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Filippo Rossi si preoccupa ancora delle P.iva in lockdown e dimentica i debiti di Caffeina

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VITERBO - Il buon Filippo da Trieste ci ricasca e immergendosi verso un'atmosfera natalizia che forse non ci sarà, causa lockdown, guarda il presepe, gli animali in capanna, e opta per chiosare, tornando a sembrare il solito "bue che dà del cornuto all'asino".

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L'occasione è ghiotta: sale la rabbia dell'imprenditoria, l'appeal dell'ex avvocato del popolo cala (pare che gli italiani cambino sistematicamente canale quando appare in TV), quale migliore occasione se non schierarsi di nuovo con le partite iva, ossatura della Nazione?

Era già successo nel blocco di primavera, è accaduto ancora: il supporter di Zingaretti, che ha trascorso l'estate fungendo da stampella culturale della Regione nel bel castello incantato sul mare, scarica il boss (che è al governo) e attacca un possibile fermo che rimetterebbe le partite iva in ginocchio, con relativo rimborso economico quale risarcimento statale.

E sulla pagina social dell'uomo che ama la buona destra, tanto da candidarsi a sinistra, partono le truppe cammellate. Bravo, vero, giusto... qualcuno si sbilancia con commenti filosofici. Un plebiscito.

Peccato manchino sistematicamente i messaggi critici, quelli che gli ricordano di essere loro stesse partita iva a credito di lavori fatti nel tempo per la sua creatura Caffeina.

Il senso è sempre quello, lavoratori non pagati, fatture non onorate, stipendi dimenticati.

 

Storie conosciute in città, sicuramente meno fuori. E il buon Filippo deve averne di tempo da perdere, perché i post durano "come un gatto in tangenziale". Cancellazione sistematica e successivo bann per lesa maestà. È così bello avere uno stuolo di plaudenti, molto meglio eliminare i moscerini fastidiosi no?

Il tempo llibero deve essere molto, questo Natale (lockdown o no) sarà in famiglia: a Sutri le porte del paese son rimaste chiuse, dopo il matrimonio non soddisfacente del 2019 faranno da soli.

Ma i buffi restano, non sono voci al vento sui social, e prima o poi i nodi arriveranno al pettine.
Tra l'altro pare che l'idea della liquidazione della Fondazione discussa nel direttivo non sia passata.

To be continued...

Teresa Pierini