Il nostro sito utilizza cookie e tecnologie simili per ricordare la vostra visita, raccogliere statistiche delle visite e adattare il nostro sito ai vostri interessi. Per maggiori informazioni o per impostare le preferenze dei cookie, in qualsiasi momento è possibile utilizzare il nostro strumento «Impostare le preferenze dei cookie» riservato a chi è registrato al sito. Accettando si prosegue la navigazione e si acconsente all’ installazione dei «cookie» da parte nostra o di terzi.

Teatro Unione, si parte dal cartellone Atcl: dieci spettacoli dalla prosa alla musica

In Citta'
Font

VITERBO - Presentata ufficialmente la prossima stagione teatrale, che prosegue nell'esperienza dello scorso anno: un cartellone con dieci spettacoli organizzati da Atcl, associazione teatrale fra i Comuni del Lazio. In conferenza, ospiti del sindaco Arena, che eredita l'assegnazione dalla giunta Michelini, Luca Fornari e Alessandro Berdini, per l'organizzazione, e Gabriele Lavia, tra i protagonisti di un rarissimo Pirandello (I giganti della montagna), in scena il 23 febbraio. Presente anche Stefano Evangelista, presidente del consiglio comunale.

Pin It

E' Fornari ad aprire l'incontro: "Sono particolarmente contento di essere qui, come Atcl abbiamo accolto una sfida in corsa lo scorso anno, i risultati ci premiano e siamo qui. L'amministrazione ci ha confermato la stima, sindaco Arena e assessore De Carolis ci hanno supportato individuando il teatro come luogo principale della città, impegnandosi ad aprirlo completamente, ricordo che la nostra è una struttura finanziata da enti e amministrazioni per portare cultura e spettacolo. Grazie a tutto il personale che ha reso possibile il successo".

Berdini, direttore artistico, ha descritto i vari appuntamenti aggiungendo che: "E' necessario rilanciare il patrimonio teatrale delle nostre città, arriveranno, tra gli alri, Dapporto, Placido, Bocci, Lavia, Buccirosso, Arena e la Morante, tutti del panorama nazionale dello spettacolo; tre opere sono mutuate dal cinema due di Monicelli (Un borghese piccolo piccolo e Parenti Serpenti) e una di Scola (Ballando ballando)".

Il primo appuntamento il 27 ottobre con "Un borghese piccolo piccolo" (Massimo Dapporto), seguito il 10 novembre da "Pur di fare musica" (Paolo Belli), il 24 da "Le Bal, l'Italia balla dal 1940 al 2001", l'11 dicembre "Sei personaggi in cerca d'autore" (Michele Placido), "Che disastro di commedia" il 21, il 12 gennaio "Pesce d'aprile" (Cesare Bocci e Tiziana Foschi), il 23 "I giganti della Montagna "(Gabriele Lavia) in anteprima nazionale, il 1° marzo "Il pomo della discordia" (Carlo Buccirosso) e il 28 "Parenti serpenti" (Lello Arena), l'11 aprile "Voci nel buio" (Laura Morante).

Costi biglietti: platea intero euro 26, palchi I e II ordine, da 14 a 24 a seconda del piano e della posizione, ridotto da 24 e palchi da 10 a 22, sempre con diritto di prevendita da 1 a 2,5 euro; abbonamenti dal 24 settembre (con diritto di prelazione entro il 22 per gli abbonati della scorsa stagione), costo da 85 (palco lateralissimo) a 185 euro (platea) con abbonamento speciale Under 25 a 60 euro (palco laterale, lateralissimo III e IV ordine).

Gabriele Lavia ha portato il teatro a Palazzo, raccontando, da attore consumato la sua idea di spettacolo e quello che sta preparando, che sarà in anteprima all'Unione: "Metto in scena un testo che non è stato finito, l'ultimo testo di Pirandello, il più grande dopo Skapespeare, famoso per poche parole 'Essere o non essere, questo è il problema'. Poche parole per diventare il più conosciuto? - precisa mentre recita un brano dell'autore siciliano, un classico tema sulla vita -. Chi è l'uomo? E' questa la domanda. 'I giganti' racconta la morte della poesia, che per lui è il teatro. La messa in opera di cosa? L'uomo è chi legge la poesia e si rende conto di cosa deve essere l'uomo. Il teatro, dal greco, luogo dello sguardo, il luogo utile all'uomo, che assistendo alla rappresentazione di sé stesso si riconosce, chiudendo un cerchio".

Lavia spiega il filo che lega ai Giganti a "Sei personaggi", in entrambi i casi ci sono 6 esseri, una volta sono i personaggi, stavolta sono gli attori che vanno dove ci sono i personaggi. "Rovescia l'opera, dando vita ai suoi strani e curiosi soggetti, tinti a colori violenti degli espressionisti. Tra le ultime cose scritte da Pirandello, i personaggi pensano di recitarla tra di loro, ma non sarebbe giusto, perché il teatro è per il pubblico, quindi vanno dai Giganti, ma qui si interrompe il testo, che rimane incompiuto, dai primi appunti scritti dal figlio sappiamo che gli attori vengono mandati dagli operai che, senza cultura, pensano di sbranare la protagonista. Ma questo atto non fu mai scritto, Pirandello fece in tempo a dirlo al figlio senza poterlo dettare integralmente. Aveva pensato ad un albero saraceno nella piana di Mazara del Vallo, luogo di morte per definizione. È lui che muore e non sapremo mai se avrebbe cambiato il finale, burlone come sempre. Finisce con le parole "Ho paura, ho paura", pronunciate dagli attori al sopraggiungere dei giganti. Strehler ne creò un finale meraviglioso, nato per caso: finiva con un carretto diviso in due dal sipario in ferro che scendeva, un finale perfetto creato casulamente in un momento di distrazione e fine prova, a notte fonda. Ma questo è stato fatto e io proverò ad avvicinarmi alla favola scritta dal figlio, raccontata in modo particolare dagli attori più giovani".

Un incantato Arena ha portato i saluti istituzionali: "Grazie ad Atcl per questo cartellone, che sicuramente incontrerà tutti i gusti del pubblico. Grazie a Lavia per questi minuti bellissimi e il dubbio che ci hai instillato, essenza di vita. Posso confermare l'impegno dell'amministrazione a completare il teatro, il Ridotto e tutta la struttura - ha sottolienato il sindaco rispondendo ad una domanda sul futuro della struttura, che preveda produzione e coinvolgimento di tutte le realtà locali -. Il futuro del teatro è farlo vivere e dare maggiori opportunità, coinvolgendo giovani e dando occupazione. Daremo un'anima al teatro e speriamo di farlo già dal prossimo anno. Intanto, come già annunciato sui social dall'assessore Contardo, restaureremo la carrozza e la metteremo nel foyer del teatro, già da questa stagione.

Sul futuro della gestione è intervenuto anche il direttore Berdini: "Conosco questo territorio da 40 anni e le ho viste tutte, il teatro è riaperto ed è necessario non sbagliare, deve essere un luogo di prospettive per tutte le realtà. Va fatto tesoro di tutte le possibilità dando una sensazione di stabilità. Siamo una struttura di servizio, siamo di accompagnamento, giusto che il sindaco trovi la quadra".

Vedremo per la stagione 2019/20, con pianificazione immediata, al momento pronti ad applaudire quanto di buono sarà portato sul palco, comprese alcuni spettacoli che saranno proposti dalle associazioni culturali locali, in attesa di un progetto organico che faccia diventare il teatro Unione un luogo di eccellenza artistica, con scuola e produzione teatrale.

Teresa Pierini