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Domenica il Patto d'amore: la città si affida ancora alla Madonna della Quercia

Manifest. Religiose
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VITERBO - Dopo Santa Rosa, uno degli adagi più usati in città, arriva il Patto d'amore, la processione che venera la Madonna della Quercia, protettrice della città.

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Un momento di raccoglimento che davvero conclude le festività cittadine, illustrato nella sala consiliare dal parroco don Massimiliano Balsi, da Irene Temperini, Pro Loco di Viterbo, accolti dal sindaco Arena e dall'assessore De Carolis.

Tre giorni, dal 7 al 9 setembre, con celebrazioni religiose e momenti di convivialità.

E' Irene Temperini a raccontare il programma: "Stiamo facendo un lavoro importante da tre anni come Pro Loco Viterbo, inserendo la basilica in un sistema turistico. Il nostro gruppo è laico e apre le porte di un luogo bellissimo, primo edificio della provincia di Viterbo iscritto nel registro dei beni culturali dal Ministero. Domenica, dopo la processione, in piazza si esibiranno i Musici del Pilastro, gli Spadaccini di Soriano e alcuni artisti di strada per i bambini. La sera alle 21 si chiuderà il cartellone di Art City con i Quadri sacri proposti dal Coro di Palestrina. In chiusura mi piace ricordare le parole di don Massimiliano alla novena per Santa Rosa, che visse in una Viterbo rissosa e piena di dissidi, ma fu in grado di portare un messaggio di fratellanza".

Gli eventi religiosi sono stati  illustrati da don Balsi: "Questa domenica, sempre a ridosso di Santa Rosa, completa l'affidamento alla patrona e alla custode e il prossimo anno, nel 2020 sarà il centenario dell'anno di fondazione della basilica, nata intorno ad una quercia con l'effige di Maria. Sabato 7 ci sarà la processione con l'immagine della Madonna per il quartiere, domenica 8 indulgenza plenaria in ricordo dell'antico perdono di settembre e, nel pomeriggio, il Patto d'amore,  dove sono già iscritte 40 confraternite e tante associazioni. La processione partirà alle 16.30 con i musici del Pilastro, seguiti dalle confraternite, le associazioni, gli ordini cavallereschi e le autorità civili e religiose, insieme per rinnovare la scelta della città di mettersi a protezione alla Madonna della Quercia. Al termine è previsto lo spettacolo dei musici e sbandieratori in piazza e un rinfresco per tutti nel chiostro.  Questa festa permette la partenza di un nuovo anno civile e pastorale, nel segno del lavoro da fare insieme. Grazie ad Irene - ha concluso il parroco - per la bella collaborazione che ha fatto crescere la nostra parrocchia".

Per ricordare il Patto, con un affresco che racconta la processione, a Palazzo dei priori è possibile visitare la sala della Madonna della Quercia, nominata custode della città nel 2017 in occasione del giubileo per il 500* anniversario.

Insieme al Patto d'amore, nel segno di una collaborazione ormai solida con don Flavio Valeri, è stata presentata anche la cena di quartiere "A San Faustino tra racconti e vino", che si svolgerà stasera, 6 settembre, dalle 20 nel giradino della Chiesa. Un modo per stare insieme, sia portando il pasto da casa, come se fosse un pic-nic, che prenotando la carne alla brace, preparata sul posto (Irene 393.3232478 Carlo 329.6877768 Gianluca 340.6037354 Paolo 328.8140963).

Una nuova occasione per stare insieme e ammirare la città per l'assessore De carolis: "Dopo Santa Rosa arriva la Madonna della Quercia, un appuntamento religioso che mette in evidenza le nostre bellezze artistiche. Grande lavoro in basilica che si sviluppa tutto l'anno, e lo stesso vale per San Faustino. È giusto far rivivere le piazze da tutti i viterbesi".

Sarà sicuramente presente il sindaco Arena, sia alla cena che al Patto, dove rinnoverà la devozione per conto di tutti i viterbesi: "Guai a perdere queste tradizioni, la festa della Madonna della Quercia ha un forte significato per questa città che venne salvata dalla pestilenza, un legame a doppio filo anche con Siena, dove le fecero voto per salvare case e persone dal terremoto. Bisogna valorizzare queste iniziative che fanno crescere la città, domenica omaggerò la Madonna e la pregherò per la città".

All'appello mancano le fiere, registrate come nazionali, una a maggio e una a settembre, la settimana seguente il Patto. Si tratta di iniziative che un tempo erano fondamentali, secoli fa venivano da tutta Italia, creando di fatto la base per la diffusione del culto della Madonna. La fiera del bestiame fu istituita da Federico II con editto imperiale, liberandola dalle tasse sul commercio e creandone di fatto il successo. Una tradizione che si è persa e si potrebbe recuperare.

Teresa Pierini