TERNI - Un principe della pasticceria incorona il pampepato: epilogo da favola per la manifestazione che celebra il dolce ternano, con la benedizione ufficiale del maestro Iginio Massari, non prima di averlo assaggiato e di averne testato bonta e particolarità.
Tutto è avvenuto nel pomeriggio più dolce, quello di sabato, davanti a tantissime persone che hanno affollato la tensostruttura in piazza della Repubblica, sotto gli sguardi incuriositi da chi è restato fuori, al fresco, ad ammirare comunque l'incontro.

Sweet Pampepato è iniziato venerdì ma l'inaugurazione ufficiale è avvenuta sabato mattina, con il tradizionale taglio del nastro seguito dai saluti istituzionali. Presente l'amministrazione comunale, la Camera di Commercio, da cui è venuta la conferma che al Museo del Cioccolato di Perugia sarà presente un corner dedicato al pampepato e una promessa di attenzione sulle date da non accavallare, mentre il vescovo Soddu ha salutato i presenti dicendo: "La mia missione si svolge tra la gente e non potevo mancare in una manifestazione dedicata ad un dolce di famiglia. Peraltro Nostro Signore ha fatto le cose piu belle a tavola, dalle nozze di Cana alla celebrazione eucaristica dell'Ultima cena".


Soddisfatto Mauro Franceschini, presidente di Confartigianato Imprese Terni, associazione "madre" del'iniziativa, estesa poi a tutte le realtà cittadine ed affidata, per l'organizzazione, alla Sgp eventi, creatrice della Fiera del torrone a Cremona. "Questo successo sin dalla prima edizione - sottolinea Franceschini - dimostra come sia necessario fare sistema per dare valore a tutte le iniziative della nostra regione. Ringrazio Sgp per l'esperienza messa a frutto in questa iniziativa e tutto il personale di Confartigianato Terni che ha dato il massimo".

A rappresentare la Sgp l'amministratore delegato Stefano Pellicciardi, che avvia l'evento indossando un portafortuna: "Sono qui con lo stesso cappotto che dal 2008 mi accompagna alla Fiera del torrone di Cremona, per questo numero zero ci voleva qualcosa di scaramantico. Prima volta per noi nel Centro Italia, siamo davvero contenti della grande accoglienza ricevuta, davvero siamo pronti a sognare".

La mattinata si è conclusa con la frizzante presenza dell'artista Grazia Cucco, di Amelia, accompagnata dal sindaco e presidente della provincia di Terni Laura Pernazza, neo eletta consigliera regionale. Una scelta caduta su una pittrice che sapesse rappresentare l'intera regione, come quando nel 2015 fu scelta da Sgarbi per dipingere una tela da esporre all'Expo adatta a raccontare l'Umbria.

Una scelta felice, come lo sono i suoi quadri, dedicati alla natura, infinitamente precisi ed emozionali, un tripudio di colori, vita e gioia che a Milano esplosero davanti ai visitatori ne "La ricchezza del mondo", opera poi acquistata da Mogol, che le ha anche inviato un mesaggio di saluto. "Omaggio la natura provando a non offenderla e dipingo solo quando sono felice" ha confessato Grazia, e vedendo le sue opere si può solo darle ragione.


Appena pranzo sono partiti i laboratori e poi le due premiazioni in programma, la prima ad un giovane atleta ternano, Matteo Tonelli, insignito del "Pampepato d'oro", che ha raccontato la sua attuale esperienza di studente a Torino, città scelta per proseguire negli allenamenti con la società Custorino, portando sempre nel cuore le vogate a Piediluco: "Remo dall'età di 13 anni ed è stato un onore vincere la mia ultima gara qui. Il nostro è uno sport che porta vittorie e bellissime esperienze ma ci vogliono sacrificio e passioni. Nel mio futuro sto già lavorando per diventare allenatore".


Da un giovane ad un maestro, il maestro della pasticceria italiana, Iginio Massari, che è stato omaggiato del titolo di "Ambasciatore del gusto", a Terni non per un laboratorio ma per raccontarsi, complice il libro "Giorni mesi anni di una vita intensa", edito Baldini+Castoldi.


