VITERBO - Mentre la città attende il Trasporto della Macchina di Santa Rosa, l'associazione Take Off recupera un'antica tradizione, che risale al XIV secolo, realizzando il bozzetto della storica macchina del Santissimo Salvatore, come da indicazioni precise raccolte nei documenti studiati nel 1997, dopo la caduta della cinta muraria.
Il bozzetto, realizzato da Luca Occhialini e Divina Prugnoli coinvolti da Silvio Cappelli, è stato donato questa mattina al Sodalizio, nella sala consiliare di Palazzo dei Priori, un gesto formale che permetterà ai cittadini di ammirare questo manufatto (anche il trittico allì'interno è dipinto) e magari supportare il team attraverso la Rete della Grandi macchine a spalla, per il ritorno della Macchina a misura reale e il relativo trasporto.

La festa si svolgeva il 14 agosto, forse dal 1283, la prima data in cui si riscontra la presenza del trittico, con l'ingresso della macchina nella chiesa di Santa Maria Nuova, come spiegato dal parroco don Mario Brizzi: "L'ordine di sfilata delle corporazioni è codificato da documenti del 1344, e per cinque secoli Viterbo ha rispettato questa cerimonia, peccato che sia persa. Da tempo abbiamo costituito un comitato per recuperare questa tradizione, siamo aperti ad ogni iniziativa".


Complimenti da parte dell'assessore De Carolis: "Per lo studio che fa riscoprire le nostre radici viterbesi. pare che in quei giorni si svolgesse anche un palio, in piazza San Silvestro, poi diventata piazza del Gesù, andrebbe recuperato". Il sindaco Arena ha sottolineato la curiosità per cui i documenti siano venuti alla luce cercando informazioni sulla cinta muraria crollata.
Massimo Mecarini ha annunciato che il bozzetto sarà esposto al Museo del Sodalizio: "Custodiremo questo dono mostrandolo a tutti, vedremo se sarà possibile realizzarla a grandezza naturale, se sarà fatto, noi Facchini la porteremo. Questa macchina si unisce alla nostra, alle Mini macchine, a quella di santa Maria liberatrice, è forse è il momento di lavorare per istituire la Città delle grandi macchine a spalla".
Teresa Pierini
