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Si... V'olio: a Vetralla "Frantoi aperti" e "Olio e salute", alla scoperta delle proprietà nutraceutiche dell'Evo

Sagre e Feste
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VETRALLA - Festa dell'olio non vuol dire solo bruschetta. Ben venga ovvio, come l'assaggio dell'ottimo oro verde della Tuscia, e tutto questo avviene anche a Vetralla, che, in qualità di Città dell'olio festeggia con “Frantoi aperti”. A questo però si aggiunge un'interessante iniziativa che impreziosisce la XVIII edizione di "Sì... V'olio": un ciclo di quattro conferenze dedicate alla scoperta delle proprietà nutraceutiche (neologismo da nutrizione e farmaceutica) dell'Evo sull'organismo umano.

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Dopo il recente annuncio della ricerca condotta da una equipe di medici, guidata dal professor Francesco Violi dell'Università La Sapienza di Roma, sugli effetti benefici dell’olio d’oliva nella cura del diabete, la Pro Loco, il Comune di Vetralla e l’Associazione dei Mastri Oleari con il sostegno della Provincia di Viterbo e della Regione Lazio, hanno voluto dare alla manifestazione di questo 2019 un particolare carattere anche perchè la ricerca ha indicato l’olio prodotto sulle colline della Tuscia viterbese come il più efficace per la prevenzione e la cura della salute. Da ciò è nato il progetto “Olio & Salute”, un ciclo di incontri che sarà inaugurato questo pomeriggio, sabato 23 novembre, alle 17,30 con la conferenza del professor Francesco Violi sul tema “Olio e salute: le prospettive nel III millennio” (presso Agriturismo “L’Accordo” Loc.Poggio Montano, 20/29).

La prossima settimana, sabato 30, alle 17.30, l’incontro con la dottoressa Sara Farnetti, medico internista e nutrizionista, dal titolo “Mai più a dieta” (presso Ristorante “Dal Sor Francesco” – Via Blera, 28 – Cura di Vetralla); Domenica 8 dicembre, oe 10.30, il dottor Massimo Marchi terrà una conferenza sugli “Effetti dell’olio extravergine d’oliva nella prevenzione delle malattie neurodegenerative” (presso “Antica Locanda della via Francigena”, Loc. Pontarello, 6). La manifestazione si concluderà sabato 14 dicembre, alle 17.30, con la rassegna “La nostra salute tra storia, medicina e tecnologia” con il professor Eugenio Santoro, chirurgo oncologo, sul tema “Medicina e chirurgia al tempo degli etruschi” a cui seguirà la professoressa Maria Lisa Clodoveo, docente di scienze e tecnologie alimentari dell’Università di Bari “Evo-luzione: dalla tecnologia alla tavola” ed il professor Riccardo Amirante direttore generale del Politecnico di Bari autore della tecnologia di estrazione dell’olio dalle olive con gli ultrasuoni “Ultrasuoni: più qualità” (Azienda Agrituristica Villa Ione Via S. Mariano n. 3, Ex Strada Mazzocchio dalla Via Aurelia bis).

L’olio dalle olive, extravergine di qualità, è un “alicamento”, alimento e medicamento, grazie alla presenza di composti bioattivi dalle proprietà altamente benefiche per l’organismo umano. L’acido oleico e i polifenoli, come in particolare l’oleocantale che restituisce all’olio un sapore piccante, sono un efficace antinfiammatorio; la struttura chimica dell’oleocantale è simile a quella dell’ibuprofene, noto farmaco anti-infiammatorio. Oppure l’oleuropeina, amica del cuore, capace di regolare la pressione arteriosa e il battito cardiaco e ancora i potenti antitumorali l’idrossitirosolo, il tirosolo e i lignani. Ecco perche l’olio, quello di qualità, va usato più volte al giorno, per assumere regolarmente una sinergia di sostanze antiossidanti, anti età e anticancro, senza rischiare, invece, di dare seguito a chi contingenta la razione di olio in nome della dieta dimagrante. Senza dimenticare lo squalene che rende morbida e vellutata la nostra pelle, non a caso tutta la moderna cosmesi si avvale dell’olio per le creme antiage.
L’olio extravergine vuol dire salute e bellezza: il segreto è scegliere un olio di alta qualità delle colline della Tuscia.

È una straordinaria esperienza andare per frantoi. Un rito che si ripete ogni anno, sempre uguale e sempre diverso, pieno di emozione, che apre un mondo sconosciuto. Ancora troppo sconosciuto. Al frantoio l’olio si assaggia, si sceglie, ci si intriga sulle storie di un frutto e di un albero che affonda le sue radici nelle pagine della Bibbia e nella storia degli uomini. E il frantoiano, il mastro oleario, conosce e racconta la realtà sociale, culturale, storica del luogo dove lavora. Sa tutto delle olive che sta lavorando, dei campi dove sono coltivate, dell’olivicoltore che le produce e della sua storia. E l’olio che fa, nasce con un suo patrimonio di storia, raccoglie i profumi e gli aromi di quella terra. Al frantoio l’olio non si sceglie in base al prezzo, ma in base al proprio gusto, al proprio piacere. Quell’olio ci piace, lo scegliamo perché ci procura una emozione, diventa il nostro olio. E il piacere, più è alto, più testimonia la qualità: profumato e gradevole al palato, tracciato e garantito dal frantoio.

Così, ognuno può esercitare il diritto alla tutela della propria salute, consapevole di quello che mangia e dei benefici che ne può trarre. Anche da una goccia d’olio, come dimostrano anni di ricerca scientifica.