Il nostro sito utilizza cookie e tecnologie simili per ricordare la vostra visita, raccogliere statistiche delle visite e adattare il nostro sito ai vostri interessi. Per maggiori informazioni o per impostare le preferenze dei cookie, in qualsiasi momento è possibile utilizzare il nostro strumento «Impostare le preferenze dei cookie» riservato a chi è registrato al sito. Accettando si prosegue la navigazione e si acconsente all’ installazione dei «cookie» da parte nostra o di terzi.

Cinque giorni di chiusura per lo Chic Viterbo: serata dal gusto "amaro"

Viterbo
Font

VITERBO - Un sorso di amaro costato cinque giorni di sospensione dell'attività per superamento orario: è accaduto allo Chic Viterbo e oggi Danilo Torrioni pubblica un amarissimo sfogo che dovrebbe far riflettere molte persone.

Pin It

Prima di pubblicare integralmente il testo scritto sui social, dove sta ricevendo solidarietà da centinaia di cittadini, ci permettiamo di fare una considerazione. Questo è un Paese ormai spento, dall'emergenza, certo, ma ancora di più dalla paura. Alle 21 di sera, e siamo ottimisti, non c'è più nessuno in giro per Viterbo, la notte le strade sono deserte e silenziose, come cantava il buon Modugno, esattamente come nel periodo del blocco forzato e dei canti dal balcone. E a quanto pare accade anche altrove, Roma compresa, dove è ormai morta anche la movida per lasciare spazio solo a qualche manipolo di malintenzionati.

L'economia è ferita, e prima che sia defunta è necessaria una reazione, e questa deve venire solamente dal popolo. Ai vertici fa comodo che i cittadini siano zitti, seduti sul divano e magari immersi nel mainstream, che potenzia e amplifica il messaggio. C'è bisogno di vita e dobbiao andare a riprendercela.

Questo potrebbe non sembrare attinente ad una multa data per somministrazione fuori orario, invece per noi è tutto ormai legato, stretto stretto ad un filo che ci sta togliendo l'aria.

A seguire pubblichiamo le parole usate da Danilo Torrioni nel suo post, tutte, senza censure, in cui non cerca alibi, ma prova semplicemente a cercare del buon senso, quello che sembra scomparso dalla faccia della terra, sperando che un domani possa nascere una città diversa.

"E’ con profondo dispiacere e rabbia che sono qui a comunicare che allo Chic Viterbo è stata imposta la sospensione dell’attività da venerdì 28 Gennaio al primo Febbraio e la contestuale chiusura del locale. Sono reo di aver contravvenuto l’Ordinanza Sindacale di deroga oraria per aver protratto la chiusura oltre l’orario consentito. Nello specifico non me la sono sentita di negare un amaro a dei miei clienti storici mentre nel locale io e i ragazzi provvedevamo alle pulizie.

In quell’occasione apprendo che anche la deroga che mi era stata concessa a seguito del famoso 'patto della notte' non era più in essere. Ho pagato le multe perché sono abituato che se si sbaglia si paga, ma in questo caso il prezzo da pagare con una chiusura di 5 giorni è un danno troppo grosso.

Ho cercato invano di mettermi in contatto con un referente agli illustri palazzi comunali senza trovarne uno.

Mi sarebbe piaciuto chiedergli perché sembra quasi provino gusto ad affossare definitivamente questa città alla quale di vivo è rimasto veramente poco. Siamo stati colpiti duramente da una pandemia mondiale che ha messo in ginocchio le attività commerciali, i giovani e meno giovani sono mentalmente provati da quarantene e assenza di luoghi di svago e abbiamo una città che non ha più nessun appeal neanche per i paesi della provincia.

Lo Chic Viterbo non si è mai perso d’animo e ha continuato a credere prima in se stesso e poi in questa città nella quale ogni giorno investo le mie energie cercando di offrire un prodotto trasversale per i giovani. Basta farsi un giro per Viterbo nel weekend per capire che i luoghi di incontro per i ragazzi si stanno estinguendo come i panda in Asia. E questo accade perché chi ha il potere di cambiare le carte sul tavolo prova il gusto quasi sadico di mettere i bastoni tra le ruote in modo continuato alle attività che funzionano, senza concedere la minima attenuante davanti a un errore.

Nessuno nota il personale di sicurezza che tutte le sere vigila sull’attività dello Chic Viterbo, o il fatto che all’ingresso da sempre c’è una persona che controlla il green pass a chiunque varchi la porta del locale. Tuttavia guai a servire un Montenegro a un cliente che si è intrattenuto con la ragazza alla quale fa il filo dopo l’ora della chiusura forzata! La vita è fatta di cose molto più semplici delle imposizioni assurde con le quali costringono a lavorare chi fa un lavoro come il mio.

Abbiamo passato tanti mesi obbligando i clienti ad alzarsi e abbassando la saracinesca alle 6 del pomeriggio e adesso che abbiamo la possibilità di lavorare, si continua col proibizionismo, leggi assurde e sanzioni a gente che, appunto, chiede solo di poter lavorare!

Che male fanno dei ragazzi che temporeggiano sotto un portico oltre l’orario consentito perché non hanno un altro posto dove andare visto che i locali sono tutti chiusi?

Io nutro una profonda rabbia nei confronti di un’amministrazione che fa di tutto per allontanare i giovani da questa città e la cosa peggiore è che ci stanno riuscendo. Ho passato la giornata al telefono a spiegare, nell’imbarazzo estremo, ai laureati dell’università della Tuscia che le loro feste di laurea programmate da mesi dovevano essere annullate. Stessa sorte a chi aveva magari prenotato il proprio compleanno o semplicemente aspettava il weekend per trascorrere del tempo con gli amici .

Mi sento responsabile nei loro confronti, quel senso di empatia e responsabilità nei confronti dei cittadini e degli imprenditori che manca a questa amministrazione. Tutte le energie sono rivolte a creare regole restrittive e a sanzionare invece di trovare soluzioni che possano aiutare questa città a risollevarsi dopo le batoste che la situazione degli ultimi due anni ha dato.

Il mio auguri per Viterbo è di vedere in un futuro prossimo alla guida di questa città dei giovani capaci e propositivi capaci di renderla un posto migliore in cui vivere e lavorare".

T. P.