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Giulio Marini (FI): "Per amministrare ci vuole competenza ed esperienza"

Viterbo
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VITERBO – Qualche viterbese si azzarda a dire che la città si è fermata a cinque anni fa, uno di loro ne è certo: è Giulio Marini, candidato consigliere per Forza Italia, allora sindaco uscente, che riguarda il depliant di presentazione della campagna elettorale 2013, certo che i lavori fatti in questo lasso di tempo amministrativo siano stati praticamente tutti suoi. “Non solo, molti sono riusciti pure a rovinarli o distruggerli” aggiunge.

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Riparte da candidato consigliere comunale, cosa propone?
“Come candidato consigliere ho ripresentato le opere da me realizzate sviluppando il pensiero della mia città, voglio ripartire da li, ovviamente non mi assumo la responsabilità degli ultimi cinque anni. Viterbo è bellissima, ci è arrivata così dal passato e noi dobbiamo solo riqualificarla: ho provato a farla sia da Presidente della Provincia che da Sindaco. Ho attinto a fondi del Giubileo, del Plus, per valorizzarla, ho trovato fondi per il Teatro dell'Unione e per il Parco Bulicame (vedi foto sotto, ndr), basta vedere come è ridotto ora per capire che alcuni lavori li avranno anche terminati, ma di certo in modo anomalo”.

Come ritrova ora la città?
“Lo stato di difficoltà di questa amministrazione è evidente: hanno preso un figlio non loro e non lo hanno tutelato. C'è ancora molto da fare, il tunnel che porta all'ascensore di Valle Faul va reso più gradevole. Manca proprio il concetto di decoro, i quartieri sono invasi dall'erba. Dopo tanti anni di opposizione hanno perso l'occasione di lasciare un segno, anzi, lo lo hanno lasciato, ma di certo negativo. Avranno anche affrontato dei problemi, non lo nego, amministrando è normale, ma sicuramente li hanno avuti minori dei miei e non li hanno saputi affrontare".

Qual è la sua ricetta per una Viterbo diversa?
"È necessario che vengano scelti consiglieri capaci, perché è la squadra che lavora e deve conoscere il Comune, con il suo bilancio e centinaia di dipendenti. Ben vengano i giovani ma con l'umiltà di saper affrontare i problemi, perché per amministrare serve esperienza e conoscenza. Da sindaco decisi di far crescere un giovane di 24 anni, parlo di Daniele Sabatini, mettendolo a contatto con il disagio, la sua conoscenza diretta come assessore ai Servizi sociali, a contatto con i problemi della città".

Viterbo e la cultura: tra beni culturali ed architettonici, bellezze naturali e arte, la città potrebbe vivere di rendita. Cosa pensa di proporre di nuovo?
"Quello che ho sempre fatto, niente di nuovo ma solo una conferma. Per me parlano i fatti, il recupero delle scuderie del Bramante a Sallupara è un mio obiettivo dal 1995, all'inizio non sono riuscito poi si, ed ora ci sono i risultati del mio lavoro; il 19 marzo 1995 ho riportato la Biga di Castro, salvandola dai sotterranei di Valle Giulia, oggi fiore all'occhiello del Museo Nazionale Etrusco Rocca Albornoz. La cultura della città è recuperare la sua storia, che va mantenuta. Per lo sviluppo turistico ogni cittadino dovrebbe essere promotore delle sue bellezze, il mio obiettivo era e resta dare un senso alle opere. Un esempio? Trasferire il museo civico, mettendo la parte archeologica all'Albornoz e il resto in una nuova struttura a Valle Faul, con protocollo d'intesa già firmato con Fondazione Carivit, proprietaria dei locali. Tutto era congeniale al Plus, che riqualificava Valle Faul, almeno nel progetto iniziale, che prevedeva anche un parcheggio multipiano sopra l'Urcionio, fondi che sono riusciti a perdere e ora sarà fatto con fondi del Comune, quindi dei cittadini".

Corsi e ricorsi storici, i 13 milioni del Plus cinque anni fa, e sappiamo poi chi li ha gestiti, i 17 milioni di euro per le periferie che lascia in dote questa amministrazione. Che succederà?
“Intanto verificheremo il progetto e quando è previsto l'arrivo di questi fondi, perché Viterbo è arrivata 92ma tra tutte, non proprio tra le prime. Ho dei dubbi sulle scelte, che ormai sono fatti: due erano i progetti fondamentali per la città, il raddoppio della Cassia Nord e il sottopasso della ferrovia. Avremo modo di verificare tutto”.

Teresa Pierini