Il nostro sito utilizza cookie e tecnologie simili per ricordare la vostra visita, raccogliere statistiche delle visite e adattare il nostro sito ai vostri interessi. Per maggiori informazioni o per impostare le preferenze dei cookie, in qualsiasi momento è possibile utilizzare il nostro strumento «Impostare le preferenze dei cookie» riservato a chi è registrato al sito. Accettando si prosegue la navigazione e si acconsente all’ installazione dei «cookie» da parte nostra o di terzi.

I ritratti della vita pompeiana dipinti da Alma Tadema svelati con la danza

Teatro e Cinema
Font

VITERBO - Appuntamento con la danza sabato 27 novembre ore 21 al Teatro dell’Unione, per la stagione nata dalla collaborazione tra il Comune di Viterbo e ATCL Circuito multidisciplinare del Lazio, sostenuto da MIC – Ministero della Cultura e Regione Lazio, con Alma Tadema della Compagnia Excursus/PinDoc.

Pin It

Lo spettacolo "Alma Tadema" nasce dalla coreografia e regia Ricky Bonavita che firma il progetto artistico con Theodor Rawyler, musiche originali ed editing sonoro di Francesco Ziello; scenografia video di Roberto Carotenuto, disegno luci di Danila Blasi, costumi di Daniele Amenta e Yari Molinari, con Enrica Felici, Francesca Schipani, Claudia Pompili, Emiliano Perazzini, Yari Molinari, Valerio De Vita.

Un nuovo lavoro a firma di Ricky Bonavita per la propria compagnia Excursus, un nuovo viaggio creativo che attraverso la danza tenta di restituire una riflessione sulle proprie radici culturali e sul tempo presente. Come punto di partenza di questo nuovo progetto, il coreografo ha scelto di lavorare su una propria stesura drammaturgica nella quale gli spunti suggeriti e racchiusi nello sguardo ottocentesco sull'antichità classica del pittore olandese Lourens Alma Tadema (1836 – 1912) che emergono da ritratti della vita pompeiana colta nella sua dimensione intima e allo stesso tempo fastosa e domestica, che si contrappongono ad altre sue opere che ritraggono con altrettanta cura del dettaglio la vita pubblica e politica della Roma antica, sono stati fonte d’ispirazione e punto di partenza per questa creazione.

Partendo dunque da un'ottocentesca narrazione per immagini, corredata di suggestioni derivanti dalle atmosfere del mondo pompeiano e romano dell'antichità, il coreografo indaga in maniera speculativa sul rapporto fra pubblico e privato, fra apparenza ed essenza, fra spazio interno ed esterno, sia sul piano scenografico che nel lavoro sui personaggi e le loro relazioni, una riflessione su quanto è enunciato e quanto inconsapevolmente sottinteso, per restituire la propria percezione di un tempo liquido, in trasformazione, che ha bisogno di definire i propri limiti, di scegliere i valori da trasmettere e di prendere coscienza dei propri punti di vista, un tempo che manca di relazioni basate sulla voglia di conoscere l’altro, di condivisione, fatto anche di momenti di ironia e di leggerezza.

L’idea per questo lavoro nasce dall’esigenza del coreografo di confrontarsi su una tematica ampia che ha già segnato alcuni dei suoi più recenti lavori e che si propone in questa nuova creazione come elemento catalizzante: la riflessione su quanto è trascorso, su quanto riteniamo rilevante storicamente, implica una narrazione del presente e un posizionarsi nel proprio tempo. Il mondo svelato dalla pittura, dalle immagini pensate e create da una mente artistica e visionaria, trasposte su tela da una sapiente manualità, diventa sogno ad occhi aperti e viaggio onirico a partire da colori, forme, corpi in movimento, dinamiche suggerite. Lo spettacolo raccoglie diversi aspetti di un confronto con le proprie radici culturali: quelli legati più alla storia personale e familiare e quelli connessi alla propria vita professionale, ad una personale ricerca stilistica, artistica e coreografica nella danza contemporanea, che nel tempo, da creazione a creazione, ha implicato per il coreografo una propria rilettura del corpo e della drammaturgia del movimento, trasformando ed aggiornando il proprio linguaggio personale in un idioma personalizzato e stilisticamente riconoscibile, in continua evoluzione.

Biglietti:
Intero 15,00 € + 1,50 € di prevendita
Ridotto 12,00 € + 1,00 € di prevendita
ridotto per le scuole di danza e per gli abbonati €8,00
 
Teatro dell’Unione
piazza Giuseppe Verdi - Viterbo
La biglietteria del Teatro è aperta dal martedì al sabato con orario 10.00 – 13.00 e 15.00 – 19.00.
Aperto anche di domenica, con gli stessi orari, solo in caso di spettacoli o altre attività.
Chiuso il lunedì.

Per informazioni www.teatrounioneviterbo.it e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Tel. 388.95.06.826
Facebook Teatro dell'Unione
Twitter @teatrounione
Instagram @teatrounione