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Il Lazio celebra una sua grande figlia: il premio Oscar Lina Wertmuller

Teatro e Cinema
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ROMA - Cultura e il magico mondo del cinema nella sala consiliare della Regione Lazio che, ieri pomeriggio, ha ospitato tra i banchi dei consiglieri i maggiori rappresentanti della settima arte, insieme per ricevere il Premio Kinéo al Cinema Italiano, presieduto da Rosetta Sannelli. Riconoscimeno speciale per il premio Oscar Lina Wertmuller che sta già lavorando alla prossima pellicola, che potrebbe essere prodotta dalla Warner.

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Nessuna votazione alla Pisana, nessuno scontro tra maggioranza e opposizione. Anzi, tra i banchi si sono seduti, tra gli altri, Pupi, Antonio e Massimo Avati, Barbara Alberti e il marito Amedeo Pagani, e soprattutto il premio Oscar Lina Wertmuller, giunta al termine della cerimonia tra gli applausi e la meritatissima standing ovation. Padroni di casa Daniele Leodori, Vice Presidente della Regione Lazio e Giuseppe Emanuele Cangemi, Vice Presidente del Consiglio Regionale del Lazio, in rappresentanza del presidente Zingaretti, forse troppo occupato per omaggiare la più grande signora del cinema vivente.

Tra i banchi, attenta lettrice di un libro in attesa dell'inizio della cerimonia, Barbara Alberti, venuta ad assistere alla premiazione del marito Amedeo, che parlando di Lina e di donne si lascia andare: "Sull'Oscar alla Wertmuller non c'è altro da dire che 'era ora!', una donna che rappresenta tutte le donne, sono convinta che il talento femminile stia finalmenta uscendo. Non è stato facile ma ora è il momento ed è più facile, perché ogni azione degli uomini è legata al testosterone, un uomo casto si sente un fallito, una donna casta vive tranquilla e niente può impedirle di ridere, per questo è sempre più un piacere lavorare con le donne, ottenendo grandi risultati". Un manifesto vero e proprio da tenere sempre a mente.

La cerimonia è stata condotta dalla presidente Rosetta Sannelli che ha svelato quanto avvenuto a Los Angeles: "Una meravigliosa festa dedicata a Lina, ammirata dai più grandi attori americani, che hanno anche visto spezzoni dei suoi film, e, a seguire, nella casa di Marta De Laurentis, con la grande festa del mondo produttivo cinematografico, alla presenza di tanti italiani illustri che vivono a Los Angeles, da Del Piero a Sorrentino, e la storica prima Bond-girl italiana Luciana Paluzzi". L'attrice italiana è la moglie del magnate dei media Michael Jay Solomon, ex presidente della Warner Bros International Television, ed è proprio la Warner ad essersi mostrata interessata ad un nuovo film di Lina, un testo che lei stessa ha confessato di tenere da tempo nel cassetto, senza aggiungere altro, complice l'omai nota scaramanzia che tutti hanno ben visto la sera della premiazione, quando si oppose al viola del vestito di Isabella Rossellini.

Ospite il presidente della Rai, Marcello Foa, che ha sottolineato: "La Rai svolge un ruolo fondamentale nel cinema, perché funge da stimolo al settore. Siamo lieti di proseguire negli sforzi, sperando che cresca sempre di più e che l'Oscar a Lina sia di buon auspicio".

Soddisfazione per Leodori e Cangemi, che riconoscendo il grande valore di una figlia di questa terra, finalmente vincitrice di un Oscar, hanno sottolineato l'importanza dell'industria cinematografica per Roma e per tutto il Lazio, considerando anche l'indotto che si crea, giustificando in questo modo l'eccezionale apertura del parlamentino regionale per la premiazione.

E' il momento delle premiazioni, dopo un breve exscurs sulla storia del Kinéo, voluto dall'ex ministro Urbani per concedere al pubblico, attraverso l'Anec, la possibilità di votare la settima arte. La cerimonia principale si svolge a Venezia, in occasione del Festival, ma a Roma è organizzata questa fondamentale sezione dedicata a tutte le maestranze, fondamentali per il prodotto finale.

