VITERBO - Scende di nuovo sul campo di battaglia il "gruppo dei creditori di Caffeina" dopo l'annuncio della presenza nel cartellone dell'Estate viterbese, con tre giornate di appuntamenti.
La situazione si fa sempre più fumosa, dato che non aiuta chi da anni deve essere pagato e si trova di nuovo a leggere di comunicati trionfanti, senza che si sia pensato di risolvere il pregresso.
Partiiamo dai dati: Caffeina annuncia la sua presenza con lo "spin-off" Associazione Culturale Compagnia del Teatro, che presenta al Comune di Viterbo un programma con tre giorni di eventi, il 6, il 14 e il 27 settembre, rinetrando in graduatoria.
Quest'anno il cartellone estivo, in totale crisi da emergenza covid, è stato realizzato con la fornitura da parte dell'amministrazione di palco e sedie nella location di piazza San Lorenzo, eventuali risorse saranno poi distribuite ai partecipanti, esclusi i convenzionati. Fondazione Caffeina non ha più la convenzione, nonostante ad inizio anno pare che abbia tentato, con comunicazione ufficiale al Comune, di traslarla da se stessa ad un altro gruppo, ricevendo risposta negativa da parte dell'amministrazione. Quindi convenzione non più in essere.
L'ultimo contributo concesso dall'amministrazione è stato saldato a dicembre 2019, relativo al Caffeina festival dello stesso anno, pagato nonostante una delle creditrici, ex dipendente, avesse avvertito gli uffici comunali dell'atto legale in corso. Poi a Viterbo più nulla, il trasloco invernale e Sutri e la carovana verso Santa Marinella, cuore del potere regionale.
Poi il ritorno con le "pillole di Caffeina", con domanda da parte di un'associazione e gestione da parte di un gruppo societario. Il programma presentato al Comune prevede 3 giornate con appuntamento unico, poi gli appuntamenti diventano due al giorno, senza che gli uffici sappiano nulla della variazione, inserendo, tra l'altro, lo spettacolo di Stefano Massini, per cui al Comune pare sia stato richiesto, a parte, un contributo per un evento che viene proposto a pagamento. Come può il Comune gestire un cartellone che di fatto è sotto l'egida dell'amministrazione se non è ufficialmente al corrente degli orari e del numero degli spettacoli?
Questa la nostra prima domanda, e in calce riportiamo quelle poste oggi dai "creditori di Caffeina", a cui ne aggiungiiamo ancora un paio, relative proprio ad una frase riportata nel consueto comunicato agiografico, dove gli organizzatori scrivono testualmente: "Sarà una piccola rassegna in stile Caffeina che porterà in piazza a Viterbo il meglio della cultura e i grandi autori più noti nel paese".
Chiediamo: Jazz up a titolo gratuito ha fatto il pieno ogni sera, e stanno avendo successo tutti gli eventi di questa complicata estate. Siamo sicuri che il meglio della cultura debba essere sempre l'etichetta che questa organizzazione si cuce addosso? Non vi sembra un po' troppo, visto il recente passato e gli strascichi giudiziari?
E ancora, se si parla di stile Caffeina si riconosce un legame con chi batte cassa da anni, senza risposta e senza speranza. Se si tratta di Caffeina, con gli incassi possono pagare i creditori, o funziona come la bad-bank di recente memoria, dove incamerare i debiti per poi vendere la banca buona ad altri istituti? Almeno li però si sono portati dietro i dipendenti! D'altronde che si tratti di Caffeina, tranne per la domanda e il relativo futuro bonifico sui contributi, si evince dal comunicato stesso che cita: "Dopo il successo della XIV edizione del Festival, Caffeina propone a Viterbo una mini rassegna: sarà una Caffeina… in pillole". Una vera e propria ammissione, peccato che le parole non siano pignorabili.
E ora le domande dei creditori, giunte con la loro nota in redazione:
1) E’ normale che un’associazione partecipi a un bando presentando un progetto e che lo stesso, una volta approvato, venga di fatto alterato utilizzando le date messe a disposizione per proporre altro e mediante altri partner e/o non meglio identificati soggetti associati?
2) E’ normale che il programma proposto da un’Associazione venga poi presentato al pubblico dall’amministratore di una Srl, Caffeina group, quando Caffeina non appare in alcun modo nelle graduatorie dei vincitori del bando?
3) Chi incasserà il finanziamento del Comune?
4) Chi gestirà la vendita dei biglietti?
5) Chiediamo al consigliere Giacomo Barelli, tanto ligio nel suo compito, e all’assessore di competenza di fare chiarezza sulla questione.
Otto domande in totale, più o meno, che molto probabilmente non avranno mai risposta. Speriamo che dagli uffici comunali e dall'assessorato alla cultura possa uscire qualche spiegazione.
Teresa Pierini
