VITERBO – Inaugurata all'Unitus la sede dell'Its, Istituto tecnico superiore alta formazione per le nuove tecnologie per il made in Italy, che usufrirà di due aule all'interno del Deim, dipartimento di economia, ingegneria, società e impresa. L'istituto, che esiste dal 2008, utilizzerà anche il CGA, Centro grandi attrezzature, che è stato ampliato e potenziato proprio grazie a questa nuova sinergia e il contributo della Fondazione Carivit, fermo da una decina di anni.
E' il rettore Ruggieri a raccontare come si è arrivati ad unire la tecnologia dell'Università della Tuscia con le occasioni professionali post diploma offerte agli studenti: “Its aveva disponibilità ma non sapeva come utilizzarle al meglio, noi dipartimenti e truttura universitaria. Insieme abbiamo fatto nascere il Centro grandi attrezzature. Con le nostre forze e il nostro personale tecnico abbiamo creato un laboratorio di produzione di birra, pane e pastorizzazione latte e bevande, speriamo presto di aggiungere una cantina. Sappiamo quanto i nostri tre dipartimenti scientifici siano di eccellenza, ora siamo più forti anche grazie alle attrezzature. Ora il Centro deve essere a disposizione del territorio e ringrazio il sindaco Arena e l'assessore Sberna che sono a disposizione. Come Università abbiamo fatto un investimento che camminerà presto da solo, rimanendo a disposizione delle aziende medio piccole, e magari studenti che vorranno creare un buon spin-off; siamo aperti, e a costi ragionevoli, per spin-in, mettendoci a disposizione, così avremo ancora risorse per fare ricerca. Un'ottima rete di collaborazione convogliata in modo concreto”.
Alla cerimonia doveva essere presente il vice presidente della Regione Lazio Smeriglio, che trattenuto a Roma ha mandato un messaggio di saluto, in cui ha sottolineato la positiva unione tra università e imprese, in grado di dare occasioni di lavoro.
Il sindaco Arena, presente insieme all'assessore Sberna e al consiglieri Achilli, ha apprezzato il progetto: “Iniziativa valida messe a disposizione di tutti, del mondo produttivo, a cui fornirà qualificazione. L'amministrazione è pronta a seguirvi ed individuare le possibili opportunità”.
Il presidente della Fondazione Carivit, Marco Lazzari, ha puntato l'attenzione sull'investimento stanziato una decina di anni fa dall'allora presidente Perugi: “Sono lieto di proseguire il lavoro avviato alla presidenza Perugi. Se consideriamo i 600 mila euro previsti, e ora versati, diamo la giusta rilevanza a tutto questo, specie perché la Fondazione finanzia ogni anno circa 700 mila euro tra proposte culturali e scientifiche, quindi immaginate l'interesse da tempo riconosciuto a questo progetto”.

Ma cosa è l'Ist? A ricordare l'importanza di questa istituzione è stato il presidente Euguenio Stelliferi: “Gli Istituti tecnici superiori sono nati per dare una risposta ai ragazzi che non fanno università ma vogliono approfondire il settore tecnico. Sono sette in tutta la regione, due nel viterbese, uno sul comparto alimentare e l'altro per i servizi alle imprese. Coinvolgono 25 ragazzi per due anni, alternando quadrimestri di teoria, qui all'università, e pratica nelle aziende. Siamo i primi a realizzare tutto questo e daremo occasioni e risposte. Restiamo a disposizione delle associazioni di categoria, specie agricole, la Camera di commercio, Unindustria, i Comuni, che tra l'altro sono tutti nostri soci fondatori. Ora ci aspettano due percorsi formativi sperimentali, finanziati per 200 mila euro. Dobbiamo avviarsi verso l'Accademia del gusto, in collaborazione con gli istituti alberghieri con cui stiamo già parlando, proseguiremo con Farinetti e Ferrero”.
Luca Proietti De Santis, presidente del CGA, non ha nascosto le sue ambizioni: “Ora vogliamo far diventare il CGA un punto di ricerca per le aziende e per la formazione interdisciplinare dei nostri studenti. Pensando anche agli altri abbiamo istituito una Summer School estiva per 20 dottorandi su tutto territorio nazionale, che potranno utilizzare il laboratorio per ricerche e progetti. Un buon passo per la transizione dei ragazzi dal mondo accademico a quello professionale”.
Il professor Nicolò Merendino (Progetto Ateneo – Its) ha spiegato a grandi linee il percorso necessario alla produzione degli alimenti, portando ad esempio la birra, dove sarà seguito ed analizzato l'intero processo. Lo scopo finale sarà inventare nuovi alimenti prendendo spunto dalla produzione tradizionale, creando addirittura alimenti che possano essere coadiuvante delle cure.
Sono poi intervenuti Diana De Santis, anche lei concentrata sulla composizione degli alimenti e sull'illustrazione delle apparecchiatura, tra cui Roboqbo, che prepara e cucina, decisamente in grande, come un famoso elettrodomestico casalingo, ma contemporaneamente stima e verifica con le analisi, realizzando anche prodotti di cosmetica.
Infine Alessio Cimini si è concentrato sulla birra, sull'importanza della coltivazione dell'orzo per la tuscia, in cui si produce una forte percentuale del fabbisogno nazionale, almeno del 40% della made in Italy, il resto viene importata.
Presenti anche la Asl, con il direttore generale Daniela Donetti, e la Copacri con il direttore Maria Cristina Solfizi. Entrambe hanno sottolineato l'intelligente lavoro dell'Università della Tuscia che, operando in stretta e fattiva collaborazione con le realtà locali, riesce sempre ad aggiungere concreti vantaggi di alto valore scientifico ad ogni collaborazione.



L'inaugurazione si è conclusa con la visita al Centro Grandi attrezzature e la degustazione del pane realizzato con lievito madre a lunga maturazione e il Betaglucano, che contribuisce a mantenere sotto controllo il colesterolo nel sangue; insieme è stata degustata la birra Bohemian, solo 3 gradi ma un ottimo gusto, realizzata fermentando orzo coltivato ad Acquapendente e luppolo di Bassano Romano.
Teresa Pierini
