza con Roma non sarebbe stato impossibile che il fantomatico Matteo Capozzi si potesse trovare a vivere nella Tuscia, ma non sapremo mai come sarebbe andata a finire alla povera Anastasia e alla piccolissima bambina, trovata morta lo stesso giorno a pochi metri da lei.
Teresa Pierini
