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Stefano Bozzini premiato come Alpino dell'anno: suonò la fisarmonica per la moglie ricoverata

Viterbo
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VITERBO - Le penne nere viterbesi si stringono a Stefano Bozzini, l'alpino ottantenne che dal cortile dell'ospedale di Castel San Giovanni (Piacenza) suonava la fisarmonica per Carla, la moglie ricoverata. Un gesto d'amore che sarà premiato con il titolo di "Alpino dell'anno".

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"Lo dedico a mia moglie" ha commentato intervistato dal quotidiano piacentino Libertà, che purtroppo non ha superato la dura battaglia contro un tumore, che anni prima gli aveva anche portato via il primo figlio Marco.

L'informazione si era concentrata su quest'uomo che, non potendo entrare in ospedale, dedicava attimi di serenità alla moglie, affacciata alla finestra, suonandole una serenata con la fisarmonica. Un video che aveva fatto il giro del mondo, trasmesso non solo dai telegiornali italiani ma anche da quelli internazionali come Cnn e Bbc.

In un'intervista a Vanity Fair racconta, in pochi minuti, cinquant'anni di amore condividiso, la loro diversità che li ha resi indivisibili, il dolore per la leucemia del figlio, l'allontamento dalla musica, e la vita che riprende anche per superare il lutto insieme alla moglie e ai figli Maurizio e Lucia. Voleva rivederla, si sarebbe vestito pure da infermiere per farlo, racconta, ma poi l'idea: mettersi nel cortile a suonare, con Carla sostenuta alla finestra dagli infermieri pur di ascoltarlo. "Dovevo vederla" spiega commosso, e c'è riuscito, nonostante le porte degli ospedali chiuse per l'emergenza Covid.

Decise di onorare il momento indossando il suo cappello con la penna nera, per questo l'Associazione nazionale alpini, colpita dalla storia di Bozzini, ha deciso di assegnargli la "menzione d'onore", come riporta il sito ufficiale Ana: "Il premio, istituito nel 1974 dal Presidente degli alpini liguri Siccardi, è stato perpetuato negli anni dalla Sezione di Savona per gratificare un alpino in congedo e uno in armi che, nel corso dell’anno precedente, si siano distinti per un’azione morale, eroica o di umana solidarietà degne di menzione".

Inevitabile, per Stefano, la dedica alla moglie Carla: "Con tutto il cuore e l'amore che c'è stato tra di noi sarebbe stata una bella festa se ce l'avesse fatta - dice -. Abito a circa un chilometro dal cimitero, ogni mattina la vado a trovare. Là c'è una parte di me".

Il riconoscimento sarà assegnato il 20 giugno prossimo a Savona.

T. P.