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Verando stupisce i giudici di Masterchef con il coniglio leprino e passa la prima fase

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VITERBO - Di nuovo un viterbese in tv: stavolta per meriti ai fornelli, premio di una passione irrefrenabile. E' Verando Marco Zappi, 33 anni, professionista del marketing. Il programma è Masterchef, la produzione Endemol trasmessa da Sky, che ieri sera, 17 gennaio, ha mandato in onda la prima puntata.

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Verando si è presentato con il suo carico di colorata simpatia (farà scuola il suo gilet), il grande amore per il cibo, per la sua terra e soprattutto per la moglie Eleonora Padovan, conosciuta solo due anni fa e da uno diventata la sua sposa, come tiene a sottolineare.

E' uno degli 80 aspiranti concorrenti che si presenta davanti ai giudici Bruno Barbieri, Joe Bastianich, Antonino Cannavacciuolo e la new entry Giorgio Locatelli. Al suo fianco Eleonora, che lo ammira dalla balconata, e un piatto già avviato, pronto allo sprint finale degli ultimi 5 minuti di completamento live davanti ai giudici.

Sui fornelli arriva tutta la Tuscia, con il suo valore, i suoi profumi, il gusto sopraffino: Verando propone un secondo, il coniglio leprino della Tuscia, ripieno di pesto di nocciole (e sarà stata la Gentile Romana dei Cimini), accompagnato da fegatini glassati con l'aleatico di Gradoli. Un condensato di Tuscia che fa sorridere i giudici, ma che lo porta anche molto avanti nel gradimento, come confessa Bastianich che ammette di cercare concorrenti fortemente legati al proprio territorio.

La cottura finale è un misto di comicità e tensione, tra un gilet che viene definito orrendo e la padella che scoppietta mentre la salvia, forse bagnata, va ad insaporire il lombo di coniglio. La simpatia di Verando è contagiosa, e nonostante qualche critica sulla salsa poco rappresa, sul coniglio troppo cotto e fin troppo asciutto, il piatto "Ehi coniglio, hai fegato" convince tre giudici su quattro, gli viene riconosciuta proprio quella personalità e comunicazione del territorio che cercano, e chissà se, visto il suo lavoro, non sia stata proprio l'esperienza sul campo a portarlo a vincere. Solo Cannavacciuolo non si convince ma bastano gli altri tre si per andare avanti, al passo successivo.

Ora la gara si fa difficile, è prevista la sfida tra i 40 aspiranti concorrenti nell'hangar, ma intanto il primo passo è fatto, il grembiule è conquistato, a patto che si tolga il gilet, quello che ironicamente finisce indossato da Bastianich.

Tutto fa spettacolo, e in questo caso, tutto è promozione di una terra che ha nei suoi prodotti di punta il vero diamante di valore.

Non resta che tifare per Verando e sperare che ogni puntata ci sia un pezzetto di Tuscia nei piatti di Masterchef 8.

Teresa Pierini