ROMA - Domenica si è celebrata la prima Festa del Parco di Veio, una domenica immersi nel verde, organizzata volutamente nella porzione "romana" del suggestivo Borghetto San Carlo, per lanciare un messaggio speciale ai romani e non solo.
Un luogo da vivere per avvicinarsi alla natura, come sottolineato dagli organizzatori, la struttura gestionale del Parco di Veio in collaborazione con il Comune di Roma, Municipio XV, e i Comuni di Mazzano Romano, Magliano Romano, Morlupo, Castelnuovo di Porto, Riano, Sacrofano, Formello e Campagnano di Roma.


Nel Borghetto è stata allestita un'area informativa promozionale dove sono state accolte istituzioni, sia coinvolte nella gestione del parco che limitrofe, e una serie di realtà agricole e artigiane, fiore all'occhiello del territorio.







Presente anche un punto ristoro, dove gustare le bontà locali frutto di agricoltura sostenibile, e iniziative culturali per grandi e bambini, quali la mostra fotografica “Come eravamo...” di Enzo Abbati, truccabimbi, il mago delle bolle di sapone giganti, Thomas Goodman, e la musica tradizionale del gruppo TerrAntica.



Il mattino è stato dedicato alla conoscenza, grazie al convegno tematico su archeologia, natura e agricoltura, avviato dal direttore Danilo Casciani che ha ricordato l'impegno quotidiano del parco: "Stiamo facendo un grande sforzo per dimostrare come possiamo essere volano promozionale", seguito dal commissario Giorgio Polesi: "Questa è una festa importante, giusto che sia nel territorio competente a Roma, per aprirla ai cittadini a cui mostrare tutte le realtà, e per tutto il territorio. Mi piace ricordare che questo è stato l'unico parco a partecipare al bando Arsial".


A spiegare le attività agricole Giacomo Lepri, presidente della cooperativa Coraggio, che si prende in carico la gestione di aree agricole abbandonate, da destinare poi ai giovani: "Oggi dimostriamo quanto sia giusto collaborare, partendo dall'assistenza alle aziende agricole, che sono una risorsa, specie per Roma che vanta ben 22 ettari. A Borghetto abbiamo finalmente questi casali ristrutturati, a fronte della lottizzazione 'Talenti', ci abbiamo messo una decina di anni ma eccoli. Con la nostra cooperativa facciamo integrazione socio lavorativa attraverso il parco agricolo, ma siamo anche crocevia di incontri e museo di agricoltura permanente".

Il Municipio è rappresentato da un orgoglioso presidente Danilo Torquati: "La prima volta che entrai qui mi rincorsero i cani pastori... e la corsa non è mai finita, fino al recupero di questi luoghi. Prossimo impegno è portare qui la sala matrimoni del Municipio, immersa in questo verde. Insieme dobbiamo creare una comunità unica per produrre ricchezza, ora è necessario promuovere il nostro marchio lavorando con il territorio, facendo conoscere tutto questo ai romani e al circondario".


Scelte apprezzate da Paolo Giuntarelli, che da direttore regionale ha condiviso l'idea: "Puntiamo sul turismo esperenziale, quello del benessere, dei camminatori e wedding, e il frutto di oggi è condivisione del senso di comunità che abbiamo avuto per costruire questa collettività. E' sempre bello festeggiare un parco, se siamo qua oggi è per le lotte fatte nel salvaguardare le aree protette, per uso pubblico del bene collettivo".

Soddisfazione per Vito Consoli: "La Festa del Parco è un momento importante perché guarda all'esterno per farsi conoscere ma anche per riunire qui una comunità . Aggiungo che dobbiamo festeggiare l'ente di gestione, che svolge un lavoro complesso, e il mondo agricolo e le strutture produttive che lo rendono vivo".

Nel Parco di Veio sono ovviamente presenti reperti archeologici che lo mettono sotto la tutela della Soprintendenza, rappresentata da Simona Carosi che ha ricordato i 9 Comuni dell'area interessata dal parco: "La nostra missione è la tutela e la conservazione per ottenere valorizzazione. Abbiamo in corso progetti di restauro Isola Farnese e Campetti, e stiamo lavorando insieme su un nuovo ritrovamento. Per il 19 ottobre stiamo organizzando una visita all'area di Formello". Alcuni ritrovamenti del Santuario di Portonaccio sono custoditi al museo di Villa Giulia, che diventa così competante sull'area, come precisato dalla direttrice Luana Toniolo: "Un'area che riusciamo ad aprire grazie al Corpo Italiano di San Lazzaro. Ora stiamo organizzando attività, visite, archeotrekking, ma anche lavori per l'abbattimento delle barriere. Abbiamo ripreso opere di scavi, ricerca e il restauro dell'altare, perché vogliamo prenderci cura con attenzione quotidiana, così da evitare di intervenire solamente quando il bene rischia di rovinarsi, serve controllo e difesa continua".

In chiusura Bruno Cignini ha presentato un veloce excursus sul parco, che si estende per 15 mila ettari su 9 Comuni tra la via Flaminia e la Cassia, attraversato dalla Veientana.

Ha poi ricordato i grandi boschi, come quelli di Sacrofano, Magliano e la Valle del Sorbo, e ancora le zone cespugliate, quelle agricole e qualche pascolo, tra importanti fossi e fondamentali aree archeologiche, confinando a nord con la Valle del Treja, che si augura presto entri nel parco, mentre a sud arriva al centro di Roma. Andando nel dettaglio ha parlato di flora, con 730 specie vegetali, ben il 20% di tutto il Lazio, cerri, importanti orchidee e agrifogli rari, e poi la fauna, con anfibi, rettili, uccelli, di cui 83 nidificanti e ben 37 protetti, e mammiferi. Tra le rarità la Farfalla cassandra, la cui larva si nutre esclusivamente di "erba astrologa" (Aristolochia rotunda), presente nel parco, una piccola pianta di cui sfrutta le sostanze tossiche per rendersi inappetibile ai predatori, presenti nel parco con tre nuclei di lupi, ma anche il gatto selvatico, i cinghiali, il capriolo e le nutrie, ben nove specie di pipistrelli e tanti uccelli migratori.



Una realtà piena di vita e soprattutto a disposizione della cittadinanza, del territorio romano e laziale, fino alla Tuscia, dei giovani agricoltori che possono avere terreni da coltivare, e soprattutto turisti esperenziali, abituati a vivere aree interne incontaminate e colme di storia.
Teresa Pierini e Anselmo Cianchi
