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Volo d'Angeli: cinquant'anni fa la targa in peperino scolpita da Aldo Bruno De Alexandris

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VITERBO - Sono trascorsi cinquant'anni dall'apposizione delle prima targa voluta da Giuseppe Zucchi in memoria dello storico fermo del Volo d'Angeli. L'opera in peperino, poi andata distrutta, era stata scolpita dall'artista di orgini viterbesi Aldo Bruno De Alexandris ed affissa sul muro di Palazzo Gentili.

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Era il 3 settembre 1971 e i giornali dell'epoca diedero molto risalto al ricordo di quanto avvenuto quattro anni prima, in quella che doveva essere la prima uscita trionfale del Volo d'angeli e che si trasformò nel più grande fallimento della storia della Macchina di Santa Rosa. Un'onta che fu cancellata l'anno dopo, con l'organizzazione dei Facchini in Sodalizio, sotto una guida ferma, e che rese la Macchina di Zucchi immortale, portata a spalla nelle vie della città fino al 1978, diventando la più amata dai viterbesi.

Quel 1971 doveva segnare lo spartiacque, una data scelta per la naturale conclusione del tradizionale quinquennio di Trasporti, ma la storia viterbese ha registrato altre sette uscite, fino all'innovativa Spirale di Fede disegnata da Valeri.

Per la targa fu scelto un vero "mago" del peperino: a realizzare l'opera d'arte, che ora possiamo solo immaginare, fu infatti Aldo Bruno De Alexandris, scultore, figlio dell'artista Grisostomo Benedetto, viterbese che scelse Venezia per amore, dove nacquero i suoi 14 figli, l'ultimo proprio Aldo.
Viterbo è sempre stata nel suo cuore però, tanto che non solo il padre ma anche i figli ripetutamente lavorarono in città, specie alla Cava Anselmi, per realizzare belilssime opere in peperino.

 

Chiamato "Il veneziano", Aldo Bruno riportò all'antico splendore molti monumenti cittadini, specie su palazzi bombardati alla fine della Seconda Guerra mondiale.

Sempre legato a Santa Rosa, realizzò nel 1955 la statua in marmo che il Comune donò alla città columbiana che porta il nome della patrona viterbese.

Nella sua casa di Venezia, il figlio Guido, istruttore di basket sempre legato a Viterbo in cui visse fino ai 25 anni, conserva ancora opere, bozzetti, come quello della fontana del Vignola in piazza della Rocca, e tanti oggetti d'arte che gli ricordano la sua origine, quella pietra grigia, forte, scura, capace di illuninarsi e brillare con un unico raggio di sole, come tutta Viterbo.

A distanza di tanti anni da quella targa e purtroppo dalla scomparsa di Aldo Bruno, morto in un incidente stradale nel 1987, Santa Rosa torna protagonista anche grazie al lavoro di un'artista che ha diviso la sua vita tra la laguna e la città dei papi, senza mai dimenticare l'amore per la sua pietra principe e la sua patrona.

Teresa Pierini