VITERBO - Il mondo dell'arte piange una grande artista, che questa città ha avuto l'onore di vedere più di una volta protagonista: Lina Wertmuller.
Da oggi sarà immortale, come le sue regie e le sue memorabili performance, con una personalità unica.
Abbiamo avuto l'onore di incontrarla la prima volta ammirando la sua regia de Le nozze di Figaro, per il Tuscia Operafestival. Una donna piena di verve, onorata di lavorare insieme al marito, Enrico Jobs, che realizzò i costumi. Una vera forza della natura.
Poco dopo perse quel punto di riferimento, e forse con la scomparsa di Enrico se ne andò il punto di appoggio su cui rinnovava la sua forza ogni giorno.
Nel 2012 tornò di nuovo in città, sempre con la stessa organizzazione, proponendo Gianburrasca, con protagonista Elio. E fu ancora una ventata di freschezza. In conferenza confessò che avrebbe voluto riportare quel suo Mozart, un allestimento maestoso, poco adatto al momento sempre più difficile della cultura in Italia.
L'ultima occasione per ammirare la meravigliosa Lina fu nel novembre 2019, quando la Regione Lazio omaggiò una delle sue figlie più grandi, che aveva appena ritirato il Premio Oscar alla carriera (leggi https://www.latuaetruria.it/spettacoli/53-teatro-e-cinema/3048-il-lazio-celebra-una-sua-grande-figlia-il-premio-oscar-lina-wertmuller).

Era la consegna del Premio Kineo e la regista arrivò accompagnata dalla figlia, Maria Zulima Job (a destra nella foto, dove è presente anche il cantante Marcello Cirillo). Sicuramente più stanca rispetto al passato, anche appensantita dalla trasferta californiana, ma sempre con una meravigliosa forza negli occhi, sempre contornati dai sui occhiali bianchi.
Oggi la salutiamo, fieri di averla vista, intervistata, ascoltata e ammirata sul suo campo, quello della regia. Ha raggiunto il suo Enrico e una infinita lista di artisti che hanno lasciato questa terra, specie in questi anni.

Ciao Lina, organizza il cielo, con la tua ironia sicuramente porterai divertimento anche lassù.
Teresa Pierini
