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Marlene o Tamara? Applausi per "entrambe" a QdA, anche da Christian De Sica

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VITERBO – Nuova esaltante performance a Quartieri dell'Arte, festival di drammaturgia che ad ogni appuntamento è in grado di presentare spettacoli di altissimo livello, portando in città la cultura teatrale che in condizioni normali manca da troppo tempo.

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L'ex chiesa di Sant'Egidio ancora una volta scenario perfetto per l'appuntamento di ieri, in replica anche oggi e domani, 15 e 16 ottobre alle 21, con “Marlene l'unica moglie”, scritto da Valeria Botta e diretto da Marco Mattolini. In scena Giancarlo Ratti, Donatella Pandimiglio e Marco Simeoli, accompagnati al pianoforte da Roberto Gori e al violoncello da Fabrizia Pandimiglio, tutto intorno il pubblico (tra cui come annunciato Christian De Sica, guarda il video qui), in una sorta di abbraccio ideale ai protagonisti.

La storia è tratta dalla realtà: la vita bipolare di Tamara, governante di Maria, figlia di Rudolf e Marlene, e per Marlene intendiamo la Dietrich, che si sostituisce alla diva prendendo il suo posto, in tutti i sensi, nella sua vita familiare.

Nel testo scritto dalla giornalista Valeria Botta si sviluppa, con un ritmo veloce e tagliente, un intricato avvilupparsi di soggetti, che nel tempo diventano altro, acquisendo la personalità dell'artista, nel caso di Tamara, ma anche la copia di se stesso, il marito Rudolf, con cui condivide la follia e lo stesso giornalista che capita in casa, prima giudice e poi incantato spettatore dell'angelo azzurro o della sua fotocopia.

Si ride, amaro magari, ma si ride sulla difficoltà della vita, dell'essere qualcuno per forza, magari quel qualcuno che ti chiede il mondo o che ti chiede il cuore, per la sola colpa di amare profondamente, sapendo di non poter mai arrivare a vivere pienamente quell'amore.

“Tutto quello che ho fatto l'ho fatto solo per amore e quello che si fa per amore non ha colpa - si giustifica la protagonista nei pochi momenti di lucidità donati al cronista, sempre in assenza del consorte -. Svendo le mie illusioni, dolci illusioni”.

Tante le lezioni, le frasi importanti, le citazioni che attraversano il testo: “Vi capita mai di sentire che la vita vi sembra insopportabile?” oppure “Non è facile essere lei, così eccezionale, ma è così bello provarci”.

Lo spettacolo termina con una valigia in mano, un viaggio intrapreso dalla protagonista che scende dal palco e si sposta altrove... tra gli applausi del pubblico.

In prima fila Christian De Sica, amico dei produttori e del regista, entusiasta della performance dei tre attori: un istrionico Giancarlo Ratti (conosciuto al grande pubblico per il disincantato ruolo di Barilon dei Cesaroni), impeccabile nella veste del marito comprensivo che sconfina talvolta nella follia dell'uomo, più volte tradito, che si accontenta della versione casalinga, e personale, di Marlene; Marco Simeoli, perfetta caricatura del giornalista a caccia di scoop che antepone cuore e passione;  Donatella Pandimiglio, Marlene e Tamara insieme, attrice, cantante, donna fatale da un lato, donna folle d'amore dall'altro, capace di donare esibizioni dal vivo in perfetto stile Dietrich.

Applausi meritati per tutti, musicisti, regista e tecnici, e nuova opportunità per ammirare lo spettacolo il 15 e 16 ottobre 2016, sempre alle 21 alla chiesa di Sant'Egidio, corso Italia.

Teresa Pierini