VITERBO - Gran finale di Quartieri dell’Arte che propone, prima dell'ultimo spettacolo in programma il 4, un odppio appuntamento per questa tre giorni di ponte festivo con “La magia dell’uovo” e il teatro documentario "Dirty Laundry".
Il 1°, 2 e 3 novembre alle 20,00 nella nuova sede della storica Libreria dei Salici di piazza San Faustino, l’attore emergente Roberto Caccioppoli, introdotto da Gian Maria Cervo, parla di fatti del Festival Quartieri dell’Arte che hanno riguardato figure complesse (e in qualche caso controverse) che hanno attraversato la storia della rassegna internazionale viterbese.

Si parla di quando i fatti di QdA hanno rasentato quelli di cronaca: Toni Negri, Zachar Prilepin e l’opera collettiva “Narcissus” che forse per molti anni non potrà più essere rappresentata.
Fatti che sono e sembrano eccezionali ma che accadono in un Festival che ha l’ambizione di sfidare ostantemente le nozioni acquisite di teatro, arte e società.
“La magia dell’uovo”, invece, vede protagonista Luca Iervolino, fuoriclasse del teatro napoletano e “La magia dell’uovo 2- I Dioscuri” con i due affascinanti giovani interpreti Antonio Ciorfito e Rino Rivetti. Regia di Flavio Albanese per queste coproduzioni tra Quartieri dell’Arte, la Compagnia del Sole di Bari e La Dramaturgie.
In scena 1°, 2 e 3 novembre alle ore 21,00 nel suggestivo nuovo spazio museale della Viterbo sotterranea di Via Chigi 14 le voci più brillanti del teatro e della letteratura napoletana: Salvatore Di Giacomo, Enzo Moscato e Annibale Ruccello.
A orchestrare queste voci, con due suoi pezzi teatrali, di cui uno proposto in prima assoluta, saranno Gian Maria Cervo, drammaturgo napoletano accolto dalle platee di tutto il mondo, e Flavio Albanese, talento attoriale e registico poliedrico, esperto e conoscitore della commedia dell’arte, già allievo di Giorgio Strehler.
“La magia dell’uovo” e “La magia dell’uovo 2 - I Dioscuri” fanno riemergere l’opera di Salvatore Di Giacomo e rendono omaggio ad Annibale Ruccello e a Enzo Moscato e con essi riaffiorano anche figure connesse alla commedia dell’arte e alla cultura magica napoletana ormai così nascoste e remote, tanto da risultare misteriose, come quella di Francesco Berni e di Luigi Settembrini. Se il primo dei due atti unici si presenta come pezzo di bravura portato in scena da Luca Iervolino, comico e lazzaro postmoderno, il secondo è uno sketch contemporaneo restituito da due giovani attori napoletani, Antonio Ciorfito e Rino Rivetti, i cui impegni spaziano tra teatro e cinema e che hanno lavorato nei contesti più avanzati della commedia napoletana di oggi.
Per prenotarsi ed assitere al Festival Quartieri dell'Arte si può scrivere alla mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
