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Vetralla rivendica il suo amore per la selva con lo Sposalizio dell'Albero

VETRALLA - La cittadina si sposta al convento passionista di Sant'Angelo, a Montefogliano, per rinnovare il suo voto d'amore alla natura.

E' il sindaco Aquilani ad avviare un rito che affonda nei secoli scorsi, con la prima documentazione risalente al 1470: "Questa non è solo una cerimonia ma un rito che ci ricorda dove vogliamo andare" ha precisato ricordando l'importanza dei sentieri del bosco, le voci che si avvertono, quelle dei monaci, dei contadini e di chiunque le abbia vissute con equilibrio, rispetto e rinascita.

"Dobbiamo saper ascoltare gli alberi - ha concluso - che chiedono protezione e noi con questa cerimonia diventiamo custodi del verde" invitando poi all'ascolto di una sua poesia incisa con la voce di Anoldo Foà dedicata al silenzio degli alberi che comunica uguaglianza e pace. Applausi dai tanti presenti, con la nutrita partecipazione dei piccoli studenti vetrallesi.

La rievocazione storica è stata guidata di nuovo dall'attore Maurizio Annesi che, vestendo i panni dello studioso Andrea Scriattoli, ha accolto i protagonisti, partendo dal complesso bandistico Pistella, seguito dal corteo e dagli sbandieratori (foto in gallery) mentre iniziano ad arrivare le prime gocce du pioggia .

I coraggiosi cavalieri effettuano un veloce passaggio in carosello, donando un mazzo di fiori al sindaco Aquilani, agli assessori Venanzi e Di Gregorio.

La pioggia inizia a scendere copiosa e disturba la cerimonia che però non si ferma e procede con la lettura del testo ufficiale, che vede testimoni tutte le autorità presenti e conferma la proprietà del bosco al territorio di Vetralla.

Non poteva mancare la benedizione, dopo la consegna simbolica delle chiavi della città.

Come sempre l'omaggio al presidente dei cavalieri, con un mazzo di fiori alla lapide che ricorda l'intestazione del piazzale.

Grande impegno per la Proloco Vetralla Aps, presieduta da Marta Frateiacci, che ha curato ancora una volta l'evento, lavorando anche sul corteo storico, già rinnovato lo scorso anno nei costumi della scena dedicata allo Sposalizio, mentre quest'anno ad essere coinvolti nell'opera di storicizzazione, ripendando gli abiti dei cavalieri, ispirandosi all'acquerello di Scriattoli e alla tradizione dei cavalieri del Lazio e della Tuscia. La novità ha riguardato il foulard dei cavalieri, messa come cravatta e alcuni dettagli delle cavaliere. 

Un'operazione seguita dalla storica del costume Elisabetta Gnignera, presente alla cerimonia con Antonio Tempesta, presidente dell'associazione Rievocazioni storiche del Lazio e Giacomo Ciavattini, coordinatore del Corteo storico, che ha sfilato seguendo precise regole.

Il programma dei festeggiamenti si concluderà domani, 9 maggio (ore 17 presso la biblioteca comunale) con una conferenza dal titolo "Lo sposalizio dell'albero nelle testimonianze documentarie", a cura della dottoressa Emanuela Musotto.

Teresa Pierini e Anselmo Cianchi