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Centoventi anni di valori nello sport: la festa della Polisportiva Lazio

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ROMA - La Capitale si inchina alla Polisportiva Lazio, la società più grande e più antica d'Europa, che ha portato il calcio a Roma e nel totale gestisce da centoventi anni ben 79 discipline diverse, tutte con i colori bianco-celesti e l'aquila sul petto.

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Basterebbe la squadra di calcio, la S.S. Lazio, per fare festa, almeno per l'impatto mediatico che in queste ultime settimane la sta portando all'attenzione di tutto il Paese, recente vincitrice della Super Coppa Italiana e stabile ai piani alti della classifica di serie A. Dietro questo però c'è tutto il mondo Lazio, che ai centinaia di atleti, sia uomini che donne, dai pulcini ai professionisti, che corrono dietro ad un pallone, vanno a diventare migliaia dell'universo biancoceleste. Nuoto e canottaggio, perché nascono come "uomini di fiume", atletica leggera, per cui tutto iniziò a piazza della Libertà il 9 gennaio 1900 e ancora basket, anche in carrozzina, scherma, che vanta medaglie e successi, pallavolo, softball, la versione femminile del basball che negli anni 80/90 era imbattibile, forte di 6 scudetti e una coppa campioni. E tutti gli altri, settantanove discipline, che significano aggregazione, socialità, voglia di esserci e di vincere rispettando il motto ‘Concordia parvae res crescunt’ che significa ‘nell’armonia anche le piccole cose crescono’.

Nel giorno del compleanno, il numero 120 della sua gloriosa storia (10 Campioni olimpici, 16 titoli mondiali, più di 500 titoli nazionali e internazionali, oltre a circa mille titoli conquistati nelle categorie minori e giovanili) il Coni, rappresentato da Franco Chimenti, ha aperto le porte del Salone d'onore, che si è tinto dei colori del cielo in modo gioioso.

Impossibile raccontare la lunga fila di campioni che sono stati premiati, tutti con una motivazione unica: aver vinto portando il vessillo della Lazio, tanti i campioni olimpici, come Gionta e Guerrini con oro al collo, del mondo, Angelo Peruzzi, e nazionali che hanno conquistato il palco per indossare la medaglia realizzata per l'occasione. "Oggi lo possiamo dire - è stato sottolineato - la Lazio ha realizzato la sua missione, i fondatori sarebbero stati lieti della valanga biancoceleste di atleti che in questi anni hanno tenuto alti i valori di questa società, che ha portato lo sport a tutti senza distinzione di genere, razza, religione, ceto sociale". 

Quella Lazio che nel primo conflitto diventò punto di riferimento per merito di tante donne, tra cui Grazia Deledda, che aprirono asili per figli di reduci e usarono campi e sedi per sfamare le persone in difficoltà, in una sorta di mutuo soccorso, senza considerare il triste pegno in sangue che fu dato dai giocatori della prima squadra che non tornarno dal fronte a cui oggi si cerca di ridare onore con uno scudetto ingiustamente negato, quello del 1914-15, con la Lazio chiamata ad una finale con il Genoa, mai disputata per motivi bellici.

Pensando a quei valori è nata la Fondazione S.S. Lazio 1900, lo sport per tutti, che coinvolge ovviamente il presidente generale Antonio Buccioni, presidente generale onorario Emmanuele Francesco Maria Emanuele e il vice presidente generale vicario Federico Eichberg, tutti presenti e protagonisti della giornata. "Esprimo la mia gioia, sempre più grande, su ciò che leggo quotidianamente, i grandi successi - ha sottolineato il prof. Emanuele -. Siamo un'istituzione storica e mi dispiace che si scarti la sacralità della nostra storia mettendo in evidenza altro. Al di là dei successi che continuano e aumentano, noi siamo la visione anticipatrice di ciò che è accaduto dopo, lo dimostrano i fatti, noi siamo un unicum. Finché avrò forza e disponibilità contate sulla mia vicinanza, specie sulla solidarietà civile, io ci sarò sempre".

Parole confermate dal presidente Buccioni: "Siete una famiglia meravigliosa, la più bella pagina di sport scritta in questa città. Dobbiamo ricordare i ragazzi che non tornarono dalle guerre, le migliaia di operatori che hanno dedicato la loro esistenza volontaria al servizio delle sezioni, i supporter, i tifosi. Ricordo il terzo derby Roma Lazio nel 1930, i due anni precedenti li avevamo persi, nel terzo segna la Lazio... due tifosi sventolarono la nostra bandiera in mezzo a soli supporter giallorossi, a loro, al loro esempio, dobbiamo tutto. A loro è dedicato l'impegno della nostra tifoseria". Occasione per ricordare due giovani, Vincenzo Paparelli e Gabriele Sandri.

