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"La vera storia di Penelope e Ulisse" in scena a Ferento con Francesca Reggiani e Pino Quartullo

Teatro e Cinema
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VITERBO - E’tutto vero ciò che nell’Odissea è raccontato da Omero o per oltre due millenni la vicenda è stata diffusa guardandola solo dalla parte del “multiforme ingegno” relegando Penelope al  ruolo di semplice donna paziente in attesa del ritorno in patria del marito? 

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Francesca Reggiani  e Pino Quartullo  martedì 18 luglio saranno di scena al  Teatro romano di Ferento (inizio spettacolo ore 21,15) in “La vera  storia di Penelope e Ulisse”; un testo tratto dal  romanzo “Itaca per sempre” di Luigi Malerba adattamento di  Margherita Gina Romaniello e regia di Pino Quartullo con con Roberto Fazioli, Ilda Ippoliti, Giorgio Melone  e musiche dal vivo Oscar Bonelli

Ulisse, dopo vent’anni di guerra e avventure per mare, trova la sua reggia invasa dai Proci. Decide allora di travestirsi da mendicante per non farsi riconoscere e compiere la sua vendetta ma anche per capire se Penelope in tutti quegli anni gli è stata fedele, assediata da tutti quei prìncipi bramosi.

Ma quale donna non riconoscerebbe suo marito pur dopo vent’anni? Davvero Ulisse pensa che un mucchio di stracci ed un camuffamento possano ingannare il cuore e gli occhi di una donna? Lei, profondamente offesa, finge di credere che lui sia un mendicante e come tale lo tratta, sta al gioco ma premedita aspre vendette. Lui, ingenuo, si sente il più abile creatore di storie e continua ad indagare sulla fedeltà di sua moglie. Perfino Telemaco, suo figlio, la sua nutrice Euriclea ed anche il vecchio cane Argo, scoprono ben presto che quel mendicante è in realtà Ulisse. Tutti. Tranne lei. Secondo l’eroe.

E allora Penelope, per colpire suo marito nell’orgoglio come lui l’ha colpita nei sentimenti, non gli si mostra affatto distrutta dalle lacrime, anzi, indossa gli abiti più eleganti, mette fiori fra i capelli, cinge il suo collo con una preziosissima collana di lapislazzuli che non possedeva quando lui era partito, facendo impazzire Ulisse di gelosia.

Mentre l’eroe trucida i Proci, Penelope cuoce a puntino Ulisse, (ben consapevole che suo marito è lì davanti a lei pronto a proteggerla) e come in una sfida tra commedianti, la bella regina si offre in gioco ai Proci, come premio di una gara al tiro con l’arco. Se gli Achei hanno impiegato dieci anni per conquistare Troia, non sarà meno arduo per il loro eroe più scaltro riconquistare sua moglie. Ma sarà soprattutto dopo la eliminazione di tutti i proci dal palazzo che inizierà la vera vendetta di Penelope. Fino al sorprendente epilogo.