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“Comunità Solidali”: 20 campioni speciali allo stage di formazione tecnica

Viterbo
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OVINDOLI - Si è svolto, dal 20 al 25 gennaio 2019, presso la Stazione di Sport Invernali abruzzese lo stage di formazione tecnica, nell’ambito del progetto “Dal Cucuzzolo della Montagna”, che ha interessato venti ragazzi e ragazze speciali, residenti nelle Province di Viterbo e Roma.

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Il progetto, elaborato dalla Associazione Sportiva Dilettantistica “Sorrisi che nuotano Eta Beta” di Viterbo Onlus, in partenariato con l’Associazione “Eta Beta di Viterbo” Onlus e con la Sezione di Viterbo dell’Unione Nazionali Italiana Volontari pro Ciechi Onlus, e con la collaborazione della ASL di Viterbo, del Team Lazio dello Special Olympics Italia e della Scuola Italiana di Sci “3 Nevi” di Ovindoli (AQ), è stato finanziato dalla Regione Lazio con risorse statali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nell’ambito dell’avviso “Comunità Solidali”.

Fase fondamentale del progetto proprio lo Stage di formazione tecnica, svoltosi ad Ovindoli, e finalizzato a definire le abilità motorie e tecniche dei partecipanti e gli obiettivi raggiungibili, e non solo.

Attraverso la pratica della disciplina sportiva, è stato infatti possibile, offrendo un’attività all’aperto ed a stretto contatto con la natura, accrescere le capacità di integrazione dei ragazzi, stimolarne l’autonomia e le capacità comunicative ma, soprattutto, consentirgli di vivere una esperienza nella consueta cornice di piacere e di benessere che ormai da sempre caratterizza i progetti delle Associazioni “Eta Beta” e “Sorrisi che nuotano Eta Beta”.

Un progetto, quindi, che, superando l’ambito strettamente sportivo, diventa importante momento di crescita e maturazione per i ragazzi e per le loro famiglie.

Fondamentale l'ormai consolidata collaborazione con la Scuola di Sci “3 Nevi” di Ovindoli, diretta dal Maestro Pino Angelosante: i suoi maestri, qualificati ad operare con ragazzi in difficoltà, hanno curato lo stage, seguendo i giovani atleti viterbesi con grande pazienza e professionalità, portandoli alla scoperta dell’affascinante mondo dello Sci Alpino, ed ottenendo, in alcuni casi, risultati veramente inimmaginabili. In questo affiancati dallo staff tecnico dell’Associazione, coordinato dall’Istruttore Federale Simona Cimichella.

Il manipolo viterbese è stato, come di consueto, guidato dai 9 atleti selezionati per i Giochi Nazionali Invernali di Bardonecchia, appena rientrati dalla località piemontese con il consueto carico di medaglie. Completavano il gruppo altri 9 ragazzi, individuati in collaborazione con la Unità Operativa Complessa Tutela Salute Mentale e Riabilitazione dell’Età Evolutiva della ASL di Viterbo, e due atleti indicati dall’Univoc di Viterbo: il Presidente della Sezione di Viterbo dell’Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti Elena Dominici ed il suo cane guida Mais, immediatamente eletto a mascotte del gruppo, ed il piccolo Simone Moi, di soli 10 anni.

In particolare, esaltanti sono stati i risultati conseguiti dal piccolo Simone, sia in termini tecnici, sia di integrazione, autonomia e maturazione, ottenendo alla sua prima esperienza sulla neve, una altissima ed imprevista valutazione finale.

“Abbiamo scoperto un giovane campioncino – il commento del presidente Maurizio Casciani – che ci fa ben sperare per i prossimi Giochi Nazionali. Il ricambio generazionale è sempre molto complesso, soprattutto per i nostri ragazzi, ed il grande merito di questo progetto sostenuto dalla Regione Lazio, è stato proprio quello di darci la possibilità di avvicinare sempre più piccoli atleti allo sport in generale, ed allo sci alpino in particolare".

Tanta sana pratica sportiva, quindi, ma non solo: escursioni naturalistiche e culturali hanno arricchito il programma delle attività. La sera poi, recuperando energie insospettate, i ragazzi hanno animato la discoteca del 'Magnola Palace Hotel' di Ovindoli, mettendo a dura prova la resistenza di educatori, volontari ed animatori.

Un grande successo dunque, per un’attività che, insieme a tante altre esperienze, dovrebbe essere alla base del “progetto di vita” di ogni ragazzo, e ripetibile solo se al diuturno impegno di tante realtà del Terzo Settore operanti sul territorio, continueranno ad affiancarsi, come in questo caso, anche le Istituzioni Pubbliche.