Proseguono le premiazioni, e poi si arriva al presidente Lotito, che come sempre non la manda a dire: "Veniamo dalla serata a Castel Sant'Angelo perché siamo la prima squadra della capitale, nella sala dove c'e l'aquila, nostro simbolo e valore. Noi siamo la Lazio e tutti ci devono rispettare anche perché vinciamo con merito, lo dice anche la nostra storia, 120 anni fatti di valori di sport e società civile, fondamentali per superare gli steccati e aiutare gli altri. Siamo un esempio di valori, lo siamo stati anche in passato, per questo ci hanno permesso di omaggiare con una corona i caduti all'Altare della Patria, caduti che sono anche nostri. La nostra è una grande famiglia, con tanta forza per unione e organizzazione, che diventa credibile per l'impegno di tanti, e i risultati della Lazio dimostrano che non ci sono solo i fondi ma che si vince anche con l'unione. Insieme cambieremo lo sport, sia italiano che internazionale". Con lui sale tutto il mondo del calcio laziale, quello dello scudetto del '74, con Wilson, quello del 2000, con Marchegiani, e poi Giordano, e tutti gli altri, anche di campionati lontani nel tempo.

Sale anche Nicola Pietrangeli, che ricorda il suo passato da giovane giocatore, alla fine degli anni '50, e poi gli allenamenti con la Lazio di Maestrelli.

Segue il calcio Femminile a 5, che vanta due giovani campionesse, e una serie di campioni, tutti fieri vincitori di campionati e coppe.

Altrettanto corposa la formazione del nuoto, anch'essa con campioni di ieri e di oggi, presente anche Paolo Barelli, presidente della FIN e della Lega europea del nuoto, come quella del Canottaggio, con l'appello alla crescita del circolo, perché è giusto che riaffermi la sua vocazione.

Oltre alle medaglie, torna il Premio Bigiarelli, dedicato al fondatore, che per la seconda edizione viene assegnato a nove grandi laziali: Franco Chimenti, Emanuele Emanuele, Paolo Barelli, Felice Virno, Claudio Lotito, Igli Tare, Marco Parolo (che lo riceverà prima di Lazio Napoli) Gianluca Pollini (discendende della famiglia Bigiarelli) e Diego Latini. Con l'occasione il presidente Lotito ha premiato il presidente generale della Polisportiva Lazio, definito "custode della storia", Antonio Buccioni: "Non solo per la carica ma per la passione, l'impegno che mette ogni giorno. Noi apparteniamo ad una grande famiglia e non dobbiamo dimenticarlo".

La mattinata è proseguita con il riconoscimento a tutte le varie discipline, che questo pomeriggio la Curva Nord onorerà con una coreografia dedicata ad ogni sport che porta il vessillo dell'Aquila bianco-celeste.

Nel pomeriggio l'appuntamento è proseguito in piazza della Libertà, a due passi da Piazza del Popolo, luogo di nascita della Polisportiva Lazio che con questa presenza rivendica i natali nel cuore della Capitale, come sottolineato nei brevi discorsi dei protagonisti: "Siamo nobili e antichi con un immenso futuro davanti a noi, la più bella favola nata in questa città", orientati al futuro, specie nell'ottica dell'impegno della nuova Fondazione: "Che faccia da traino ai nostri lavori e diffonda la lazialità, sempre di più nel segno della tradizione che si tramanda nelle generazioni", parole importanti che hanno portato all'inaugurazione di tre leggii dove è riportata la nascita della società:

Tra le curiosità del luogo: la Polisportiva nacque davanti la stazione della linea ferroviaria Viterbo, Civita Castellana, Roma (che ora si ferma al di là del Tevere, in piazzale Flaminio), e una parte dell'edificio ora ospita la fondazione Sandri.

"Buon compleanno a tutto il popolo laziale - ha concluso Pollini - : quattro anni fa adottammo la piazza per ricordare che abbiamo un luogo e una storia certificata. La nostra idea è di fare un busto a Luigi Bigiarelli, il popolo laziale deve supportarci". 

Il pomeriggio si è concluso con un medley di brani del mondo Lazio cantati da Toni Malco, che ha chiuso, ovviamente, con Vola, Lazio, Vola, cantata a squarciagola dai supporter presenti.

Teresa Pierini