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Lo sfogo di Viola: "Non siamo untori e per fortuna ci sono persone bravissime"

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VITERBO - La pace di Bagnaia è stata scossa dal Coronavirus anche se, diciamolo subito, è tutto sotto controllo per i casi che sono stati riscontrati ed isolati. Gran parte dell'atteggiamento di sospetto nasce da una questione burocratica: essendo una frazione del comune di Viterbo la comunicazione istituzionale non ha mai evidenziato casi, lasciando le notizie sospese, qualche volta diventando fonte di chiacchiera se non paura.

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Tra il dire e non dire purtroppo si crea più danno che altro, e stamani è stato pubblicato sui social uno sfogo di una ragazza bagnaiola che pubblichiamo integralmente, con la sua rabbia, i suoi dubbi ma anche la sua grande speranza. Un passaggio è particolamente forte: ricorda che avere il coronavirus non fa diventare untori e che una volta guariti ci vuole rispetto. Queste parole le sposiamo completamente, perché nel 2020 non possiamo precipitare nell'Italia seicentesca descritta da Alessandro Manzoni. I guariti sono guariti, punto. I malati non hanno colpe. Punto.

Eravamo al corrente della situazione di paura iniziale, ma rispettando il silenzio richiesto dalla famiglia non abbiamo mai indicato nulla di quanto stesse avvenendo a marzo, quando una giovanissima si è trovata a lavorare su una nave da crociera, dall'altra parte del mondo, uno  dei luoghi più complessi da controllare in casi di positività da coronavirus per via dell'aria riciclata negli ambienti.

La cittadina si è chiusa a riccio e nel silenzio, fino all'inizio di questa settimana, quando un nuovo caso di coronavirus ha stravolta la vita di un'altra famiglia, senza alcun legame con la precedente, provenendo forse da ambiente sanitario. Stavolta è stato il ricovero, con ambulanza e personale protetto Covid (giustamente) ad attirare l'attenzione. Avevamo la foto ma per rispetto di tutti abbiamo solo citato nuovi casi in una frazione, senza andare nel dettaglio. Poi la notizia si è sparsa  e per questo pubblichiamo anche la foto, che riprende esclusivamente la piazza.

Precisiamo, non sono i soli due casi a Bagnaia, è stato presente almeno anche un terzo, pienamente risolto, e di nuovo uscito da ambiente sanitario (forse per il personale proprio tutto non è stato fatto, specie all'inizio, in fatto di protezione individuale, visti i numerosi casi).

Precisiamo tutto questo per dare chiarezza sul nostro comportamento, Viola, come leggerete a seguire, è molto arrabbiata, ma ci tenevamo a precisare che non tutti hanno sbagliato, anzi. Ora Aurora sta aspettando il secondo, speratissimo tampone negativo, per tornare alla sua vita di ragazza, con l'abbraccio alla sua famiglia, che salutiamo di cuore, stringendoci forte a Rita, la roccia di casa.

Questo è l'amaro post di Viola, pubblicato integralmente, da cui è stata tratta anche la foto pubblicata in apertura: "Mia sorella Aurora si è ammalata di Covid19 i primi giorni del mese di marzo mentre era dall’altra parte del mondo. È stata molto male in mezzo all’oceano, da sola se non per il caro Davide e lontano da noi. In paese questa è cosa risaputa.

Il 24 di marzo è tornata in Italia; in quell’occasione abbiamo avuto la possibilità di assistere con le lacrime agli occhi alla solidarietà di molti compaesani che ci hanno offerto una locazione per farle trascorrere la quarantena in solitaria (famiglia Erasmi, parlo soprattutto di voi Marco), altri ci hanno chiamato per sentire se fosse necessario qualsivoglia oggetto per la casa; Novella c'ha portato un fornello a gas per dire.. Grazie ai nostri amici Simonetta e Massimiliano però è stato possibile non farle vedere nemmeno la torre, mandandola immediatamente in un altro posto che non fosse Bagnaia. Ad oggi Aurora non è ancora guarita; si spera che accadrà sicuramente a breve però e dopo 50 lunghi giorni finalmente tornerà a casa.

Io adesso scrivo questo post perché il giornalismo sta puntando i riflettori sul nostro paese; non è uscito un articolo che racconti la verità dei fatti su ciò che sta accadendo nelle famiglie colpite dal virus. Tutte menzogne o mezze verità, a discapito di quei poveracci che hanno due sfide da affrontare: il Corona nel corpo e la malvagità di alcune lingue che arrivano a speculare per alzare qualche click sui loro giornali virtuali fatti di carta straccia. Mi preparo quindi all’articolo su mia sorella; eccolo, ve l’ho scritto io. Prendete e riportate pedissequamente quanto da me dichiarato sulla pubblica piazza.

Scrivo anche per parlare direttamente ai bagnaioli: carissimi, quando Aurora tornerà a casa lo farà da completamente sana e, probabilmente, immune. Vi prego di non trattarla -e trattarci- come una paria. Per tutelare noi e voi tutti l’abbiamo estromessa dal tessuto paese e vorremmo che ciò porti i suoi frutti nel senso di non dover subire alcun tipo di sguardo torvo o cose simili. La sfida è dura e voi tutti avete paura, lo so, ma mi auguro di poter contare sul vostro buon animo che comunque è stato dimostrato grandemente anche in tutti questi mesi verso la mia famiglia e di cui vi sono infinitamente grata.

Ps: da qualche giorno Aurora sta accusando i problemi della reclusione; per questo quando la andiamo a trovare esce sull’uscio come mostrato nella foto a prendere un raggio di sole con noi ben distanti. Oggi qualcuno ha chiamato i carabinieri perché 'stavamo organizzando un festino'. Anime belle, che vi devo dire… io un festino come il nostro quasi ve lo auguro".

Auguri Aurora, a te che stai lottando per uscire da questo incubo, a Viola per il suo coraggio, più volte dimostrato, a Stefano e soprattutto a Rita, che abbraccio (virtualmente) di cuore, sperando di poterlo fare presto di persona.

Teresa Pierini