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L'amministrazione Frontini rivendica il successo del Natale e l'assessore Franco sconfessa i turisti poco "acculturati"

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VITERBO - Bilancio finale per il primo Natale targato amministrazione Frontini, riunita nella sala consiliare per presentare i successi di un'iniziativa che, da più parti, ha visto luci ed ombre.

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Slide preconfezionate e lettura veloce da parte della prima cittadina, la prima mezz'ora è stata dedicata all'illustrazione dei successi, calcolati in percentuale sul 2021, che, ricordiamo, fu segnato ancora dall'emergenza e da tante inziative annullate, a partire dai presepi viventi, e sul 2019.

La parola più utilizzata è "transizione", con l'intento di "valorizzare il patrimonio artistico e architettonico della città, come attrazione di per sé, la diffusione di eventi in tutto il centro storico e l'integrazione tra manifestazioni popolari e offerta culturale. Fiore all'occhiello le luminarie, nuove e senza spesa per i commercianti - ha precisato Chiara Frontini - anche a piazza della Rocca, Tobia, Sant'Angelo e Santa Barbara. Poi le navette dai parcheggi esterni e l'aumento della fruizione di quello del Sacrario, +2%, mentre la pista di pattinaggio è aumentata del 24%". Poi il Capodanno con 3.800 persone nelle tre piazze, di cui due alla piena capienza, il successo della Calza più lunga del mondo e della Befana 115, questa con 4 mila persone in piazza del Plebiscito, successi ormai consolidati, gli unici lasciati esattamente come erano stati realizzati prima del blocco di questi anni.

Lo spettacolo è stato approfondito dall'assessore Antoniozzi che ha puntato sulle "alzate di sipario" del teatro: "Ben 16 spettacoli in un mese, almeno 4 sold out e un aumento sul numero di presenze, senza considerare gli eventi in cui non è stato possibile calcolarle, perché si svolgevano all'esterno" mentre il discusso mercatino è stato difeso a spada tratta dall'assessore Franco, che ha prima ricordato la positività della serata "Non chiamatela notte bianca", con le visite guidate alle fontane: "Tutte dotate finalmente di acqua e l'ingresso di 50 visitatori paganti al museo dei Portici, massimo afflusso del periodo, e opinioni positive dei commercianti che hanno detto 'Meglio farla che non farla', anche se servirà maggiore comunicazione, chiusura al traffico e più eventi culturali". C'e tempo anche di ricordare l'iniziativa Vetrine in mostra, con le vetrofanie della città a chiudere la vista di locali sfitti e tenuti male, che presto si arricchirà di altri aderenti, mentre per chi non aderisce resta l'obbligo, come da regolamento sul decoro, di farlo da soli, altrimenti dal 28 febbraio scattano le multe. E infine il discusso mercatino, con l'ennesimo racconto delle riunioni con gli esercenti poi finite nella rinuncia: "Da 16 sono diventati 6 e non si giustificava più la chiusura di un nodo stradale importante come via Marconi, tanto da decidere per piazza della Repubblica, prima della nuova rinuncia, che ha poi portato al mercatino di Bio in Tuscia in piazza dei Caduti".

Una scelta che è stata finanziata dalle casse dell'amministrazione con 13 mila euro, per 11 giorni di apertura sul mese abbondante di festa che inizia tradizionalmente l'8 dicembre e dura fino alla Befana. Presentati anche i numeri da parte degli organizzatori, dati fatti propri dall'amministrazione che li ha ribaditi: "Presenze stimate 4 mila al giorno per un fatturato totale di 180 mila euro". Glissando sugii incassi, che sono dati ufficiali dell'Agenzia delle Entrate, e divise per la cinquantina di realtà coinvolte si traducono in 300 euro al giorno, resta qualche perplessità sulle presenze: le stesse della Befana 115, quando in piazza del Plebiscito è impossibile muoversi dalla densità, e pur divise nelle ore di apertura diventano 500, un numero importante e verificabile a vista d'occhio da chiunque, per questo resta difficile da credere.

Un mercatino che ha lasciato molti dubbi nei turisti, che si sono lamentati proprio di non aver trovato la giusta atmosfera di contorno al Christmas Village, attrazione perfettamente allestita e ovviamente a pagamento, sempre accompagnata, in passato, da stand food e non solo lungo le bellissime vie del centro. E a quei turisti l'assessore Franco, con tanto di applauso dai colleghi della giunta e dai consiglieri di maggioranza, presenti in massa come sempre, ha lanciato il suo messaggio: "A chi decide di non tornare perché non trova il mercatino natalizio, forse non è quello il target turistico della nostra città, se devo pensare ad un turista che vuole trovare il mercatino sono disposto a rinunciare a quel tipo di turista".

Chissà se i commercianti del centro e le strutture ricettive, specie i B&B, siano disposti a rinunciare a quei turisti, magari a vantaggio di emiri, principi arabi e miliardari americani pronti a godere esclusivamente della cultura e della bellezza. Vedremo se saranno loro i frequentatori del Natale 2023 targato amministrazione Frontini, dove la "transizione", per via dell'anno di tempo per organizzare, non sarà più un sostantivo valido.

Teresa Pierini