Una vita scritta nero su bianco, con tanti successi e qualche caduta che gli ha permesso di crescere. Parte da un episodio che ha raccontato talvolta anche in tv: "I dolci erano nel mio destino, come Obelix è caduto nel calderone della pozione magica di Panoramix, io sono caduto in quello della crema di mamma. I primi anni li ho passati attaccato alla sua gonna mentre faceva dolci per la nostra trattoria, incantato dalla sua bavarese che non sono mai riuscito ad eguagliare, non sono mai riuscito a farla così buona, nonostante ci stia provando da sempre".
E se si parla di dolci impossibile non affrontare quello che si celebra a Terni con questo evento: "Ho assaggiato il vostro pampepato, che non conoscevo, ed è ottimo, l'ho trovato diverso da tutti gli altri dolci, elegante e con quel pizzico di pepe che dà sapore senza coprire gli altri gusti. Bravi per il lavoro fatto nel riconoscimento Igp ma non fermatevi e puntate al miglioramento continuo", parole che diventano melassa nel cuore dei presenti.


Dal pampepato alla pasticceria in generale: "Quando mi chiedono quale sia il mio dolce preferito rispondo quello che farò domani, mentre non mi preoccupano quelli che non riescono, perché gli errori servono a migliorare. Non tutti abbiamo lo stesso palato e la stessa cultura, per questo nella nostra pasticceria sperimentiamo, ed i miei figli mi stanno superando con la tecnologia. Forniamo ben 500 referenze all'anno ed ogni settimana 6 o 7 di queste vanno in assaggio, in team, in cui ciascuno assegna un voto negativo, positivo, oppure c'è spazio di miglioramento. In questo modo, ogni 6 mesi, i nostri dolci vengono tutti migliorati".

Come sia giunto a diventare il re della pasticceria è un racconto che affonda nella famiglia: "Eravamo benestanti ma nel dopoguerra la malattia di mio padre e qualche errore dovuto a persone che si sono approfittate - prosegue Massari - ci fecero ridurre a non avere nemmeno il pane da mettere a tavola. Andammo in Svizzera, dimostrando che si poteva vivere, con dignità, di lavoro. Mi colpì che l'Italia era ancora distrutta mentre li era tutto perfetto. Ho imparato il valore del lavoro, per cui mi alzavo alle 3 perché ho sempre amato quello che facevo, con alti e bassi ed è li che ci si rialza e si riparte. Chi sa dare può ricevere, questo mi ha insegnato mio padre che chiamavo San Martino perché condivideva tutto, col rischio di trovarsi a non avere nulla nè lui nè chi aiutava". Una bontà d'animo che gli ha insegnato i suoi valori, trasformandolo in un filosofo che osserva la società e, in questo libro, la descrive con racconti e poesie: "Il mondo cambia, a Brescia ci sono 107 etnie che stanno cambiando il volto della città, ma quando noi andammo emigranti in Svizzera ci adattammo ai loro valori, qui chi entra vuole dettar legge ed imporre la propria cultura, cambiando la nostra" ha sottolineato amaro Massari, strappando applausi.
Oggi le attività create con il suo lavoro rappresentano un impero, che si riflette anche sui costi del servizio offerto alla clientela: "Parliamo di pasticceria del lusso che io chiamo 'democratica', perché alla fine 10 euro per caffè e mignon ce l'hanno tutti. Come si arriva a guadagnare tanto? Perché si pensa sempre di essere poveri. Diamo lavoro a centinaia di dipendenti in azienda e decine in pasticceria. Abbiamo appena vinto l'appalto dell’ex casinò di Gardone Riviera e appena superata la brocrazia sorgerà un tempio della ristorazione sul lago, con ristoranti e gelaterie, speriamo con apertura per giugno 2025. Sono orgoglioso della pasticceria italiana nel mondo ma dobbiamo ammetterlo, in Francia c'è impegno e condivisione, quando anche noi impareremo che scambiandoci i pensieri questi non si perdono ma si moltiplicano, potremo arrivare a grandi risultati. Poi non bisogna mai essere soddisfatti del proprio lavoro, perché così ci si ferma ".

Lezioni di vita, di professionalità e di umanità, che si riflettono nel libro che Iginio Massari, con tanta pazienza, si è messo ad autografare alle decine di persone in fila.
Teresa Pierini e Anselmo Cianchi