Questi i premi consegnati:

Premio alla Carriera per la Regia - Tinto Brass, ritirato dalla moglie Caterina Varzi, che ha ringraziato riportando le parole del marito: "Siamo onorati di ricevere questo premio, Tinto sta bene ma non ha troppe forze e non poteva essere qui. Gli ho chiesto cosa lo ha fatto arrivare fino a qui e mi ha risposto 'La mia ostinazione a resistere ad influenze esterne", perché lui sapeva, dentro di sé, che qualcosa valeva".

Premio alla Carriera per la Sceneggiatura - Filippo Ascione, altro mostro sacro che iniziò con Fellini, di cui ha svelato qualche ricordo: "Partii da Ginger e Fred, ero assistente di maestro e non c'era copione, dal tragitto in auto fino a Cinecittà preparavo dei fogliettini con le sue idee, che diventavano la scena, scritta al momento, praticamente i soggettivi... da quel girato ho scritto il copione con le scene. Ovvio che era l'incubo dei produttori. Da questa prima esperienza sono seguiti molti film e immaginate con quale scuola".

Premio" Kinéo. alla Carriera per la Produzione - Adriano De Micheli per Dean Film, anche lui si è concesso qualche pensiero: "Sono emozionato, questo è il mio primo premio in Italia... dopo tanti all'estero... un buon inizio - commenta ridendo, mentre racconta un altro importante esordio, quello per la produzione di 'Profumo di donna' -: fu un grande successo... ma nessuno voleva farlo".

Premio per la Miglior Sceneggiatura - Pupi Avati per Signor Diavolo, insieme al fratello Antonio e al figlio Massimo. Pragmatico come sempre, e lontanissimo dagli orpelli, gioca con la presidente sottolineando che sono ancora molte le targhe da consegnare, ringraziandola per tutto il lavoro che viene fatto ogni anno per il bene del cimema.

Premio alla Miglior Scenografia - Gianni Carluccio per Una storia senza nome. Un grande innovatore nell'uso delle luci, come viene definito dalla presidente e lui coglie al volo il complimento: "Un premio davvero inaspettato perché faccio prettamente luci in teatro, voglio tranquillizzare i direttori di fotografia, non vi rubo il lavoro, e ho solo portato questa esperienza nel cinema".

Premio per la Miglior Produzione - Amedeo Pagani per L’uomo che comprò la luna, che ringrazia i collaboratori e soprattutto la  moglie Barbara Alberti per la sceneggiatura.

Premio alla Miglior Fotografia - Luigi Martinucci per Il testimone invisibile, purtroppo impegnato su un set per le riprese, non è stato presente.

Premio ai Migliori Costumi - Giorgia Guglielman per Rocco Schiavone, anche lei impegnata e purtroppo assente.

E' poi il momento di Lina Wertmuller, che arriva accompagnata dalla figlia e dal genero, ed è subito festa, il pubblico si alza, la stampa le si raccoglie intorno, è lei la diva che ha appena incantato l'America. Riceve il premio Kinéo, che riproduce la foto con l'Oscar e le due date, quella di Los Angeles e quella romana odierna; poi il vessillo della Regione, apprezzatissimo e qualche battuta, a cui non si sottrae, con la signorilità e la grinta che da sempre la contraddistingue. Non vuole svelare altro del domani, si concede alle foto e agli abbracci di tutti.

E' una festa a cui nessuno si sottrae, nemmeno un suo grande fan, il musicista e personaggio tv Marcello Cirillo, che non resiste e scende per un selfie da imprimere come ricordo.

L’evento, realizzato in collaborazione col Centro Sperimentale di Cinematografia diretto da Marcello Foti, che grazie al restauro di 'Pasqualino Settebellezze', col contributo di Genoma Films di Paolo Rossi Pisu ha rilanciato, al Festival di Cannes, dove è stato presentato, la candidatura agli Honorary Oscar della regista.

Teresa Pierini