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Un singolo che spacca: lo stupore di Moricoli per il brano di Vincenzo Cantiello

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VITERBO - Grande soddisfazione per Paolo Moricoli, appassionato di musica, con 21 anni di Mini Festival in carriera, che trova ancora il modo di stupirsi per l'ennesimo talento che scaturisce dalla sua creazione (che tra gli altri  vanta una giovanissima Anna Tatangelo e, parlando di viterbesi, il tenore Antonio Poli).

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"Lo ammetto, sono ipercritico quando si tratta di musica e di giovani talenti… 21 anni di Mini Festival di Viterbo mi hanno fatto abituare male e, di conseguenza, trovo sempre qualche difetto anche in chi canta più che bene, ma…
… in un sabato sera di febbraio del 2014, rimasi folgorato dall’esibizione un tredicenne incrociato su Rai Uno, durante la trasmissione 'Ti lascio una canzone' - confessa Moricoli - cantava 'Cinque giorni' e mi emozionò talmente tanto che non potei fare a meno di conoscerlo, cosa che avvenne qualche settimana più tardi, a casa sua, a Sant’Arpino; sentirlo cantare dal vivo, mi spinse a parafrasare – in modo quasi 'blasfemo' – quello che dissero, a suo tempo, per Bruce Springsteen: 'Ho visto il futuro della musica italiana, il suo nome è Vincenzo Cantiello'.

Nel novembre 2014, in effetti, Vincenzo fu selezionato per rappresentare l’Italia (al suo debutto) al Junior Eurovision Song Contest di Malta e, di primo acchito, fu una straordinaria vittoria con la canzone 'Tu, primo grande amore'. Poi, l’adolescenza, la muta della voce, un album di canzoni in inglese – 'Never too much', prodotto da One Universe –, esibizioni varie in Italia ed all’estero e, a fine giugno 2017, un incontro che rischia di essere decisivo.

Dopo tanti tentativi falliti, ero riuscito ad organizzare un suo concerto - prosegue il racconto di Moricolo - insieme all’amico e 'collega', Alessandro Pirolli a Viterbo, a 'Piazza Minifestival': fu una cosa meravigliosa, come tutta la manifestazione, del resto, e, come fonico, c’era un giovane di Bagnoregio, che aveva anche partecipato al Mini Festival di Viterbo, un bel po’ di anni prima. Si chiama Giordano Fioco, è anche musicista e collabora con un’altra vecchia conoscenza del cantautorato del viterbese: Giovanni Pompei.

Nel giro di qualche mese, fra i tre nasce un rapporto di stima reciproca che li porta a realizzare un brano per il Festival di Sanremo 2018; Vincenzo, ancora minorenne, giunge all’ultimissima selezione e, per un soffio, non ce la fa. Ormai, il solco è tracciato e, dopo un lungo lavoro, si arriva finalmente a qualche giorno fa, all’improvviso, esce il video di “Cosa diventerai” (clicca qui per vederlo), primo estratto dal nuovo album, il primo in lingua italiana, di Vincenzo, che uscirà nel corso del 2019.

Quando l’ho ascoltato in anteprima, a Bagnoregio, un paio di mesi fa, mi è uscito: 'Posso dire proprio quello che penso? È una bomba".
Raramente testo (di Giovanni Pompei) e musica (di Giordano Fioco) riescono a fondersi così bene e l’arma illegale è l’interpretazione di Vincenzo, che canta con un’energia quasi inusuale per chi è abituato ad ascoltare le canzoni che lui stesso predilige, cover piene di tecnica e di virtuosismi vocali.

Quel '… non conta ciò che farai, ma cosa diventerai…' entra in testa e non vuole più uscire, ma è l’intero brano a funzionare alla perfezione, con il suo incedere verso l’inciso che non può non trascinare l’ascoltatore e con la voce di Vincenzo che fa quasi quello che vuole nei punti in cui serve quel 'quid' in più.

Allora, con l’acquolina in bocca per l’album, godiamoci questo 'Cosa diventerai'… una giovane Star.  Vince - conclude Moricoli - non ho dubbi".

“Sono davvero entusiasta all’idea di questo nuovo progetto musicale – aggiunge Vincenzo – perché sto lavorando personalmente alla creazione dei brani, a dare loro una forma; sarà, per me, come un tesoro da custodire bene, perché è il mio primo album e ci tengo in modo particolare".