VITORCHIANO - Primo abbraccio "azzurro" per Antonio Tajani che avvia la campagna elettorale nella Tuscia incontrando la sua gente, quella che dal 1994 lo sostiene, nell'incontro che si è svolto presso La Dimora.
Molto è cambiato in 25 anni nel partito di Berlusconi, specie in questi ultimi mesi, contraddistinti da molti transfughi verso altri lidi alleati. Ieri serà però Tajani, sostenuto come sempre dal senatore Battistoni e da Ciarlanti e Bacocco, ha riunito in modo informale, senza lustrini, poster pubblicitari o effetti speciali, tantissime persone da ogni luogo della provincia.
Presenti il prefetto Bruno, in rispetto del ruolo istituzionale del presidente del Parlamento Europeo, moltissimi sindaci, compreso Arena, con l'assessore Sberna e i consiglieri Marini, Achilli, Lotti e Bugiotti.

Sono proprio Arena e Marini a sottolineare il suo legame con Viterbo e l'impegno da sempre profuso, concretizzato in migliaia di euro di fondi, specie quelli utilizzati per il progetto Plus, descrivendolo come un politico lungimirante che ha da sempre grande attenzione per il territorio e i giovani.

Stesse parole da parte di Dario Bacocco, che dopo aver ricordato il suoi messaggi di cordoglio per gli attentati e i morti nelle chiese cristiane, si è complimentato per gli incontri pomeridiani con il mondo produttivo e tutti i sindaci di centro destra, dimostrando vicinanza oltre la campagna elettorale, incontro citato anche da Romoli, che ha notato la grande attenzione verso gli amministratori, anche se di piccoli comuni, e la disponibilità sempre pronto nel parlare la nostra lingua a darci supporto.


Infine Battistoni, che non ha nascosto la soddisfazione: "Grazie per la vostra grande risposta che trovo emozionante - ha precisando salutando i presenti -. È il momento di fare i fatti, impegnarsi per affrontare questa campagna. Per noi è Antonio, da sempre, ma è pur sempre il presidente del Parlamento europeo. Viterbo con lui c'è sempre stato e ci saremo ancora perchè è lui l'unico che può ottenere i giusti ruoli in Europa, dopo le elezioni. Siamo pronti a correre anche per ottenere risultati rispetto agli alleati" ha concluso sottolineando l'accordo con l'Udc e Noi per l'Italia, rappresentata dal coordinatore provinciale Pietro Lazzaroni e dal vice sindaco di Sutri, Felice Casini, movimenti inseriti nelle liste delle Europee e in alcune amministrative, tra cui Civita Castellana.



Parte così la campagna elettorale europea di Forza Italia, con Tajani che prende la parola affrontando la grande sfida, sia personale che politica, e lanciando il primo messaggio: "L'Italia ha bisogno di chi occupi lo spazio tra Lega e Pd, persone che non vogliono la sinistra ma nemmeno la destra che urla, la segreteria di Zingaretti sposta l'asse, tocca a noi occupare lo spazio dei moderati. Siamo l'unica forza per contare in Europa: Draghi e Mogherini se ne andranno, se la Presidenza spetterà al Ppe io mi ricandido".

L'Europa, la sua casa da anni, che ancora considera fondamentale: "Sono stati commessi errori ma non dall'Europa ma dai Paesi membri, che non sono in grado di cogliere le opportunità. Non dimentichiamo che 250 miliardi di euro in beni italiani circolano in Europa e ormai lo sanno tutti, nessuno parla più di uscita, anche dopo l'esperienza dell'Inghilterra. Certo l'Europa deve essere meno burocratica e servire ai cittadini - ammette - non il contrario, serve più democrazia e più potere al Parlamento e meno alla Commissione. Questo voto serve anche all'Italia, se stiamo tra 10 e 14% daremo una bella spallata al governo, gli diremo che la gente vuole il centro destra, come le amministrative hanno dimostrato. La lega è già al suo massimo, dobbiamo crescere noi".


Infine la sua priorità più grande: "La sfida più grande non è l'immigrazione ma il lavoro. Dobbiamo aiutare il lavoro, non serve reddito di cittadinanza e nemmeno quota 100, gli imprenditori che ho incontrato oggi mi hanno detto che hanno avuto nuovi pensionati ma non li hanno rimpiazzati. È necessario aiutare ad assumere giovani e i cinquantenni che hanno perso il lavoro, i primi devono imparare, gli altri possono insegnare. E poi ci sono le grandi idee, quelli dei nuovi imprenditori che non ottengono fondi perché non ci sono garanzie, in Italia ci sono 4 milioni di piccole e medie imprese e c'è un importante ritorno all'agricoltura, il reddito di cittadinanza spegne la voglia di chi vuole provarci, lo Stato deve mettere in condizione di lavorare, ognuno deve essere messo in condizione di realizzare il proprio sogno. Basta con i no, magari usati come scusa contro la corruzione: se ci sono i mascalzoni e se questi prendono appalti c'è la polizia, i carabinieri e la finanza, loro devono metterli in galera, non bisogna certo smettere di fare gli appalti".
La chiusura tocca quella tradizione religiosa già messa in evidenza: "Rispetto dell'uomo e la libertà di scegliere sono frutto delle nostre radici cristiane: non si toglie il crocifisso dai nostri muri perché non dobbiamo dimostrare di rinunciare alla nostra identità; io apro le porte di casa ma tu rispetti le nostre regole. Siamo noi che dobbiamo rispettare la nostra identità, non siamo massa ma persone, non siamo numeri, e tutti siamo utili proprio perché diversi. Io sono qui perchè ci credo e combatto, dopo aver fatto il Presidente del parlamento europeo potrei essere sazio, ho toccato il massimo .. e invece ci sono".

La serata si è conclusa a tavola, con l'immancabile porchetta (ormai must di ogni campagna elettorale) e una torta dedicata proprio a Tajani.
Teresa Pierini
