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Chiara Frontini scalda la sua squadra: "Non si ferma il vento con le mani"

Viterbo
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VITERBO - Presentazione elettorale show per la squadra di Chiara Frontini, che stamani si è raccolta al teatro San Leonardo, riempiendolo al massimo della capienza.

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Ben 186 i candidati, magari accompagnati da parenti, potevano giustificare il pienone, ma l'atmosfera è molto calda e l'entusiasmo alle stelle, e si sente. Video, foto e parole: tutto è organizzato nei minimi dettagli, come una convention americana.

Si parte dal momento più buio, la sconfitta al ballottaggio del 2018, con il video che trasuda ancora amarezza, mentre in platea scende il buio. Chiara Frontini sale sul palco e la sua gente si scatena con l'applauso fino alla standing ovation.

Appare la scritta Chiara, da un lato una matita gigante, esorcizzando il voto, dall'altro il claim di questa campagna, "è ora". Al centro la candidata sindaco trattiene a stento l'emozione, ci sono tante cose da dire.

Tante, tantissime, partendo dalla delusione più grande: "Quel 25 giugno 2018 ci siamo impegnati a creare una nuova classe dirigente, senza dar retta a chi diceva che avevamo perso per la spocchia. È un po' come un rapporto d'amore con la città, come in ogni matrimonio ci sono lezioni da imparare. La stretta allo stomaco l'abbiamo provata, è vero, ma è durata una notte. Oggi siamo il triplo e questa sala lo dimostra, non ci siamo mai fermati. Quattro anni fa circa la metà dei viterbesi non ha creduto in noi, forse pensava che non si poteva fare peggio, e invece no, lo abbiamo visto. Oggi ci sono 186 cuori che battono per Viterbo e teste che hanno condiviso un progetto, superando gli ostacolo delle ideologie, la classe dirigente che auspicammo allora".

Inizia a presentare i candidati, quei 186 donne e uomini divisi in 6 liste, proposti nel "santino" elettorale andando in ordine alfabetico del nome di Battesimo. Si ferma alla lettera D, poi di volta in volta farà altri gruppi, sempre chiamandoli per nome. Nessuno sale sul palco, resta solo lei, che prosegue: "E' una squadra civica che lavora e rischia per la città, se Viterbo è ridotta così è perché abbiamo vissuto il modello della scelta del mediocre contro l'abile e le accozzaglie di partiti, da Manuale Cencelli. Siamo diversi ma non divisi, ogni differenza si unisce negli obiettivi comuni. Se vedete in me il vertice della squadra, io vedo in voi i contenuti e le gambe per fare. Rispetto, valore, dialogo, confronto, così possono nascere le idee migliori. Le competenze ci sono tutte, quello che serve per risollevare una città in emergenza, metteteci alla prova". 

La Frontini prosegue in quello che sembra più un comizio, o una prova di impatto pubblico con la città, che una presentazione vera e propria, avendo davanti le persone che porteranno in giro le sue idee, provando a raccogliere voti. Tante le tematiche toccate, una sorta di sunto di altrettante presentazioni pubbliche, viste in vari posti della città nei giorni e nelle settimane scorse. Si muove da leader, richiama il pubblico che non le risponde, vuole l'approvazione per proseguire, arrivando ad una sorta di sondaggio vero/falso che sembra quasi una professione di fede pubblica.

 

Sul palco scorrono le foto simbolo che hanno fatto la storia, dagli operai a pranzo sul cantiere volante, fino al dito che punta alla luna: "Siamo qui per essere quelli che guardano la luna e non il dito, stiamo affrontando un esame sapendo di aver studiato, noi andiamo al giudizio dei viterbesi tranquilli e sereni sapendo di aver dato tutto, per amore per questa città. Chi sostiene qualcosa di diverso o non ci conosce o è in malafede - prosegue - . Nel movimento convivono molte anime, ma con inclusione, pari opportunità e attenzione agli ultimi, questo è guardare la luna".

Un piccolo passaggio dedicato agli altri, veloce: "Non abbiamo cambiali da pagare o riscuotere, ma solo cuore e libertà - aggiunge -. Non risponderemo a quello che dicono gli altri, ma sappiamo perché lo fanno, qualsiasi esternazione che non sia di contenuto è solo terrore del cambiamento, perché non si ferma il vento con le mani. Viterbo non ha tempo, questo è un momento d'oro per lo sviluppo, dateci modo di metterci alla prova".

Conclude riallacciandosi al vecchio slogan, Io sono Chiara, gli altri sono il caos, e fa un ultimo appello ai candidati: "Non è vero che non cambia niente, soprattutto se cambiano i volti, uscite e portate ad almeno 10 persone le emozioni vissute qui dentro, così non ci saranno più ne disillusi ne scoraggiati, e se li trovate ancora portateli a Casa Viterbo, fateci raccontare cosa vogliamo fare. A chi è già stanco della campagna elettorale dico una cosa... votateci e fateci vincere al primo turno e risparmiamo due settimane di tempo che Viterbo non ha. Scegliete il candidato migliore non i 'cugggginl' (con tante g), il vicino il parente, ma il progetto che guiderà Viterbo per 5 anni".

Saluta e ringrazia tutti, nominando lo staff uno per uno, soprattutto Fabio: "Che ha mollato tutto per seguire un sogno". Partono le note di "Essere umani" di Marco Mengoni, un mazzo di fiori e tanti abbracci. E' iniziata ufficialmente la campagna elettorale.

Teresa Pierini