Al via con Papacqua che apre di nuovo la locanda della Fonte, a pochi gradini dal maestoso Palazzo Chigi, nel pieno del Rinascimento che vide protagonista il Cardinal Madruzzo.
Nei vari tavoli ogni tipo di avventore, dal famoso architetto Schiratti, impegnato nell'edificazione del palazzo, ai popolani, compreso un marito talmente ubriaco da esser portato via dalla moglie, che prosegue per tutto il tempo a rimbrottarlo all'esterno.
Nella tavola centrale, dedicata alla giuria, la zuppa di verdure con uovo e stufato de porco cotto con brodo, vino, miele, frutta secca e spezie.
Ultima contrada in gara è Trinità, che ambienta la scena nel 1407, in un particolare momento nella storia di Soriano. A governare Giovanni di Magnomonte, nominato dall'antipapa Clemente VIII, che in quegli anni rese il castello sotto il controllo degli scismatici, oppositori dello stato della Chiesa, alleati degli antipapi eletti ad Avignone in seguito allo scisma d’occidente, che per una trentina d'anni si oppose al Patrimonio di San Pietro.
Il chiostro del convento accoglie comunque frati, dediti all'ora et labora, diventando punto di incontro per ottenere salvacondotti per gli ambasciatori.
Alla giuria viene sottoposta la cena con zuppa di piselli con spezie e pollo con fegatini, mentre un frate canta gli inni.
C'è anche un colpo di scena, un omicidio che stravolge la vita del monastero e fa subito intervenire la guardie.
Teresa Pierini e Anselmo Cianchi