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Conte, le promesse da mantenere e il sindaco Bacchetta: "Sono caparbio, non un mago"

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ROMA - E' giunto nella capitale al mattino Gianluca Bacchetta, sindaco di Divignano che ha percorso la distanza tra il Piemonte e Roma prima a piedi poi in bici. Seicento chilometri per restituire i 600 euro di bonus arrivati agli autonomi, un viaggio che nasce con la rabbia di un imprenditore che si sente preso in giro e per strada si accorge di aver creato un movimento di coscienza, attirando l'attenzione dei media.

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Era passato anche a Viterbo (leggi qui l'articolo) proprio due giorni prima di arrivare davanti Palazzo Chigi, per un incontro postitipato nel tempo ma finalmente ottenuto.

Abbiamo raccolto le sue impressioni, partendo dal senso del viaggio, che Gilu (per gli amici) sintetizza così: "Sono partito il primo maggio per Roma sinceramente molto più arrabbiato di quando sono partito, per riconsegnare i 600 euro che ancora oggi mi sapevano di elemosina. Non pensando comunque di creare tutto questo interesse. Sono testardo e sono riuscito. Ho incontrato il premier che mi ha ricevuto mettendomi subito a mio agio. Mi ha subito chiesto se ci speravo veramente di essere ricevuto, gli ho risposto che ne ero certo".

Una chiacchierata di più di un'ora in cui ha provato ad accendere la luce sui problemi di questo momento, direttamente da chi li vive: "In primis ho dato al primo ministro le sei lettere che mi sono fatto spedire da sei persone scelte a campione - racconta Bacchetta - che raccontavano il loro disagio in questa emergenza. Due dipendenti senza cassa integrazione dopo due mesi, un imprenditore alle prese con un iter burocratico inaccessibile per ottenere i famosi 25,000 euro, un'infermiera, oggi "angeli d'Italia" ma fino a ieri considerati meno di zero e due imprenditori che come me consideravano i 600 € un'elemosina. Poi ho restituito simbolicamente i 600 euro, e ne ho 'scroccati' 600 anche a lui. Faremo una donazione alla Croce rossa di Oleggio per 1.200 euro".

La donazione di 600 euro aggiunti è già un primo passo, ma l'incontro tra Bacchetta e Conte è proseguito tra temi scottanti e promesse, tra cui l'arrivo di sussidi a fondo perduto più consistenti e aiuti sugli affitti, e ancora Cassa integrazione, finanziamenti, pianificazione e modalità di riapertura, contributi affitti, tasse e scadenze. Tutte informazioni che gli italiani ben conoscono e per cui attendono risposte a breve, si spera.

"Non gli ho aperto io gli occhi eh, sono temi di attualità - precisa Gilu -. Quindi abbiamo fatto in vivavoce una telefonata a tre col presidente Imps Tridico sul meccanismo della cassa integrazione in deroga, che si è inceppata in alcune regioni, e ha promesso che da subito il procedimento verrà modificato, saltando il passaggio regionale. L'Inps anticiperà e al limite il datore di lavoro restituirà se il dipendente ha ripreso il lavoro. E' seguita poi un'altra telefonata con il dottor Brusaferro dirigente C.T.S.(Comitato tecnico scientifico) sulle modalità e tempistiche delle riaperture, per far in modo che le aziende possano organizzarsi e pianificare il loro futuro. Settimana prossima ha promesso che usciranno indicazioni esatte sui presidi da adottare, indicazioni approssimative (dipende dal virus) su quando si tornerà alla normalità. Infine come sindaco ho chiesto un po’ più di libertà nei movimenti nei movimenti di bilancio in questa fase e altri fondi da destinare alla solidarietà alimentare. Il mese scorso erano 400 milioni e siccome molti hanno ripreso a lavorare... ho provato a 'scroccargli' 200milioni".

Promesse che saranno presto messe alla prova.

E dopo le promesse l'emozione, quel viaggio che Gianluca prova a descrivere sentendosi ancora i chilometri sulle gambe, i segni del sole sulla pelle e tanta solidarietà tra le gente comune: "Dopo tanta fatica, oggi mi siedo e faccio alcune considerazioni sul mio viaggio e sull'incontro avuto. Intanto in primis ringrazio Enrica ed Andrea per il loro prezioso supporto media (sono loro che hanno gestito il gruppo Fb che è cresciuto giorno dopo giorno). Virtualmente, grazie a loro vi ho conosciuti o reincontrati. Spero che presto ci si possa incontrare conoscerci o rivedere, per berne una insieme.

Sono partito da solo, per me stesso, ero arrabbiato e deluso ma soprattutto stufo di sterili lamentele da bar o da piazza. Durante il campionato, gli italiani, tutti allenatori. Ponte Morandi, tutti ingegnieri. Coronavirus, tutti virologi ed economisti. Me compreso Eh!! - confessa -. E siccome mi piace capire le cose ed andare a fondo dei problemi, ma soprattutto le cose amo dirle di persona; ho deciso di partire.

Ne avevo bisogno, mi sembrava di impazzire. Dovevo farlo e mai avrei immaginato di fare tutto sto casino. A chi mi accusa di averlo fatto per ritorno personale, ripeto che non ho mai fatto il nome del mio locale, ne ho preso un centesimo per interviste o riprese. Che vi piaccia o no è così ed io sono così.

Qualcuno pensava che il mio gesto potesse cambiare le cose istantaneamente, come mi hanno riferito: ma davvero mi davate questa incombenza? 

Dai non scherziamo, volevo solo capire ed ho capito.

Su alcune decisioni prese dal governo non ero d’accordo ed ancora continuo a non esserlo . Ma ho capito.

Mi ero dato un obbiettivo e l'ho ottenuto. Sono caparbio, non un mago.

Mi sono fatto portavoce di una parte di italiani, non di tutti: dei piccoli imprenditori, dei commercianti con le attività chiuse e dei dipendenti che ancora la cassa integrazione non l'hanno avuta.

Ho raccolto le loro storie, me ne sono fatte mandare sei e le ho consegnate al primo ministro. Non ho mai avuto la presunzione che il mio gesto piacesse o fosse condiviso da tutti, era unmio gesto,, l'ho fatto da solo.

E anche qui, io ci metto la faccia e il telefono. Non nascondetevi dietro una tastiera. Chiamatemi e ne parlo volentieri.

Non trattate male Enrica (riferito a chi ha msotrato delusione dopo l'incontro, come se era possible fare altro che parlare con educazione, ndr). Poi grazie davvero, ci sarei arrivato forse lo stesso ma con voi è stato più divertente e facile. vi aspetto presto".

Un viaggio entusiasmante, che gli ha fatto conoscere tanti amci, tanti colleghi sindaci (peccato che la Raggi fosse in tutt'altre faccende affaccendata). Nel piccolo lo ritrovere qui, a Viterbo, dove ha promesso di tornare, confermandolo anche alla nostra redazione oggi, per l'inaugurazione del monumento "Il tuo passo è già storia", le pietre firmate da persone di passaggio che con un gesto eternizzano l'arrivo nella città dei papi, firmando sul peperino che poi Cinzia Chiiulli renderà eterno con la cottura. Ne nascerà una via e lui verrà ad inaugurarla.

Ti aspettiamo Gilu, prima però aspettiamo che vengano manenute le promesse. Peccato non siano state fatte davanti una birra, avrebbero avuto più valore, almeno per te.

Teresa Pierini