Il nostro sito utilizza cookie e tecnologie simili per ricordare la vostra visita, raccogliere statistiche delle visite e adattare il nostro sito ai vostri interessi. Per maggiori informazioni o per impostare le preferenze dei cookie, in qualsiasi momento è possibile utilizzare il nostro strumento «Impostare le preferenze dei cookie» riservato a chi è registrato al sito. Accettando si prosegue la navigazione e si acconsente all’ installazione dei «cookie» da parte nostra o di terzi.

Svelata qualche "sfumatura" di San Pellegrino in fiore 2024 tra le parole di Raffaele Ascenzi

Sagre e Feste
Font

VITERBO -  San Pellegrino in fiore 2024 si avvicina a grandi passi, senza che sia partita una vera promozione da parte del Comune. Finalmente è uscito qualcosa sui social e l'architetto Ascenzi ha subito colto l'occasione per lanciare l'appuntamento senza svelare molto, se non con piccole sfumature.

Pin It

Leggiamo quanto scritto, anche da lui sui social: "Il cuore del centro storico di Viterbo fonda prevalentemente la sua immagine architettonica ed urbanistica su quell'impianto medievale che ancora oggi definisce un 'paesaggio urbano' in cui il rapporto tra la pietra degli edifici ed il verde si carica di suggestioni ed epifanie soprattutto da un punto di vista simbolico.

Se è vero infatti che la città nasce per dare riparo all'uomo dai pericoli di una natura 'selvaggia' e 'maligna', è altrettanto vero che una delle più formidabili espressioni della natura stessa, ovvero le piante, sono state per l'uomo strumento capace di farlo progredire e migliorare sotto i più svariati aspetti e campi che spaziano dall'uso meramente scientifico e funzionale delle stesse fino ad arrivare ad un approccio più artistico e poetico che ancora oggi definisce il nostro immaginario collettivo.

Esempio di quanto detto sono le architetture del Medioevo che, come sostiene Victor Hugo nel capitolo 'Questo ucciderà quello' all'interno del capolavoro letterario 'Notre Dame di Parigi' del 1831, sono state '...fino al quindicesimo secolo, il principale registro dell'umanità...' e che '...non apparve nel mondo un pensiero un po' complesso che non si sia fatto edificio...' e che '... il genere umano...non l'abbia scritto in pietra'.

Non fuggono pertanto da questa scrittura su pietra i fiori e le piante che nel Medioevo acquisiscono nelle architetture una forte connotazione stilistica, formale, decorativa e soprattutto simbolica a definizione di un testo che, seppur ermetico, è  ancora oggi aperto a tutti.

Nelle architetture della Città di Viterbo, capitelli, colonne tortili, modanature, trabeazioni e pavimenti trasudano di geometrie e forme prese in prestito dal mondo dei fiori e delle piante".

Raffaele Ascenzi firma il suo commento a nome dei colleghi con cui ha realizzato il progetto vincitore: Andrea Rodolico, Federico Ciatti, Francesco Moretti, Marco Porcorossi, Alessandro Scorza e, per il grande aiuto 'floreale', Ferdinando Sciarrini.

"Non vediamo l'ora di iniziare ad allestire le Vie e le Piazze... Ci vediamo in centro!" conclude.

Noi proviamo ad immaginare quindi una serie di architetture realizzate con fiori e piante, magari in una traslazione che da palazzo diventa pavimento per farla attraversare dal visitatore, vivendola pienamente mentre passeggia.

Manca meno di un mese al 1° maggio, quando sarà inaugurata questa edizione che viene svelata per qualche pennellata nella locandina promozionale. Attenderemo quel giorno per ammirarla completamente e vedremo l'impatto che avrà su turisti e cittadini viterbesi.

T. P.