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Italexit batte tutti sul tempo: presenta i candidati e cala l'asso Paolo Bianchini

Viterbo
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VITERBO - Marco Cardona, in un colpo solo, inaugura la sede elettorale, presenta la lista dei candidati consiglieri e l'alleanza strategica con Paolo Bianchini, ex capogruppo di Fratelli d'Italia a Palazzo dei Priori, da tempo leader del movimento ho.re.ca. Mio, sempre in prima fila contro le restrizioni sul green pass. Tutto sotto gli occhi del leader di Italexit Gianluigi Paragone e cel collega senatore Willliam De Vecchis.

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Una corsa contro il tempo, una lista nata in meno di un mese, definita da Cardona "Avamposto di libertà su Viterbo, dalla delinquenza, da chiusure assurde, e vedrete che torneranno. Avere un sindaco di Italexit vuol dire avere una spalla forte su cui appoggiarsi e un uomo che difende le vostre posizioni. Non potevamo stare in nessuna casa politica, si stanno unendo senza regole, comandati da Roma.

Bianchini, che finora non aveva dato alcuna indicazione sulle amministrative, diventa il nuovo responsabile nazionale del dipartimento turismo e ospitalità di Italexit: l'ufficialità nel pomeriggio, in una conferenza stampa presso la Camera dei Deputati. Ha sparigliato la tavola, scegliendo una realtà nuova, ma con gente che conosce da sempre: "Siamo con Gianluigi, che ha sposato la nostra protesta, pensando alla tutela del made in Italy e la promozione del territorio. Lo prendo come riconoscimento per il lavoro fatto in questi due anni, devastanti per la mia categoria. Arrivo a Marco - ha aggiunto -, che mi chiamò per chiedermi di aiutarlo, non sapendo che stavo parlando da tempo con Paragone. Con lui sono cresciuto insieme a Villanova, poi nel mondo del lavoro, metto il mio impegno per Cardona sindaco, mettendomi a disposizione".

Non sarà candidato consigliere Bianchini, ma promette il massimo impegno: "Con gente che è passata da una lista all'altra, la faccia di Marco è davvero quella pulita".

Alla festa partecipa Paragone, che dona la maglietta del movimento a Cardona e Bianchini e poi spiega la sua sfida: "Abbiamo già vinto perché stiamo giocando con persone nuove, responsabili che hanno entusiasmo. La politica consuma, specie chi si sente padrone della città, riproponendosi ogni volta, ad ogni elezione. Siamo per una Viterbo libera e siamo gli unici che possono liberarla. Gli altri hanno una pasta che prescinde dall'ideologia, che cancella le appartenenze e gli schemi: Forza Italia nel Pd, il centro destra spaccato, perché vogliono conservare il potere.

Marco è potente perché rompe questo schema, la sua candidatura nasce dal basso e si mette a disposizione della città. Quando lo sentirete parlare di impresa, infrastrutture o sicurezza, saprete che lo sta facendo chi nel tempo non ha avuto risposte. Viterbo ha diritto di essere esaltata per la sua identità e deve essere libera ed orgogliosa per essere esaltata. Va premiata la particolarità - prosegue il senatore - ed evitare l'appiattimento che vogliono le multinazionali, con vetrine tutte uguali, un mono brand che uccide l'identità. La colpa di questo è del centrosinistra e male ha fatto il centrodestra appiattendosi su loro, quando sento parlare Forza Italia di vaccini, Brunetta o Ronzulli, non trovo differenze con il Pd".

E ce ne sono pure per la Lega: "Quando ho sentito dire il ministro Garavaglia, leghista, che per coprire i posti di lavoro nel turismo bisogna aprire agli immigrati mi sono chiesto dove sono finite le campagne del Salvini che citofonava. Ma allora tutti quelli che prendono il reddito di cittadinanza non li controlla nessuno? Un provvedimento che aveva una funzione, aiutare chi era fuori dal mercato del lavoro, per rimettercelo. Se non si è in grado di farlo, quella roba diventa un jolly, un vantaggio per il lavoro in nero e un disvalore culturale: che andare a lavorare sia una fatica inutile,. Questa roba qua va cancellata, se non si riporta tutto alla fase di controllo".

Infine l'argomento green pass, per cui ha lottato sin dal primo giorno: "Sul piano amministrativo partiamo da una presa di posizione forte del sindaco, ci vuole qualcuno che dica basta ai controlli su greenpass nei locali o per prendere i figli all'asilo, fermando le verifiche dei vigili. Il sindaco lo può fare e un sindaco di Italexit lo farà. E farà anche altro, prima di entrare a palazzo, ogni mattina deve fare il giro della città, verificare buche, cantieri, lavori e poi relazionare con dirigenti e assessori competenti, magari portandoli sul posto. Non credete ai soldi del Pnrr, sono solo debiti, l'unica cosa da fare è permettere ai sindaci di fare investimenti con i soldi presenti in cassa - conclude incitando la sua gente -: Prendiamoci per mano e facciamo un po' di strada insieme".

Prima della foto di rito con tutti i candidati (seguono i nomi dei 32 in lista) il presidente dell'associazione Danni collaterali ha portato un saluto e ha annunciato che Paragone è stato nominato presidente onorario.

Questa è la quadra, con la foto di gruppo dei presenti, chi era libero da lavoro:

Bertoccini Mauro, Bruni Antonella, Stefania Nulli, Emiliano Cusi, Del Borrello Sabrina, Bellatreccia Rossana, Giovanni Di Claudio, Loredana Ginepri, Carla Gori, Maurizio Grani, Leonetti Manuele, Serena Getuli, Michele Lombardi, Sergio Loreti, Teresa Mancinelli, Di Pietro Michelandelo, Malachin Jacopo, Marco Mattiacci, Nobili Alessandro, Paternesi Paolo, Pazienza Diego, Pizzoni Victor, Poli Fabio. Rondini Pietro, Sabatini Sabrina, Sacripanti Mauro, Santoni Marco, Socciarelli Francesca, Storri Patrizio, Zannella Angela Mara, Spaccapeli Silvia, Fiume Antonio.

Una sfida impegnativa e il senatore Paragone è cosciente dell'impegno: "Questo è solo l'inizio di un percorso con Marco, sappiamo di essere partiti al volo ma può fare bene e su lui punteremo anche per le regionali,. Ci aspettiamo un bel risultato perché sicuramente toglieremo molto al centro destra e alle ammucchiate senza senso, sommando poi il voti di opinione che stiamo catalizzando".

Teresa Pierini