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Una scatola dei sogni, inutile e pure costosa

Viterbo
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VITERBO - Ieri pomeriggio il consiglio comunale è stato "ostaggio" di una ventina di emendamenti, tutti sulla delibera relativa alla destinazione della tassa turistica incassata dal Comune, proposta anticipata dal parere negativo della Dirigente.

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Un fatto tecnico, perché la delibera è già in bilancio, ed eventuali variazioni potranno essere discusse in quella sede, proporre variazioni ora avrebbe comportato problemi all'approvazione del principale atto dell'amministrazione, più volte sollecitato dal prefetto Bruno.

A cosa serve quindi un pomeriggio di discussione, con relativo gettone di presenza speso e pagato dai cittadini? La discussione democratica è la massima espressione della collettività, quella sterile, con finale scontato e pure oneroso: è solo tempo perso, soldi sprecati, con il solo risultato di un faro, magari social, da accendere su qualche consigliere o un gruppo.

E non finisce qui, perché se si va nel dettaglio delle proposte si supera anche l'immaginazione. specie se si valuta la grandissima capacità professionale e artistica di chi ne ha fatte la maggior parte. Un professionista culturale, che abbiamo apprezzato ed ammirato nella massima espressione musicale del Bel Canto, non può pensare che il futuro della città sia da mettere nelle mani di una manciata di influencer (trattasi di elementi effimeri che promuovono "la qualsiasi" a fronte di denaro vero), arrivando a citare la diva per eccellenza, Chiara Ferragni, che al posto di una magliettina griffata dovrebbe farsi un bel selfie in piazza San Lorenzo. Ma se vogliamo immaginare un po', magari potremmo chiedere a Vacchi di inventarsi un bel balletto prima del "sollevate e fermi", davanti alla Macchina di Santa Rosa. C'è qualcosa di peggio, vi lasciamo immaginare in pace.

Sicuramente un influencer è adatto ad un messaggio commerciale di una delle aziende che operano nel settore termale, magari costoso ma probabilmente più efficace, lasciando in pace quei 38mila euro che si pretendeva destinare al progetto.

Ma c'è altro, c'è anche il Sebastiano (Del Piombo) che viene di nuovo coinvolto nel dualismo con Michelangelo, mutuando l'eccezionale mostra inglese del National Gallery, dall'enorme successo, che, come ampiamente previsto, non ci pare abbia portato frotte di turisti stranieri desiderosi di ammirare (di nuovo) la bella tavola de La pietà che avevamo prestato, nel luogo dove naturalmente è esposta. Sulle due opere del Luciani sta lavorando l'amministrazione, portando avanti un progetto della precedente, che prevede la creazione dell'area espositiva sotto i portici di Palazzo dei Priori. Un'operazione che riteniamo sterile se rimane solo l'esposizione dei due gioielli, depauperando il Museo civico, che assume altro valore se diventa una pinacoteca completa, visitabile con un biglietto integrato che porta i turisti anche al Museo civico Rossi Danielli, dove nello spazio recuperato potrebbero essere esposti altri tesori, ora celati. Questo è pianificare, non una mostra mutlimediale che metta in evidenza quello che abbiamo... nella realtà.

Infine la terza perla, l'eccezionale proposta di un concorso che coinvolga i più grandi videomaker in città, a realizzare prodotti filmati da lasciare in dono, portandoli nel frattempo in giro per il mondo. Sicuramente una buona idea, peccato che sia da tempo depositata in Comune e proposta da una valildissima realtà cittadina, con un budget decisamente minore e pronto da portare avanti.

E alla fine la giostra si è fermata, una serie infinita di no, una parte dell'opposizione basita, sempre astenuta e più volte a sottolienare l'unitilità dell'azione, volta, a quanto pare, ad ottenere qualche like e un'immagine da battaglieri che sembra più Sancho Panza che Giovanna d'Arco. La città merita di meglio, e speriamo che l'esperienza sia servita e che le buone proposte siano discusse cercando di portare qualche risultato. Stavolta vero.

Teresa Pierini