Il nostro sito utilizza cookie e tecnologie simili per ricordare la vostra visita, raccogliere statistiche delle visite e adattare il nostro sito ai vostri interessi. Per maggiori informazioni o per impostare le preferenze dei cookie, in qualsiasi momento è possibile utilizzare il nostro strumento «Impostare le preferenze dei cookie» riservato a chi è registrato al sito. Accettando si prosegue la navigazione e si acconsente all’ installazione dei «cookie» da parte nostra o di terzi.

La vittoria "speciale" di Francesca Mannino, vincitrice del Concorso lirico internazionale Fausto Ricci

VITERBO – Si è conclusa tra gli applausi l’undicesima edizione del “Concorso internazionale di canto lirico Fausto Ricci” che ha visto una vincitrice davvero speciale, Francesca Mannino, e l’assegnazione dei ruoli principali de La Traviata, che nel 2024 sarà prodotta dall’associazione XXI Secolo.

Condotta come sempre da Davide Colombo, che arricchisce di spiegazioni ed aneddoti ogni aria lirica proposta dai concorrenti, ha visto protagonisti 11 giovani cantanti, con un’età media di 24 anni, dato che rende ancora più importante il premio viterbese.

Sul palco del Teatro dell'Unione si sono alternati i finalisti scelti dalla giuria presieduta da Giovanna Casolla, insieme a Francesco Andolfi, Fabrizio Bastianini, Renato Bonajuto, Sabino Lenoci e Lucia Napoli.

Questi i concorrenti in ordine di esibizione (tutte le foto nella gallery sopra), accompagnati al piano dai maestri Leonardo Angelini e Marcos Madrigal, con indicazione di provenienza, Opera ed aria eseguita: Tigran Melkonyan, tenore, armeno (Bohème, Puccini, Che gelida manina); Yuliya Pogrebnyak, soprano, ucraina (Il Trovatore, Verdi, Tacea la notte placida); Marina Fita, soprano, spagnola (Romeo e Giulietta, Gouneau, Valzer di Giulietta); Francesca Mannino, soprano, italiana (Semiramide, Rossini, Bel raggio lusinghier); Matteo Mencarelli, baritono, italiano (L’italiana in Algeri, Rossini, Ho un gran peso sulla testa): Erica Cortese, mezzosoprano, italiana (Carmen, Bizet, Seguidille); Juana Shtrepi, soprano, albanese (La Traviata, Verdi, Addio al passato); Claudia Ceraulo, soprano, italiana (Bohème, Puccini, Quando m'en vo); Cristina De Carolis, soprano, italiana (Falstaff, Verdi, Sul fil d'un soffio etesio); Antonino Giacobbe, baritono, italiano (La Traviata, Verdi, Di Provenza il mare); Anna Grotto (Turandot, Puccini, Tu che dicessi conta).

Un repertorio del Bel canto portato in scena con bravura da tutti i concorrenti, ascoltati ancora una volta dalla giuria, stavolta nell’affrontare il pubblico, che ha votato, scegliendo il proprio preferito ed assegnando un premio.

Mentre la giuria si riuniva per scegliere il vincitore, si sono alternati sul palco tre dei protagonisti che avevano partecipato anche alla sezione di concorso dedicata ai ruoli d’opera e che sono stati selezionati per l’allestimento de La Traviata: sono state così ascoltate la arie di Violetta (Yuliya Pogrebnyak – E’ strano!), Alfredo Germont (Tigran Melkonyan - Lunge da lei) e i duetti tra Violetta e Giorgio Germont (Antonino Giacobbe - Pura siccome un angelo) e l’aria più conosciuta cantanta da Violetta e Alfredo (Libiamo, ne' lieti calici). Nel cast anche Erica Cortese (Flora) e Marianna Mennitti (Annina).

Terminata l’anteprima verdiana, giuria e realtà coinvolte nel premio hanno conquistato il palco per comunicare i vincitori. Prima però sono giunti gli ultimi consigli della presidente Casolla: “Abbiamo avuto concorrenti di un certo livello, i giovani hanno ottimo materiale, purtroppo ci sono maestri che non danno le indicazioni giuste; per questo ogni cantante dovrebbe suonare uno strumento a fiato, per abituarsi ad utilizzare il diaframma nel canto. Non è giusto rubare gli anni a questi talenti”. Colombo ha poi ricordato la sua grande carriera, fatta di centinaia di repliche da applauso e tanti successi, tra questi Napoli Milionaria diretta da Edoardo De Filippo sulle musiche di Nino Rota, che scrisse per l’occasione una romanza solo per lei.

Il premio Fausto Ricci si svolge grazie al patrocinio e contributo del Comune di Viterbo, assessorato alla Cultura, Fondazione Carivit, Regione Lazio, Ance, Le Ali di Beatrice, Lions Club Viterbo, Avam e Touring Club.

E’ giunto il momento della premiazione, che vede una serie di riconoscimenti e borse di studio, partendo da quella dell’associazione Vetus Urbs, rappresentanta dal presidente Iacoponi, il Premio al concorrente più giovane, assegnato a Cristina De Carolis, seguito dal Premio del pubblico, consegnato da Adelmo Di Mario per l’Avam, che ha raccolto quello in sala e online più di 2.000 voti, andato a Tigran Melkonyan. Il Touring Club si concentra sul viaggio e sceglie il finalista più lontano, “anche per ricordare Fausto Ricci che tanto successo ebbe in giro per il mondo ma debuttò in questo teatro nel 1914”, ha ricordato il console Vincenzo Ceniti premiando l’armeno Melkonyan.

Arrivano le borse di studio più sentite, assegnate dalla giuria: terzo premio Lions Club Viterbo, consegnato dal presidente Cima, a Tigran Melkonyan, secondo premio Fondazione Carivit a Yuliya Pogrebnyak e vincitrice del Consorso lirico internazionale Fausto Ricci – primo premio Città di Viterbo a Francesca Mannino, premiata dall’assessore Antoniozzi. I vincitori sono stati salutati da Gloria Ricci, figlia del baritono Fausto a cui è intestato il premio.

La vittoria di questa XI edizione è un riconoscimento ad una bravissima artista che il pubblico ha visto accompagnata sul palco dalla madre: Francesca è non vedente e questo non le ha impedito di inseguire i suoi sogni, siciliana di Milazzo e vive a Varese, studia canto da 15 anni, è laureata al Conservatorio di Milano e presto si laureerà in lettere, già vincitrice di premi e nel cast di Opere, l’ultima segiuta dal regista Daniele Abbado. Un curriculum già straordinario che diventa un messaggio di positività: “Posso essere da esempio e da stimolo a chi è nella mia stessa situazione, dimostrando che si possono affrontare tutte le sfide. Qualsiasi sia la propria condizione dobbiamo uscire di casa ed affrontare la vita, anche per confrontarsi con colleghi normodotati. Non va ascoltato il giudizio altrui e non bisogna avere timore”.

Gli applausi non si fermano e il sipario non si abbassa: la prossima settimana l’associazione XXI Secolo, attraverso il progetto OperaEtruria, debutterà con “I Pagliacci” di Leoncavallo a Bologna la prossima settimana, per arrivare l’11 e 12 novembre al Teatro dell’Unione, preceduto il 10 dal mattinée per le scuole, in versione adattata e spiegata, proseguendo poi il tour a Civitavecchia e, nel 2024, in altri teatri del circuito.