Tra gli ultimi atto è stato celebrato il Convivium secretum, che gli organizzatori hanno diviso in due serate per presentarlo meglio soprattutto al pubblico che sceglie di partecipare (vedi la seconda serata: Convivium secretum: Papacqua punta sulla vita in osteria mentre Trinità celebra la tradizione religiosa).
Si parte con la contrada San Giorgio che resta fedele al racconto fatto di pellegrini, ostelli per accoglierli, con la distinzione tra ceti e relativi giacigli, decorazioni con erbe officinali utili anche a curare i malati e castagne cotte nel latte con prugne secche, preghiere a San Pietro, San Benedetto e Sant'Antonio, tutto a lume di candela. Lungo la via mangiafuoco, viandanti, lebbrosi e mendicanti.
In gara anche le pietanze, sottoposte alla qualificata giuria: minestra di ceci bianchi con castagne verdi, pane con cumino verde e nero (nigella sativa), arrosto de cesame con spezie, confetti canditi e frutte preziose.
Tocca poi al rione Rocca, che forte del suo ambiente chiuso allestisce la taverna ambientata nel dicembre 1489, immersa però in un silenzio irreale, rispettoso del divieto di uscita dalla case superato il terzo rintocco.
La giuria entra quindi nell'osteria del rione, già vissuta dagli avventori, popolani intenti a concludere la giornata con un bicchiere di vino, clerici di passaggio che si intrattengono giocando a scacchi, pellegrini in viaggio, soldati con la consueta compagnia femminile. Si aggiunge Ginger, una bellissima cagnolina nera, presente come avveniva già al tempo.
A tavola, in concorso, prosciutto fritto freddo, spezzatino di maiale con mele e formaggio.
Teresa Pierini e Anselmo Cianchi