VITERBO - Alessandro Maurizi tra gli autori Mondadori, con il suo nuovo romanzo "Gli invisibili di San Zeno" dove rivivono Federico Giorio e l’Italia di fine Ottocento.
La presentazione nel sito della casa editrice, che racconta così il personaggio nato dalla penna di Maurizi: "Un nuovo detective si aggira tra le pagine del Giallo Mondadori: è Federico Giorio, giovane procuratore legale, al centro del giallo storico di Alessandro Maurizi, che indaga su una serie di omicidi nella Verona di fine Ottocento, finendo con l’imbattersi in una rete di connivenze altolocate ancor più criminosa".
Ma chi conosce Maurizi sa che dietro ad ogni suo personaggio c'è l'esperienza professionale di un poliziotto e spesso la ricerca d'archivio su grandi investigatori del passato. "Federico Giorio - confessa infatti l'autore sempre nella presentazione - è qualcosa di più: realmente esistito, procuratore legale integerrimo, scrisse nel 1882 'un libello di denuncia sulla corruzione e sugli abusi di potere nella pubblica sicurezza'. Il saggio fece scandalo, e costò al giovane procuratore il carcere e il sequestro di quanto aveva scritto. Di quel libro sono rimaste poche copie, e il caso ha voluto che una sia finita nelle mani di Alessandro Maurizi, scrittore, ma anche ispettore della Polizia di Stato".

Ispirandosi proprio a quella storia vera, Alessandro ha trasformato l'onesto collega in un personaggio letterario.
E' sempre Mondadori a raccontare dalle parole di Maurizi come sia venuto a conoscenza del testo: "Trastevere, una sera d’estate di qualche anno fa. Una cena con l’amico Stefano Di Michele e una passeggiata tra i vicoli fino a una bancarella di libri vecchi e antichi gestita da un indiano. Quando passavamo per Trastevere, quella bancarella era una fermata obbligata perché era lì che ci mettevamo a cercare testi antichi. Fu proprio Stefano a farmi notare un libro dal titolo: 'Ricordi di questura' pubblicato nel 1882, autore Federico Giorio. Stefano, visto il mio interesse, non esitò a regalarmelo. Non sapevo ancora che quel saggio mi avrebbe portato in varie parti d’Italia alla ricerca dell’anonimo Federico Giorio. Anonimo, perché nel testo non c’era una sola riga che riguardasse la sua biografia. Girai come un topo di biblioteca e dopo varie ricerche lo trovai negli archivi di Milano, in quelli di Verona, nella Biblioteca nazionale di Roma, negli archivi del Corriere della Sera e de La Stampa".
Maurizi aveva trovato quello che mancava, la biografia di Giorio, nato il 15 luglio 1854 da una ricca famiglia di possidenti veronesi. "Nel suo saggio racconta con fatti concreti l’arbitraria interpretazione delle leggi da parte dei poliziotti - aggiunge l'autore - pagine da cui emergono l’ingiustizia e la prepotenza. Mi sembrava incredibile come l’autore di quel saggio avesse avuto il coraggio di attaccare le questure di un’Italia da pochi anni costituita in nazione". Un coraggio che gli costò una querela.
"È stato grazie a lui e al suo saggio che ho trovato l’ispirazione per il mio giallo storico - conclude Maurizi sempre dalla pagine della Mondadori - in cui la realtà si fonde con la fantasia: come personaggio letterario, Giorio indaga su una serie di omicidi che insanguinano Verona, mentre sullo sfondo migliaia di miserabili vengono ingannati da ricchi faccendieri a emigrare in Sudamerica con la promessa dell’Eldorado. La storia è piena di eroi anonimi che non hanno lasciato grandi tracce. Giorio è uno di questi. Si è soliti dire che esistono due tipi di morte: quella fisica e quella in cui si viene dimenticati per sempre. Per questo ho voluto ridargli vita strappandolo dalla seconda morte e consegnarlo a tutti quelli che vorranno conoscerlo".
Questa prima fatica letteraria storica di Alessandro Maurizi, che uscirà il 9 aprile, sarà presentata ufficialmente a Viterbo la prossima settimana, sabato 13 aprile alle 18, presso il Teatro San Leonardo, in un incontro moderato da Alfonso Antoniozzi. Ingresso libero.
T. P.
