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Premio Calabrese 2025: dal "maestro" De Bortoli alla campionessa Quadarella

SORIANO NEL CIMINO - Come ogni anno, il Premio Calabrese concentra nel paese cimino i più grandi del giornalismo, della cultura e dello sport, ambiti per cui fu istituito quattordici anni fa da Antonio Agnocchetti per ricordare l'amico Pietro, invito raccolto da Fabio Menicacci che ha definito Calabrese "Uno dei piu grandi artigiani del giornalismo".  

Davanti alla figlia Costanza, anchorwoman del Tg5, presente come sempre con la sua famiglia, sono sfilati amici e colleghi del padre, insieme a campioni che nell'anno si sono distinti. A premiarli, oltre ad altri protagonisti di settore, il sindaco Camilli, il presidente del consiglio comunale Menicacci, i consiglieri regionali Sabatini e Zelli e il presidente della provincia Romoli. La premiazione è stata condotta ancora una volta da Giuseppe Di Piazza con Valentina Caruso.

Come da tradizione ogni premiato porta un ricordo, che sia del direttore che della professione, come Francesco Repice che celebra la radio, l'unico mezzo che accompagna e insegue dappertutto mentre Ferruccio De Bortoli ha tracciato il ruolo del giornalista, che deve essere sempre onesto e credibile e soprattutto non deve polemizzare con i fatti.

Prima emozione con il critico musicale Marco Molendini che ricorda Pietro per la sua ironia e aggiunge: "Era divertente lavorare in quegli anni" mentre Caterina Banti sottolinea come nel mondo dello sport si è lavorato tanto per dare pari opportunità a tutti, anche se è ancora necessario affrontare difficoltà e reticenze". 

Stefano Pantano copre tre categorie, lo sport come ex spadista azzurro, la comunicazione, il suo lavoro attuale, spesso dedicato a programmi che raccontano la Lazio, sua squadra del cuore, e la cultura, lavorando nello spettacolo, specie musical, dove istruisce attori nella scherma. "Ho partecipato a tante olimpiadi con la spada per poi commentarle, finora otto, la prima fu la più difficile perché raccontavo quelli che fino a poche settimane prima erano i miei compagni di squadra, atleti sempre ai vertici, rappresentando la specialità più medagliata d'Italia".

Ancora sport con Lorenzo Ponzio, un passato nel canottaggio ed ora autore musicale, per tornare così al suo primo amore, da diplomato al conservatorio: "Due attività che si legano sul ritmo, oggi sono direttore d'orchestra ma anche in canoa seguivo il consiglio 'ascolta la barca cantare' o soprattutto era necessaria l'azione corale, perché la squadra vince sempre". 

Tornando al giornalismo sale sul palco Barbara Jerkov, giornalista e vice direttore de Il Messaggero, che ha donato un ricordo su Pietro mai raccontato prima, nemmeno a Costanza: "Ero appena arrivata al Messaggero, c'erano le elezioni e mi misero a fare le tabelle elettorali, che allora si facevano a mano, lavorando in tipografia. Lo feci sentendomi l'ultima degli ultimi, quasi insofferente. Dopo una settimana mi dissero che il direttore mi attendeva in ufficio, il suo ufficio, il più bello di tutti. Mi ringraziò per il lavoro, precisando quanto fossero fondamentali le tabelle. Oggi non dimentico mai, specie con i nuovi arrivati, quella lezione" conclude, prendendosi l'abbraccio di Costanza.

Anche Paola Di Caro racconta il suo lavoro: "Da sempre seguo politica e ammetto che è piu facile parlare con esponenti di centro destra rispetto alla sinistra, sempre troppo diffidenti" e chiude ricordando la missione che porta avanti insieme al marito Luca Valdiserri per ricordare il figlio Francesco, ucciso in un omicidio stradale, premiando il talento dei giovani attraverso le sue passioni, quale ad esempio la seconda edizione dei "Piccoli Oscar", che ha appena visto la premiazione dei cortometraggi vincitori delle dieci categorie del concorso "24 frame al secondo - Destinazione amore". 

Francesco Vergovich ha dichiarato il suo eterno amore per la radio e ricordato la difficile situazione in merito al trattamento economico dei giornalisti mentre Stefano Acciari, giornalista e amico di Pietro e della sua famiglia, padrino di Costanza, che ora dedica il suo impegno per accendere una luce sul Tevere, che, ricorda, finalmente è attenzionato anche dalle istituzioni. Al suo fianco Costanza che approfitta per salutare i presenti, aggiungendo: "Questa giornata mi fa sentire papà  sempre più vicino, e, parlando di donne, ricordo che per primo nominò una giornalista sua vicedirettrice".

Si torna alla musica con il cantautore Marco Conidi, che ora gira l'Italia e l'Europa con l'Orchestraccia: "Abbiamo riscoperto il folk italiano, grazie a Musica mia (il programma di Rai Due che conduce con Lorella Boccia, attraversano l'Italia da Nord a Sud per raccontare attraverso la musica, storie e tradizioni che si tramandano nel tempo e nel suono di ogni luogo, ndr). I ragazzi stanno  tornando a scrivere musica popolare e di canzoni belle c'è sempre bisogno".

Pari opportunità nelle parole di Emanuela Audisio: "Dobbiamo imparare a collaborare tra uomini e donne con parità per arrivare al successo" mentre Massimo Fabbricini, giornalista ed oggi presidente del Circolo canottieri Aniene, ammette di seguire gli sport che non guardano gli altri e sul giornalismo aggiunge:"Il mestiere che ho fatto non lo riconosco più, noi inseguivamo le notizie, ora ti investono e  hai il problema inverso, devi analizzarle bene prima di darle".

Ultimi due premiati Giancarlo De Cataldo, magistrato e scrittore, parla del romanzo: "Il tuo protagonista deve servire ad identificare il lettore, poi devi essere fortunato ad incrociare lettori che sappiano leggere le sfumature" e chiusura con la nuotatrice Simona Quadarella, campionessa di stile libero in gare lunghe, con importante palmares a Mondiali ed Olimpiadi: "Mi confronto in distanze lunghe e ho un rapporto di amore odio con il tempo, gareggio da sola ma l'allenamento è in gruppo" conclude l'atleta azzurra tesserata Aniene, ricordando anche lei l'importanza della squadra. 

Si chiude così la XIV edizione del Premio Calabrese, ormai una tradizione sorianese che annuncia l'arrivo dell'estate, ricordando un grande professionista del giornalismo. 

Teresa Pierini e Anselmo Cianchi